La MegaDitta Chicca e... index Frasi Famose index Index of UNOFFICIAL Circumvesuviana Home Page main index Ho comprato un notebook Asus A1370D appositamente per usarlo con Linux. Qui sotto mi permetto di spiegare un po' di cose, sperando di tornare utile a qualcuno. Se non capisci l'italiano, clicca qui (click here for English translation of this page).

Attenzione: sul mio sito sono presenti altre pagine dedicate ai notebooks - in particolare la pagina sull'IBM Thinkpad A21m e sull'Apple Powerbook 17''.

Questa pagina riguarda solo l'Asus A1370D con Linux.

Questa pagina è ormai molto vecchia. Il portatile Asus si è alquanto sfasciato. Però dopo che si erano rotti lo schermo, la tastiera e l'hard disk... ne ho estratto la motherboard per utilizzarlo come ''no moving parts'' home server appendendolo alla parete. Che spasso!

Below, some information about Asus A1370D notebook, and how I installed Linux on it. Click here for English translation of this page. I will update these pages as soon I'll have more good news.

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Web www.alfonsomartone.itb.it


Clicca qui per le ultime novità!

IMPORTANTE. La traduzione in inglese di questa pagina mi ha fatto ricevere e-mail da tutto il mondo (mi sono giunte e-mail da Spagna, Tailandia, Polonia, Indonesia, Argentina, Stati Uniti, Egitto, Germania (perfino ragazze da lì!), Malesia, Danimarca, Taiwan e Hong Kong ed altri dalla Cina, e poi Svizzera, Irlanda, Francia, Libano, Portogallo, Olanda, Romania, Inghilterra, Nuova Zelanda, Belgio); a proposito di queste pagine, mi è stato detto che perfino quelli dell'Asus le consultano e le consigliano come riferimento per l'installazione di Linux (un francese mi ha infatti forwardato la risposta di un tecnico dell'Asus che invece di dargli consigli gli indicava esplicitamente queste pagine!) - però, miseriaccia, quei fetentoni dell'Asus avrebbero potuto ALMENO MINIMAMENTE ringraziarmi...!

CLAMOROSO: con questa stessa pagina, oltre che i soliti Asus A1330, A1360, A1375, A1356D, A1358R, A1350D e altri Asus, sono stati correttamente configurati perfino i notebook (più o meno simili alla serie A1000 Asus) Mitac 7521, Progress 2800, Asem NB410S, IPC MagicNote/U, Aristo Sirion, Eurocom 2700T e Medion 9538!!!

Papa Giovanni Paolo II mentre usa un notebook Indice rapido - le ultime notizie sono aggiornate al 4 settembre 2004

  1. alcune considerazioni preliminari;
  2. alcune serie considerazioni riguardo i tempi di consegna;
  3. cosa vi ritrovate all'acquisto;
  4. caratteristiche tecniche;
  5. installazione Linux Mandrake;
  6. come ho personalizzato il setup del BIOS;
  7. come fare il backup "incrementale" via rete locale o Internet su un'altra macchina Linux;
  8. alcune schede PCMCIA che ho provato;
  9. come velocizzare l'ardisco con hdparm;
  10. download dei files che suggerisco;
  11. cos'è che ancora non va...;
  12. perché è bene usare ReiserFS anziché EXT2;
  13. come leggere gli "internet keys" da software;
  14. collegarsi a Internet via infrarossi e telefonino;
  15. inviare e ricevere SMS via infrarossi e telefonino;
  16. usare una directory di rete di Windows col Samba;
  17. usare directories e stampanti condivise in AppleTalk;
  18. utilizzare compactflash SunDisk e dischi PCMCIA ATA/IDE;

  19. le ultime novità vengono sempre aggiunte qui!

Attenzione: alcune delle cose che scrivo in queste pagine abbisognano di una buona conoscenza di Linux (da vero smanettone) - non mi metterò certo a spiegare cose del tipo "come ricompilare kernel e moduli"...!

Comunque, buone notizie: sotto Linux funziona tutto, ad eccezione del modem, per il quale c'è comunque qualche speranza.

Importante: queste note dovrebbero valere per l'intera serie A1000 dei notebook Asus, ma io ovviamente non posso garantirvelo!


Chi controlla il passato, controlla il presente (Orwell)

NEWS! NEWS! NEWS! - dalle più recenti alle più vecchie - aggiornate al 4 settembre 2004

Sigh, sniff, sob!
Il 4 settembre 2004 il backlight dello schermo LCD ha smesso di funzionare. Questo significa che il notebook è inutilizzabile (almeno per chi, come me, è sempre in giro). Certo, si può usare con un monitor esterno, ma in tal caso l'attributo principale per cui l'ho comprato ("portatile") non c'è più. Insomma, dopo 41 mesi di uso massiccio (non meno di diverse ore al giorno) mi tocca ora abbandonarlo... sigh! Arrivederci al mio prossimo notebook! :-)

Dopo aver comprato un Asus con display LCD guasto (a prezzo stracciato), mi è stato chiesto come poter cambiare la sequenza di boot per partire da CD... ecco cosa ho risposto:

Purtroppo pare che pure sul mio Asus A1370D non si possa switchare in modo TV durante il setup del BIOS. La combinazione di tasti Fn F7 (spegnere/accendere il display LCD) durante il setup funziona, ma pare che non gli vada a genio invece la combinazione di tasti Fn F8 (switch tra i modi LCD, LCD+TV, TV).

Dopo aver premuto F2 all'accensione si arriva nel setup del BIOS. A questo punto puoi provare questa sequenza di tasti (lascia passare un secondo tra un tasto e l'altro):

Dopodiché il tutto riparte normalmente. Tieni presente che nel menu di boot-device ci sono tre opzioni: tipicamente la prima è hard-disk, la seconda è cdrom-device, la terza è removable-device oppure int18-network. Con la procedura che ti ho detto, sposti (col tasto "-" che però sul layout tastiera italiano è "?'") sposti la prima opzione all'ultimo posto, per cui se cerca di farti il boot da floppy e poi da hard disk allora non ti rimane che ripetere di nuovo la procedura di setup BIOS (che così sposti di nuovo il "primo" boot all'ultimo posto; prima o poi il cdrom deve affiorare...!)

Se il display LCD non è fisicamente guasto, con buona probabilità è solo andata a male la linguetta "a massa". Smonta l'LCD (togli i tre tappetti in gomma grigia alla sua base, quelli che vedi sempre quando l'LCD è acceso). C'è una linguetta metallica che va dal frame metallico contenente fisicamente l'LCD ad una schedina di un centimetro per sei circa; se la linguetta (assicurata con una vite o una molla) non è lì a toccare la schedina, allora il display LCD risulta "funzionante" al suo stesso hardware, ma non si accenderà.

Fai pure quest'altra prova: al boot, dopo aver premuto F2, prosegui con:

Se funziona mi devi una birra...!

Francesco mi segnala che l'Asus A1340D (e dunque con buona probabilità anche buona parte della serie Asus A13xx) utilizza il chipset kn133 per la porta a infrarossi. Per cui chi ricompila il kernel 2.6.3 deve aggiungere il supporto via-ircc, aggiungere l'ultima release delle irda-utils e poi avviare il tutto, dopo il boot, dando questi comandi:
echo 115200 > /proc/sys/net/irda/max_baud_rate
irattach irda0 -s
Con questo metodo riesce a parlare tranquillamente col suo Nokia 6610.

Mi hanno segnalato altre fonti dove reperire la ventolina Sunon GC054006VH-8:

Tragedia: da un paio di settimane non trovo più la batteria. Per fortuna l'inverno sta finendo e i black-out cominciano ad essere rari (la batteria, ormai prossima all'esaurimento, è un ottimo sistema per non urlare di rabbia quando va via la luce per qualche istante).

La cosa notevole di questo notebook è che il display, nonostante tutte le disavventure di questi tre anni, è ancora luminosissimo come ai primi tempi (mentre il Texas/Acer che usai dal 1998 al 2000 si spompò dopo appena un anno; quando c'era un po' di luce era davvero dura lavorarci...). Lo noto quando di sera tardi è tutto spento e ho dimenticato la luminosità al massimo.

Dopo la rottura del tasto "Pausa/Interr", si era rotto anche il tasto "-/_"; anche in questo caso credo di essere stato io troppo feroce con la tastiera, però c'è da aggiungere che l'ingranaggio di plastica sotto ogni tasto non è proprio il massimo della solidità... basta che salti uno di quei dentini (lungo mezzo millimetro e spesso assai meno) che il tasto non resta più al suo posto. Ho sostituito tale ingranaggio con quello del tasto col tasto "Windows menu" e quindi sto di nuovo tranquillo. Però c'è voluta una precisione e una delicatezza quasi da orafo...

Gli aggiornamenti su queste pagine si fanno assai più radi, poiché non ci sono più grosse novità da segnalare. Tra poco questo notebook compie tre anni. La batteria dura meno di un'ora e mezza (meno della metà dei primi tempi), caricandosi a non più di 1600-1700 mAh (contro gli almeno 3200 dei primi mesi di vita). La tastiera comincia a dare segni di cedimento (purtroppo non solo i tasti ma anche il connettore flessibile sulla motherboard, le piste cominciano ad ossidarsi, e quando porto il notebook in giro a volte mi tocca riaprire e richiudere la tastiera perché altrimenti alcuni tasti sulla destra diventano "sordi") e ci sono parecchi piccoli graffi e ammaccature intorno al notebook (a causa di urti e cadute), ma di massima il notebook va ancora abbastanza bene. L'assenza della ventola non si fa sentire troppo (siamo ancora in inverno), e pare che a più di 91-92 gradi la temperatura del processore non salga (in realtà sono io che evito di spremerlo davvero fino all'impossibile); ordinariamente vedo non più di 60 gradi. Un danno però la temperatura spesso alta lo ha fatto: la tastiera è sempre tiepida (che goduria, quando fa freddo), ma il foglio degli interruttori della tastiera (parlo del foglio nero con i gommini dei tasti) si è spiegazzato ampiamente.

Ho ricevuto questa interessantissima email, e la pubblico qui perché non ricordo più se l'ho già inoltrata a tutti:

Ciao, nella mia disperata ricerca su un pezzo di ricambio per il mio notebook mi sono imbattuto nel tuo sito in quanto nel testo hai messo il codice di quella stramaledetta ventolina che stavo cercando. Io ho un Sony Vaio, e devo costatare che tutta la serie Vaio della Sony ha parecchie cose in comune con la serie A1xxx dell'Asus!!! Dalle foto del tuo A1370d noto anche che a parte la marca i due portatili sono identici (nell'esterno e nell'interno) fatto salvo per il display LCD!
Vengo al dunque... se ti serve il ricambio... In italia è IMPOSSIBILE reperirlo (perfino nei centri assistenza).

Soluzione A (la più veloce ed economica): www.inkjet4u.co.uk al costo di circa 60 euro (sessanta euro), unica condizione pagare con carta di credito (fuori dell'Inghilterra non accettano pagamenti alla consegna!).

Soluzione B (più lenta e costosa): www.sunon.com a Taiwan, e loro saranno felici di spedirti il ricambio gratuito... ma con DHL via MARE!!!! Quindi da uno a tre mesi, con il primo container disponibile, e a circa 150 euro (centocinquanta euro)!!! (il vantaggio è che se ti serve anche altro, ormai la spedizione l'hai pagata!).
CiAo e Buena suerte!!!! (Salvatore M.)

È uscita la release 2.6.1 del kernel, ma io sono ancora fermo alla 2.4.23 (squadra vincente non si cambia). Non ho nulla di nuovo da segnalare, e non mi sembra di aver tanta fretta di montare il nuovo kernel (posso infatti supporre che stiano per fare il backporting della feature del kernel preemptible a Linux 2.4).

Il display sembrava difettoso, di tanto in tanto si accendeva e spegneva come se un cavo perdesse per qualche attimo il contatto, e occorreva muovere un po' il display per svegliarlo. Aprendo la carcassa del display (sono cinque viti, nascoste dai cappuccetti in gomma color grigio chiaro, il resto sono tutti denti a incastro) ho scoperto che c'è, in basso, all'altezza della piccola basetta con l'elettronica di controllo per il display, verso il centro, un'aletta metallica dalla base dell'incasso del display LCD, appena appena appoggiata alla basetta. Quando "tocca" allora il display funziona regolarmente. Strano che non sia saldata o avvitata. Dopo aver studiato varie soluzioni a base di fil di ferro, saldature, nastro adesivo, elastico, graffette, etc, mi sono rassegnato, e con la pinza l'ho un po' piegata verso l'interno, cosicché ora, per la sua stessa elasticità, tocca sempre sulla basetta. MAGICO! È tornato come nuovo, non ha più fatto storie. Non so se l'aletta si sia staccata quando il notebook si fece una bella doccia cinque mesi fa (vedi più sotto in questa pagina) oppure se l'ho staccata io senza volerlo (a suon di involontarie cacciavitate). Da notare che nel frattempo, mentre provavo sul connettore destro dell'LCD sulla motherboard, avevo cortocircuitato uno dei cavi del connettore mentre il notebook era acceso: c'è stata una bella scintilla bianca, un po' di fumo, ma il notebook ha tranquillamente continuato a funzionare. E poi dicono che questi arnesi sono così delicati...!

Alcuni problemi col kernel 2.6.0-test7 e 2.6.0-test8 (per cui per ora non è il caso di usarli sui nostri notebook Asus A1xx):

Inoltre, il modulo agpgart del kernel 2.6.0-test8 mette i device AGP 2× devices in "4× speed" mode!

ESATTO: se ricompili il kernel attivando il flag preemptible va tutto più veloce! Intendo davvero VELOCE perché la ricompilazione di questo sito, che richiedeva da 1'20" a 2'00" coi vecchi hard disk (uso intensivo di open/read/close di files), ora termina in meno di quaranta secondi!. Non è solo merito del nuovo driver ATA/IDE e del disco Hitachi: con ksysguardd si vede nettamente che il programma non aspetta più il disco, e il tempo viene sfruttato al 100%!

Da qualche giorno sto usando il kernel Linux 2.6.0-test7. Ha diverse cararatteristiche nuove. Sembra innanzitutto più veloce in generale, sia per il modo "preemptible", sia per i metodi "taskfile/packed/etc" per l'ATA/IDE (ma non sono in grado di giudicare quanto, poiché ho da poco installato il nuovo disco Hitachi, che sto confrontando con quel disco IBM di sette anni fa che ho usato in questi ultimi tre mesi). Ma la grande novità è il supporto ACPI, assai migliorato, e che perfino riconosce le peculiarità del BIOS Asus (ma solo sui BIOS recenti; il mio è del 2001 e quindi non vedo nulla di extra; però non lo cambierò perché non è che io abbia poi tanta urgenza di qualche feature ACPI in più... squadra vincente non si cambia!). Questa versione 2.6.0-test7 del kernel permette cose tipo:
cat /proc/acpi/battery/BAT0/state
cat /proc/acpi/thermal_zone/THRM/temperature
cat /proc/acpi/button/lid/LID/state

Il primo comando dice lo status della batteria (qualcosa del tipo: present: yes, present rate: 907 mA, remaining capacity: 1894 mAh). Il secondo comando restituisce la temperatura attuale del processore (tipo: temperature: 33 C, finalmente in gradi centigradi e non più in decimi di Kelvin), e con l'ultimo comando si può sapere se il display LCD del notebook è aperto (come quando si lavora) o chiuso... che delizia: uno può scrivere un programma che, controllando periodicamente quel file virtuale della directory di sistema /proc, può capire quanto tempo ci metti a fare questa benedetta "pausa per il tè" e magari fare qualcosa nel frattempo. Un'altra ottima cosa è il fatto che lo status della batteria è disponibile anche se hai appena inserito la batteria a computer acceso (fino al kernel 2.4.21 dovevi fare il reboot perché il test veniva fatto solo al caricamento del kernel).

Finalmente mi è arrivato l'hard disk. Ci ho messo la SuSE 8.2 (in attesa della SuSE 9.0 in arrivo nei prossimi giorni).

È un disco da 30Gb Hitachi IC25N030ATMR04-0. Il 3 settembre scorso avevo ordinato, presso una famosa catena di negozi, un disco da 40 giga, perché il tizio mi aveva assicurato che sarebbero stati disponibili "entro pochi giorni". Per la fretta di quella mattina, mi lasciai abbindolare, e feci l'ordine lasciandogli cento euro di anticipo (che imbecille!).

Settimana per settimana, il benedetto disco non arrivava. Dopo tre o quattro volte che vado a chiedere, il tizio mi dice "non si preoccupi: l'ordine è partito, non appena abbiamo notizie dell'arrivo le telefoniamo".

Passano altre settimane e il disco non arriva. Vado di nuovo lì. Non c'era più il tizio dell'ordine: c'era un'altra faccia. Chiedo lumi. "No, in effetti il 40Gb è uscito dal catalogo...". Per cui l'ordine è andato a farsi friggere, e il suo collega (chissà se lavora ancora lì) si è guardato bene dall'avvisarmi. Beh, allora? "Se vuole, possiamo ordinare un 60Gb, oppure far arrivare subito un 30Gb, oppure un 60Gb". Prezzi? Il 30Gb a 12euro in meno, e il 60Gb a 100euro in più (!!!).

Protesto: "come si fa ad annullare l'ordine?". Il tizio non si scompone minimamente (si vede che gli affari in questo periodo vanno bene... con l'euro in salita e i prezzi che non scendono, ci credo): "sì, possiamo annullarlo".

Ci penso un po' e, di nuovo da perfetto imbecille, mi arrendo. Ordino il 30Gb. "In due giorni è qui". Due giorni lavorativi, si intende. Più il week-end fanno quattro. Naturalmente il corriere consegna alle 14:00, e proprio quel pomeriggio loro erano chiusi. I due giorni sono diventati cinque.

Bah! Per l'ennesima volta ho verificato che non bisogna mai fidarsi dei rivenditori che non hanno immediatamente disponibile la merce. Tra poco anche i salumieri venderanno "just in time"...

Comunque... si tratta di un disco Hitachi (CHS:3648×255×63) 9.5mm 2.5" UDMA/100 a 4200rpm (58605120 settori, cioè 30006 MB) con 1740 kb di cache a bordo, prodotto ad agosto 2003 (purtroppo nei nostri notebook Asus A13xx saranno usati solo in "UDMA/33" a causa dei limiti hardware (leggiti la sezione delle caratteristiche hardware del notebook in questa stessa pagina).

TRAGICAMENTE scopro che consuma il DOPPIO dell'hard disk che avevo prima (consuma 5V 1A, contro i 0.55A del disco da 20Gb che mi si guastò a luglio scorso); a dispetto del quasi mezzo ampère di consumo in più, non sembra scaldare troppo; però questi 450 milliampère in più mi ridurranno alquanto la vita della batteria (già attualmente in grave declino a causa della vecchiaia): tenete presente che lo schermo TFT sembra consumare solo 200-300milliampère... GRRRR!

L'ho formattato con 160Mb di swap e tutto il resto in un sol blocco in ReiserFS.

Pro:

Contro:

Un amico mi dice che ha finalmente ricevuto risposta dalla Motorola, in cui si dice che hanno sviluppato per i nostri softmodem un nuovo driver per Linux che sarà disponibile per la RedHat 9.0 in un paio di settimane! (evviva! questo vuol dire che hanno smesso di ignorare Linux!!!)

Thomas Winischhofer, autore del driver accelerato per la SiS630, mi ha scritto che:

1) il supporto AGP viene dal modulo AGPgart del kernel, non dai miei driver.

2) l'AGP serve solo per l'accelerazione 3D, non serve a nient'altro. L'accelerazione video e 2D della SiS630 non sono fatti per sfruttare l'AGP.

Quanto detto sopra significa due cose importanti:

  1. buone notizie: il driver di Winischhofer sta funzionando da anni senza problemi;

  2. brutte notizie: finché non si decideranno a sistemare il supporto SiS/AGPgart nel kernel, ci toccherà ancora aspettare per un'accelerazione 3D decente. Dunque, non martelliamo più il povero Winischhofer, che ha fatto davvero un lavoro da maestro e lo ha fatto gratis (sarebbe ora di mandargli qualche soldino, una donation, più che meritata, visto che il suo driver per X/free è mille volte meglio del driver ufficiale SiS per Windoze).

La batteria Asus ora non riesce a caricare più di 2077 mAh. Beh, finché è capace di reggere almeno un minuto di lavoro, è l'ideale contro i piccoli black-out (abbastanza frequenti in certe zone).

Aieeee! il display LCD funziona di nuovo!

Si trattava di un problema di cavi. E comunque, aveva bisogno di una decina di giorni per asciugarsi perfettamente. Confesso che non so esattamente cosa ho fatto: ricordo solo che stavo tirando e stringendo i due cavi dell'LCD e, dopo un reboot, lo schermo è tornato nuovamente 1024×768. Dopo alcune prove sono riuscito a rimontare il notebook con i cavi messi in modo da non ripresentare più (spero) il problema.

L'elettronica dell'LCD continua oltre la motherboard... Nell'immagine a fianco si vede l'elettronica dell'LCD sottostante il logo "Asus" del display (ho dovuto togliere le cinque viti sotto i cappuccetti di gomma). Seguono alcune importanti considerazioni:

esatto, l'acqua danneggia davvero i computer. Però un notebook allagato è sorprendentemente candidato a funzionare ancora: non fatevi prendere dal panico ma aspettate UN PAIO DI SETTIMANE (senza usarlo) perché si asciughi naturalmente e completamente. Il mio colossale errore è stato di tentare di ricaricare la batteria quando c'era ancora acqua dentro. L'acqua, per il calore generato, è diventata vapore, e dopo è ridiventata acqua, più sopra, cortocircuitando qualcosa sull'elettronica dell'ormai defunto hard disk da 20Gb...!

* per qualche davvero strana scelta di progetto, il controller LCD dell'Asus è una vecchia roba capace di 800×600 con in più uno o due pin (al massimo) usati per riconoscere e pilotare un LCD 1024×768. Avevo provato con tutte le più strane ModeLines da 808×606 fino a 1024×768, ma nessuna di queste risoluzioni (nei limiti di 47KHz/78Hz, del modo "800×600 scassato" come da immagine visibile più giù) ha mai funzionato. Insomma, la soluzione per riottenere il modo LCD 1024×768 a 60KHz/78Hz è stato stiracchiare malamente i due cavetti!

N.B.: per essere precisi, un LCD non ha frequenze proprie per il funzionamento (quelle sono solo dei monitor a tubo catodico).

Er... pure la Ethernet ha ripreso a funzionare senza grossi problemi. Mi è capitato un solo warning mai visto prima:
NETDEV WATCHDOG: eth0: transmit timed out
eth0: Transmit timeout, status 00000004 00000000

Oh, no!

Catastrofe! Mentre il notebook stava caricando la batteria, c'è andata a finire dell'acqua sotto. Me ne sono accorto dal fatto che il LED dell'alimentatore lampeggiava in modo strano. L'ho staccato, l'ho lasciato asciugare, ma era già spacciato. Asus A1370D spacciato...

L'hard disk da 20Gb si accende ma non supera il test del BIOS. La porta ethernet funziona a volte sì e a volte no. Il controller del display LCD non "zoomma" più e - cosa peggiore di tutte! - non fa più i 1024×768 ma solo gli 800×600 "replicati" (guarda la foto a lato per capire cosa intendo).

SNIFF, SIGH, SOB! Ho provato con xfine e xvidtune e con vari setting di "ModeLine" per i 1024×768, ma non c'è stato verso. Perfino il "vga=791" del lilo.conf (che usa il BIOS VESA) dice che il modo 1024×768 non è disponibile...!

Hard disk: Ermanno m'ha prestato un vecchio disco IBM 1.3Gb 2.5"; sono riuscito ad installarlo sul notebook ed a metterci su la SuSE 8.2 col KDE (tagliando fuori OpenOffice e altri software troppo cicciotti) restando addirittura con 100Mb liberi alla fine dell'installazione. Ma così com'è, non è bello utilizzarlo...

Bah! Dopo 28 mesi, forse è già ora di comprare un nuovo notebook (o magari un palmtop).

Questa pagina sarà aggiornata solo in caso di notizie colossali. Le informazioni date qui sotto restano valide. SNIFF, SIGH, SOB!

Ehm... ho aggiornato i driver del Winischhofer (sis_drv.o, opzioni nuove in XF86Config e sisfb source nel kernel) ma l'unica grande novità è il comodo programmino sisctrl che permette di cambiare a colpi di mouse risoluzione video e TV (oltre che i suoi parametri come contrasto, posizione, etc). Purtroppo siamo ancora a 160fps con gears e alla stessa velocità di TuxRacer: questo significa che l'AGP è ancora disabilitata... (ma non è colpa di Winischhofer: clicca qui).

A proposito di DVD...

Io preferisco il grande MPlayer perché supporta quasi tutto ed è abbastanza stabile. Il buon vecchio xine non lo provo da una vita, e ogle mi risulta che sia ancora lento come prima.

In particolare MPlayer include nei suoi sorgenti delle versioni modificate (in meglio) della libdvdread e libdecss per cui è utile anche per vedere DVD originali. Con mplayer viene anche il programma mencoder, per ricodificare (comprimere, ridurre, allargare) tutto ciò che mplayer è in grado di vedere (ossia, ridurre in formato MPEG un SVCD o ridurre in formato AVI un DVD).

Per motivi legali, però, le versioni di MPlayer distribuite già compilate nella SuSE e in altre distribuzioni, vengono date con features ridotte! Addirittura, MPlayer non può essere usato in USA e in Giappone (poveri loro!).

L'unico modo è andare sul sito di MPlayer e prendere l'ultima versione (attualmente la 0.90 ufficiale; non le varie 0.90-rc/beta che stanno in giro) e compilarsela da soli, anche perché questo significa ottimizzare l'eseguibile solo per il proprio processore (il riconoscimento al runtime del processore riduce un po' le prestazioni).

PURTROPPO questa operazione non è facile se non per chi ha smanettato abbondantemente con Unix/Linux negli ultimi anni. Non posso neppure suggerire una sequenza di operazioni da fare, perché potrebbe non essere unica e non può coprire tutte le rogne più o meno prevedibili. Voglio solo precisare alcune che ho incontrato io:

Insomma, ho citato solo alcuni dei possibili intoppi che uno alle prime armi certamente non è in grado di risolvere. Vedere i DVD originali sotto Linux è possibile, sì, ma per adesso solo agli smanettoni (o quasi). E se vi va di imprecare, dovete farlo nei confronti della balzana politica commerciale dei grandi nomi (Micro$oft, l'MPAA, etc).

Magari tra due o tre anni la situazione sarà felicemente risolta anche per chi non ha mai messo mano ad una "finestra di terminale"; però in tutto il mondo, fatta eccezione per qualche pubblicitario o commerciale analfabeta, nessuno ha mai detto che Linux fosse un sistema per chi è alle prime armi ed è nato, vissuto e cresciuto all'ombra di Winzozz...!

Io qui non ho mai preso un virus (tantomeno li ho mai temuti), mai affrontato problemi curiosi come "l'anno 2000", mai trovato l'ardisco più vuoto di quanto non lo avessi lasciato prima, mai dovuto riavviare la macchina perché qualche programma aveva fatto le bizze, mai rischiato truffe con i numeri di telefono di Internet, etc: tutto merito di Linux!

Certo però che a chi comincia proprio da zero coi computer, andrebbe insegnato proprio Linux, proprio per questi motivi...!

Alèéèé! Oóòóò! Finalmente sono riuscito a usare l'uscita TV del notebook, come indicatomi da "Loba Gris". Molto più facile del previsto. Sulla porta TV del notebook ci sono due file di piedini: il terzo piedino della fila in basso è un segnale composito (la massa è come al solito nel circolino dell'incavo). Mandando questi due al connettore "video in" del videoregistratore, ed il segnale di questo al TV, sono riuscito a vedere sul TV lo schermo del computer.

Alcune note. Ho usato il videoregistratore solo perché il TV 28" su cui ho provato, non ha ingresso composito. Qualsiasi cosa accetti un ingresso composito (monitor, videoproiettori, etc) può andare bene.

Dal BIOS non ho cambiato le impostazioni: ho lasciato in modo "Auto" il setup del video. Così, riavviando il notebook dopo aver collegato il cavetto al videoregistratore, il modo testo lo fa vedere sul display LCD, e quando parte X/free (col mitico driver di Winischhofer) spegne l'LCD e manda l'immagine direttamente al TV. Parte inoltre solo a 800×600 (anziché a 1024×768, nonostante i miei feroci setting di XF86Config) perché presumibilmente il chipset SiS630 non è capace di mandare i 1024×768 sul TV.

Nonostante il cavo alquanto casereccio, il segnale è stabile e i colori sono nitidi. Devo solo ritoccare (sempre da XF86Config, ma per questo basta leggersi per bene le istruzioni di Winischhofer) i valori di luminosità e oversize (il bordo esterno dell'immagine occupa infatti quasi un quarto dell'area utile).

Una volta avviato in modo TV, non c'è stato verso di cambiare in modo LCD (o di ottenere il modo "misto", cioè LCD e TV contemporaneamente) con i tasti Fn-F8 e Fn-F9 del notebook, poiché la versione che ho del driver Xfree di Winischhofer non lo prevede (è almeno un paio di mesi che non lo aggiornavo; provvederò presto).

Ho perfino registrato su videocassetta alcuni minuti di mio utilizzo del computer: la freccia del mouse che vola in giro, i menu che si aprono e chiudono a raffica, il KDE 3.1 che vola, qualche filmato MPEG e AVI con mplayer... Per registrare anche l'audio era sufficiente un altro cavo, che portasse l'uscita cuffia del notebook all'ingresso "audio in" del videoregistratore.

Ouch... è uscito Linux 2.4.21 da qualche giorno, ma non ci sono grosse novità nel kernel (almeno per quel che riguarda i nostri Asus A1xxx).

Sono riuscito a compilarlo col gcc 3.3-prerelease della SuSE 8.2). Sono usciti una marea di "comparison between signed and unsigned" warning: può darsi che una variabile del kernel sia stata cambiata e... ZOT! :-) (bah, erano solo stupidi warning da compilazione: il kernel sta andando alquanto bene).

L'unico problema rimasto coi driver di Linux e Xfree, almeno per questa classe di notebook Asus, è il supporto AGP, senza il quale (come da note più giù in questo stesso file) l'accelerazione grafica non è proprio velocissima. (leggi qui i commenti)

ALÉ! Si possono leggere i "tasti internet" della tastiera Asus anche da software! Hanno degli scancode non-standard (0x76, 0x7f, 0x7c a livello console): basta aprire in modo "raw" la tastiera (il che però richiede privilegi di root) e leggerli... (il driver della tastiera del kernel di Linux riporta correttamente quelli di pressione e quelli di rilascio). Si può provare col programma "showkey -s". A differenza degli altri tasti, non hanno ripetizione. C'è solo una cosuccia strana: gli status di "premuto" e "rilasciato" vengono emessi insieme al momento del rilascio (non mi pare peraltro un problema software).
Sotto X/free non c'è bisogno dei privilegi di root perché il driver della tastiera di X/free riporta anche gli scancode dei tasti premuti. Curiosamente, sotto X/free gli scancode sono leggermente diversi (0x7e, 0x87, 0x84), pure mancano di ripetizione, e pure vengono emessi solo quando il tasto in questione viene rilasciato. Ecco un pezzo di codice che legge un evento KeyPress dall'X-server e guarda il keycode per sapere se era uno di quei tre tasti speciali:
  Display *dpy;
  Window *dpw;
  XEvent e;
  char buf[10];
  int k;
...
  if(XCheckTypedWindowEvent(dpy, dpw, KeyPress, &e))
  {
    XLookupString((XKeyEvent*)&e, buf, sizeof(buf), &k, NULL);
    if(!k)
    {                        /* tasto strano? guardati il keycode */
      switch(e.xkey.keycode)
      {
        case 0x7e:     /* premuto il tasto "email" (il sinistro)  */
        case 0x87:    /* premuto il tasto "browser" (il centrale) */
        case 0x84:   /* premuto il tasto "quickstart" (il destro) */

Il codice sopra citato è stato provato sotto X/free 4.3 con layout di tastiera differenti (US, IT). I tre "tasti internet" hanno qualche strana circuiteria per permettere all'utente di accendere il notebook nel caso questo sia spento (scarica di un condensatore, o qualcosa di simile, che provoca un interrupt di tastiera e un "power-on").

Sarò fuori per qualche giorno, per cui non ho ancora modo di provarlo: guardatevi ACPI for Asus su SourceForge!!

ALÉ, finalmente una soluzione OCR (optical character recognition) funzionante sotto Linux!

Nella SuSE 8.2 è inclusa una versione modificata del Kooka (frontend OCR del KDE) che contiene il Kadmos OCR/ICR engine (della reRecognition AG).

L'ho provato con alcune immagini riprese con la fotocamera digitale (!!!) perché al momento non ho ancora uno scanner, ed è andato abbastanza bene (e abbastanza velocemente) sia su testo stampato che su testo scritto a mano in stampatello!

Kooka non richiede uno scanner (se ne hai uno, assicurati che sia supportato dall'interfaccia Sane): semplicemente va a cercarsi immagini leggibili nella tua directory .kde/share/apps/ScanImages/ ed ha funzionato sia con JPEG true-color che con PNG monocromatici (a un bit o gray-scale).

Pro: una soluzione OCR per Linux integrata nel KDE, che va a velocità decente e richiede solo un minimo di intervento da parte dell'utente.
Contro: l'operazione di OCR scanning non mostra niente a video, neppure una "progress bar" (sembra una feature mancante del Kadmos), e il Kooka non ricorda i setting come "testo scritto a mano o stampato da una macchina".

Altri programmi di OCR per Linux: gocr è ancora in fase di sviluppo, e il clara non è proprio facilissimo da usare. Kooka+Kadmos è per ora la soluzione migliore. La mia esperienza suggerisce di usare lo scanner a risoluzione almeno 400dpi b/w (1-bit) per passare una pagina di un libro a un programma di OCR; l'uso di una fotocamera digitale è dovuto solo alla foga e alla fretta di fare qualche test.

Motorola SM56 internal modem: pare che l'indiano Rajesh Kizhuveetil abbia patchato il modulo Motorola per farlo andare anche con gcc 3 sotto Linux 2.4: nel frattempo che lo provo provate a dare un'occhiata al suo sito!

Accelerazione 3D: finalmente funziona di nuovo, e sulla SuSe 8.2!!

Tutti i file sopra menzionati possono essere prelevati sulla Winischhofer's Linux SiS630 driver page!!

Ho installato la distribuzione SuSe 8.2, presto scriverò qualcosa in merito...

Eh, ho questo notebook da oltre 747 giorni e ne sono ancora alquanto contento...! Però, per essere precisi, il mio prossimo notebook (che spero di comprare il più tardi possibile) NON sarà un Asus.

GRANDI NOTIZIE!

Eh, già: la SiS900 è una vera ethernet 10/100, che per qualche STRANO motivo, usando lo STESSO cavo RJ45-invertito, si connette al PC di casa (che ha una spaventosa RealTek RTL8029 10/100 e Linux 2.4) solo in modo "half-duplex 10Mbit"... invece si connette a 100Mbps con altre schede 10/100, come quella dell'IBM Thinkpad A21E, e quella nel Toshiba Satellite 404, e perfino quella nell'Acer Aspire 1400 (ehm... tra qualche giorno mi farò confermare i numeri dei modelli di questi tre notebook, per ora non fidatevi troppo di quelli che ho scritti).

Sul Satellite ho trasferito 7300 Mb in meno di 30 minuti (invece che le presunte due ore): pensate che si trattava di una macchina con WinXP, il che significa lentezza, e che nel frattempo guardavamo file audio/video su entrambi i notebooks, e comunque ottenevamo una velocità di trasferimento quadrupla rispetto alla canonica connessione a 10 Mbit..!

Quando si incide un CD in modo multisessione, nel leggerlo il CD-ROM Toshiba che sta a bordo di questo Asus muove la testina tre volte avanti e indietro prima di capire di che pasta è fatto. Ho copiato 425 Mb di dati da uno di tali CD in appena 2'55" (2.4 Mb/sec, ossia esattamente 16×, la velocità con cui era stato inciso).

SNIFF, SOB!

Ho dovuto smontar via la ventolina della CPU, che a volte si avviava e a volte (spesso) no... Si tratta di una Sunon GC054006VH-8, a 5V e da 0.5W, con 11 pale (undici!) alte 4mm, e sotto ha tre agganci per le viti. Spero di trovarne una nuova al più presto... (beh, qualcuno l'ha trovata: vedi qui).

Sì, il chip che fa la conversione da VGA a TV è proprio un Chrontel 7005C-T, saldato sulla motherboard non lontano dal suo TV-connector esterno.

Altre brutte notizie: la batteria è oramai prossima alla pensione. Non riesce a caricarsi per più di 2230-2340 mAh (contro i 2816 mAh canonici, che era l'ultima capacità "ufficiale"): una volta arrivata a quel livello di carica, il ciclo di ricarica si ferma e riparte continuamente, senza spremere neppure qualche milliampére in più. Bah... ora dovrò essere sempre presente quando si carica, e toglierla non appena si ferma il caricatore (si può togliere e mettere tranquillamente la batteria anche a notebook acceso e con l'alimentatore). Penso di averla ricaricata almeno 300 volte in questi due anni, e quasi sempre col ciclo completo (da batteria totalmente scarica a batteria totalmente carica). Sigh, sniff, sob!

Ho provato Linux 2.5.66, e ho visto un po' di novità:

Che tristezza: l'ultimo driver SmartLink (2.7.10), che pure mi avevano detto andar bene con dei modem basati sul chipset SIL38, ancora non va su questa macchina:

slmdm: version 2.7.10 Feb 4 2003 15:18:20 (Smart Link Ltd.).
slmdm: country set is 0x59 (ITALY).
Smart Link AMRMO modem.
amrmo: probe 1039:7013 Silicon Integrated Systems [SiS] 56k Winmodem (Smart Link HAMR5600 compatible) : SiS630 card...
PCI: Found IRQ 5 for device 00:01.6
PCI: Sharing IRQ 5 with 00:01.4
This driver is not compatible with the installed modem codec.
Anche stavolta ho dovuto caricare i suoi moduli PRIMA dei moduli della scheda sonora (e dopo aver caricato questi, ripristinare i volumi con aumix -L giacché il driver SmartLink li ha alzati al massimo). Beh, questa è la parte più odiosa della faccenda: pare che almeno l'Asus A1370 (e i suoi più diretti simili) usi una variante (probabilmente economica) del chipset Motorola in questione, che il driver SmartLink ancora non supporta... SNIFF, SOB!

Che delizia: abbiamo messo in rete locale due macchine Linux e due con W98 e mentre trasferivamo gigabytes di roba da due ad altre due (e da W98 a Linux e viceversa, tra Samba e ssh) e lanciavamo applicativi X/window remoti, abbiamo perfino condiviso la connessione a Internet e preso posta e navigato da tutte le macchine (per non parlare della condivisione di stampanti e di tutto il resto): quell'hub da 10 Mbit è stato spremuto come un limone per diverse ore... LINUX è MAESTOSO!!

AIEEEEE!!!! Ho stampato (testo e grafica) su una HP Deskjet 350 (stampante portatile) usando la porta a infrarossi supportata dal kernel Linux da tempo immemorabile! (ora uso il kernel 2.4.20)
Ho stampato un file Postscript (generato da LyX) convertito in formato HP/PCL col comando gs (ghostscript) e il suo driver "hpdj340" (infatti gs 6.53 non ha ancora il supporto diretto per l'HP DeskJet 350). Basta mandare i dati direttamente su /dev/irlpt0 (con cat o simili) ed il gioco è fatto (ESATTO, da un po' di tempo non sto usando il CUPS perché sto facendo qualche esperimentuccio... chi usa CUPS avrà certamente la vita più facile di quanto descritto qui). Per stampare il file Postscript direttamente (guarda e impara!) ho usato un solo comando (ghostscript, senza pause interattive, risoluzione 300dpi, stampa in modo batch):
gs -dNOPAUSE -r300 -dBATCH -sOutputFile=/dev/irlpt0 -sDEVICE=hpdj340 file.ps
LINUX è una vera PUTEEEEENZA!!!
Come se non bastasse, ho anche connesso il mio cellulare Nokia 7110 sulla stessa porta infrarossi (mentre stampavo senza problemi): guarda l'output di irdadump mentre stampavo (ho tagliato via alcune parti inutili):

s=1 DeskJet 350 hint=0800 [ Printer ] (27)
s=3 Nokia 7110 hint=b125 [ PnP Modem Fax Telephony IrCOMM IrOBEX ] (27)
s=* notebook hint=c404 [ Computer LAN Access IrCOMM ] (22)

OUCH!!! Ho dovuto smontare la tastiera (facile, ma attenzione!) La ventolina della cpu per riparare la ventolina della CPU che non si avviava più neppure all'accensione del notebook. Pare che sia stato sufficiente schiacciarla con le dita: ora fa più rumore (la ventolina si agita ancora più di prima, e talvolta le alette toccano l'esterno) ma almeno, da un po' di giorni, ha ripreso a funzionare senza problemi. SIGH! Ora devo trovare una ventolina simile... una ventolina veloce, a 5V (presumo), alta pochi millimetri, e soprattutto silenziosa: non è bello accendere il notebook con tutti che ti guardano (mentre ero in biblioteca mi si avvicina la suorina per chiedermi che cos'era quel rumore "da TRATTORE"!!!!) :-)

La batteria sta inesorabilmente invecchiando. Ora il notebook si spegne già quando la batteria scende sotto i 350 mAh.

Uh-oh. Vedo che la batteria risulta caricata nientemeno che al 101% (!). La cosa deriva dal fatto che la capacità risulta di 2816 mAh ed il livello di carica è andato a 2848 mAh. Purtroppo la brutta notizia è che il notebook si spegne all'improvviso non appena il livello di carica scende sotto il 10% (cioè sotto i 282 mAh). Beh, la batteria sta proprio invecchiando... (per ora però si riesce ancora a lavorare per due ore e mezza con un wordprocessor non troppo succhiarisorse).

Sniff, sob! Il softmodem driver SmartLink SM56 v2.7.7, anche se si rimuovono i moduli sonori dal kernel, dice ancora "unknown codec"... :~( Intanto il PCtel softmodem driver v0.9.6 continua a non accettare i comandi "AT nella sua curiosa porta ttyS15... :~(

Ho cancellato un sacco di applicazioni non-KDE (che peraltro non usavo), principalmente applicazioni Gnome. I programmi KDE si caricano più velocemente perché fanno "fork" da un'applicazione KDE (la kdeinit) e non da un grosso (o minuscolo) tsk. KDE è semplicemente migliore di Gnome (che, per quanto ho avuto personalmente modo di verificare, richiede più memoria, più accesso al disco, più risorse, e -sigh!- ha più bugs).

BIG NEWS!!! Ho finalmente potuto vedere qualche DVD (beh, almeno l'inizio: non erano i miei): ho usato il colossale mplayer (serve una libreria extra per il decss di alcuni DVD commerciali). Presto scriverò qualcosa di più dettagliato. Clicca qui per il Capobanda!

Talvolta - ancora non ho capito in quali condizioni - il notebook parte a 600 MHz anziché 750 MHz. Penso che ci sia un comando software per farlo e che, in casi rari, viene per errore eseguito all'accensione. Questo rallentamento avviene perfino dopo una normale procedura di shutdown (per cui potrei sospettare un bug del BIOS); basta fare il reboot per risolvere il problema e rivedere i 750 MHz.
Se uno non guarda (con grep) tra i messaggi di dmesg (che per esempio ora mi diceva "Detected 598.190 MHz processor.") va a finire che magari non se ne accorgerà mai (infatti la VERA differenza su questo computer la farebbe un hard disk col cavo UDMA5 a 80 poli, ma penso che su questo hardware sia impossibile). Beh, non tutto il male viene per nuocere: a 600 MHz il processore si scalda più lentamente: con un programma cpu-intensive, dopo dieci minuti di continuo lavoro al 100% di cpu, la temperatura era salita da 31º gradi a 66º gradi (e la ventola del processore ancora non s'era avviata!).

Ho provato ad agganciare altro hardware PCMCIA:
hde: CD-220EA, ATAPI CD/DVD-ROM drive
ide2 at 0x100-0x107,0x10e on irq 10
hde: ATAPI 20X CD-ROM drive, 128kB Cache
ide_cs: hde: Vcc = 5.0, Vpp = 12.0
Si tratta di un CD-ROM ATAPI su scheda PCMCIA: funziona! In pochi secondi dall'aggancio è stato riconosciuto senza problemi. Ho provato a trasferire un po' di dati e ho cronometrato 182 Mb trasferiti in quasi 165 secondi (cioè 1102 kb/sec, che è circa 7× invece dei 20× dichiarati dal drive, ma ciò è dovuto ai limiti dell'interfaccia PCMCIA. Beh, su un vecchio notebook con processore 486SLC avevo visto soltanto 20 kb/sec sotto Win31...!).
Notare le differenze di tensione nei campi Vcc/Vpp per le ultime periferiche provate: CD/ROM: 5V e 12V; hard disk 340Mb: solo 5V; Compactflash card: solo 3.3V!

Provato altro (vecchio) hardware: un vecchio (vecchissimo) mouse seriale, giacché ho dimenticato in ufficio il mio USB-mouse Asus. Beh, a casa mi avanzava solo questo vecchio Artec serial mouse, che pretende di essere "made in China" nel 1992 (?). L'utility di configurazione mouse della SuSE non lo ha riconosciuto, e così ho dovuto aggiungere a mano queste righe in /etc/XF86Config:
Section "InputDevice"
    Identifier  "SERIALmouse"
    Driver      "mouse"
    Option      "Name"             "Artec Serial Mouse"
    Option      "Vendor"           "Artec"
    Option      "InputFashion"     "Mouse"
    Option      "Protocol"         "Microsoft"
    Option      "Device"           "/dev/ttyS0"
    Option      "Emulate3Buttons"  "off"
EndSection
E ovviamente aggiungere anche questa linea nella sezione ServerLayout:
    InputDevice "SERIALmouse"   "AlwaysCore"

Dunque ora posso usare tre mouse contemporaneamente: il touchpad del notebook, il mouse esterno USB e il mouse esterno seriale, e funzionano tutti e tre insieme! (a causa dell'opzione "AlwaysCore" degli ultimi due, che non sempre verranno collegati al notebook).

Linux 2.4.20 è appena uscito!

Purtroppo il warning "Local APIC disabled by BIOS -- reenabling. Could not enable APIC!" è ancora lì (sgrunt!): questo significa che non ci sono stati cambiamenti significativi nella sezione ACPI (ricordate? il problema del local-APIC è in realtà un problema della sezione ACPI, fin dal kernel 2.4.10). Beh, in ogni caso finora questo "problema" non ha mai fatto registrare conseguenze pratiche.

Altro warning che ancora è presente:
PCI: BIOS reporting unknown device 00:50
PCI: Device 00:51 not found by BIOS

Il warning del modem AC97 è cambiato, ora si legge:
ac97_codec: AC97 Modem codec, id: SIL38(Unknown)

L'output di dmesg non rivela alcun altro problema.

PHEW!! Ecco le date delle ultime release del kernel stabile di Linux:

OUCH! Aggiornando al slmdm-2.7.5 i problemi restano gli stessi... :-(

OUCH! Ho provato il driver Linux dello Smart Link HAMR5600 (slmdm-2.7.4_i386) per usare il softmodem 56k interno del notebook. Nei dmesg purtroppo mi esce:

slmdm: version 2.7.4_i386 Oct 17 2002 12:42:29 (Smart Link Ltd.).
slmdm: country set is 0x59 (ITALY).
Smart Link AMRMO modem.
amrmo: probe 1039:7013 Silicon Integrated Systems [SiS] 56k Winmodem (Smart Link HAMR5600 compatible) : SiS630 card...
This driver is not compatible with the installed modem codec.
Please contact your modem provider for support.(6)
Non sono riuscito a connettermi a nessuna velocità; il modo terminale funziona, ma quella è pura emulazione dei vari "ATZ OK ..." che non usa l'hardware del modem.
Riesco perfino a fare una chiamata a un numero non-modem e ad ottenere un ovvio "NO ANSWER" (ma senza alcun feedback audio: non capisci mai se sta facendo retraining o se sta aspettando il dial-tone!). Ma non si è mai connesso! SIGH!
Qualcuno mi diceva di essere riuscito a farlo funzionare, ma aveva un Celeron anziché un Pentium3 come me (possibile che su piastre madri leggermente diverse abbiano montato un modem-codec differente?). SNIFF, SOB!

Piccola curiosità: la ventola della CPU la prima volta parte a 70ºC; le volte successive a 75ºC (quando si è a batteria parte rispettivamente a 80ºC e 85ºC).

SIGH!! Ormai la ventola della CPU fa una CACIARA della miseria, a causa della polvere e dei peli accumulatisi attorno all'asse (che probabilmente non è più nemmeno centrato); in 19 mesi di vita l'avrò usata per almeno 200-250 ore. Non è molto allegro sentirla avviarsi quando la temperatura della CPU è troppo alta. (Per essere onesti, ho spesso lavorato intere giornate senza sentirla mai avviare se non al test all'accensione: il kernel di Linux e i suoi programmi usano le risorse davvero solo quando servono; le 200-250 ore di cui sopra sono solo lavori pesanti come il rendering di immagini POVray, compilazione kernel, etc).
Certo, i due anni di garanzia non sono ancora scaduti, ma io non voglio mandare il mio prezioso notebook a gente che FORSE mi sostituisce gratis la ventola ma tenendosi PER MESI il notebook...!
Allora, che fare nel frattempo che trovo il coraggio per smontare il notebook e provare a ripararlo da solo? Ho scritto un delizioso programmino che, dato il process-id di un programma affamato di CPU, lo ferma quando la temperatura è troppo alta (prima che cominci a girare la ventola) e lo riavvia quando la temperatura è decentemente bassa. In questo modo si sfrutta appieno la CPU solo per il 15%-30% del tempo (cioè, di 100 secondi la CPU non viene tartassata per più di 15-30 secondi), con una sorta di "raffreddamento naturale". Ma guarda tu uno che ha da inventarsi...!

Ho appena avuto il mio primo problema con KMail: usando (da sei mesi) il modo HTML per i messaggi (che davano per "pericoloso"), ho finalmente ricevuto un messaggio (solita spam di uno dei più famosi provider italiani, da sempre noto per l'invio di email indesiderate) che ha mandato in SIGSEGV il KMail 1.4 del KDE 3.0.0. È stato sufficiente disabilitare il modo HTML per risolvere il problema.

Buone nuove: KDE 3.1 è (quasi) uscito!. Cattive nuove: nell'imminente SuSE 8.1 c'è ancora il KDE 3.0.3... :-(

SGRUNT! Alcune pagine di "Linux Weekly News", notevolmente quella di aggiornamenti sui kernel Linux di prossima uscita, sono ora accessibili solo agli utenti registrati. È ora di cambiare e scegliersi un altro sito da cui pescare notizie serie su Linux...!

La batteria sta invecchiando... Dopo un "full battery refresh" del bios (che ho fatto perché cominciavo a vedere strani livelli di carica, come "2789 mAh"), ho ottenuto 2816 mAh. Beh, è abbastanza lontanuccio dal "più di 3050 mAh" che ottenevo circa un annetto fa, quando la batteria aveva solo sei mesi di vita (e lontanissimo dai 3500 mAh nominali della batteria nuova)...
Beh, anche se non usata (con l'alimentatore sempre in funzione), ogni 12-24 ore la batteria sembra perdere alcuni milliampére. Esempi: domenica sera il /proc/acpi riportava 2816 mAh; martedì erano 2805 (senza aver staccato l'alimentatore!); mercoledì mattina 2799; sera 2794; giovedì mattina 2789, sera 2783...!
Le batterie come questa sono garantite per almeno 200-300 cicli di ricarica (talvolta 500) e io sono assolutamente sicuro di non aver raggiunto i 200 (anche se forse ci sono vicino), e non più di una decina di volte l'ho ricaricata quando non era completamente scarica (ossia, l'ho trattata benissimo, evitando anche i più remoti "effetti memoria", anche se questa è una regolarissima NiMH). Dunque sono indotto a pensare che questi effettacci sono dovuti solo alla sua età (19 mesi).

Ouch! La compilazione del kernel Linux 2.5.39 si blocca sulla sezione del supporto 8250... :-)

Ouch! Ho tentato di compilare il kernel Linux 2.5.36 ma si pianta sul driver della porta a infrarossi (il che significa almeno che Dag Brattli ci sta lavorando sodo...).

Ho appena scoperto che i miei link al sito Asus sono tutti scaduti... bleah!

Lo screensaver MATRIX del KDE3 è lento? Prova questo (sperando che ce l'hai già installato dalla SuSE 8 o altra distribuzione):
xterm +sb +j -bg black -fg green -T MATRIX -geometry 180x53 -e cmatrix

OUCH! La SuSE 8 non ha il modulo glx nella directory lib/modules di Xfree (e neanche altrove!). Questo purtroppo significa che NON possiamo usare l'accelerazione 3D col solo metodo descritto da Winischhofer... Presto altre notizie!

Ho tentato di compilare il kernel Linux 2.5.31: un mucchio di errori sparsi in giro (solo per ricordarsi di aggiornare la documentazione), e alla fine nel link finale mancava comunque qualcosa. È troppo, troppo sperimentale. Bei tempi quando una versione "sperimentale" era affidabile quanto una "stabile" (cioè tantissimo)...!

Beh, sembra che perfino con questa "ricca" distribuzione SuSE, io sto usando solo software in licenza GNU-GPL, poiché è semplicemente più sicuro, meglio supportato, ancor più spesso aggiornato e corretto, e certamente gratuito ed esente da qualsiasi pubblicità commerciale (come il mefitico Opera, che la pubblicità ce l'ha compilata dentro)!

Puerca Vaca: riecco il mefitico "hard disk stop bug". Io non voglio che l'hard disk si fermi senza il mio permesso; ma anche dando il comando "hdparm -S0 /dev/hda", lo ritrovo di tanto in tanto fermo... ancora non capisco se si tratta di un bug del kernel 2.4.19 o della SuSE (che fra l'altro non ha installato il daemon acpid né alcunché di simile).

Per la patch del kernel Linux 2.4.19: la directory contenente il kernel da patchare deve chiamarsi "linux-2.4.18" e non semplicemente "linux", altrimenti la patch tira fuori qualche strano errore...

Abbiamo ancora (OUCH!) quegli stupidi warning come "AC97 Modem codec, id: 0x5349:0x4c26 (Unknown)"... il che significa che quell'Ollie della SiS non riceve (o non legge) le mie email :-(

Alcuni dei moduli i2o vanno ancora a farsi friggere (il modulo i2o_pci dice "not found", è la prima volta che vedo questo warning; il modulo i2o_lan dà addirittura uno stranissimo "parameter rx_copybreak has max < min!").

È comparso al boot questo curioso warning: "Advanced speculative caching feature not present". Boh?

Gli altri mefitici warning che abbiamo fin dalla notte dei tempi (quello del "Local APIC disabled by BIOS -- reenabling. Could not enable APIC!" e quello del "unknown device 00:50 (PCI BIOS), device 00:51 not found") sono purtroppo ancora lì (ma allora quattro mega e mezzo supercompressi di patch, che cosa sono andati a patchare?!).

Un altro stupidissimo warning viene dal modulo soundmodem che... manca della indicazione di "licenza"! (i moduli del kernel devono esplicitamente dirgli che sono in licenza GNU, altrimenti gli sviluppatori Linux si rifiuteranno di dare supporto per problemi dovuti quasi certamente a driver commerciali). Il guaio è che alcuni dei files del soundmodem sono datati 1997... :-) Ho scritto all'autore suggerendo di aggiungere anche nei suoi moduli la macro MODULE_LICENSE("GPL"), chissà se verrò ascoltato :-)

Per l'accelerazione video SiS dobbiamo comunque aspettare la versione ufficiale di X/free 4.3 che - si spera - dovrebbe contenere finalmente il supporto completo.

Aaaarrrgh!!

Il solito Ermanno m'ha convinto ad installare la SuSE 8.0. Avevo già da tempo deciso di buttar via la Mandrake, e quindi mi sono lasciato abbindolare.

L'installazione sembrava relativamente tranquilla... e invece scopro, già durante l'installazione del secondo dei sette CD, che il mouse è andato a farsi friggere. Scoprirò, poi, che il mio mouse Asus USB non va proprio a genio al kernel Linux modificato dalla SuSE...! (già immaginavo i tizi della Mandrake fregarsi le mani: fin dalla stravecchia Mandrake 7.2 il mouse USB veniva riconosciuto senza nessun problema).

In compenso neppure la stampante si riesce a configurare: eppure per la Mandrake era stato uno scherzo (si fa per dire) configurare una stampante di rete via CUPS. Vuol dire che la riconfigurerò nei prossimi giorni...

Come se non bastasse, il kernel della SuSE è preconfigurato con l'APM (nonostante sia in versione 2.4.18) anziché con l'ACPI: ed io ho bisogno dell'ACPI per controllare bene temperatura e batteria...

Insomma, anche stavolta devo ripartire dal mio kernel "su misura". Ed infatti riesco nuovamente a usare touchpad e USB-mouse contemporaneamente, rivedo temperatura e tutto il resto, e scompaiono le tremila cose strane tipiche della tradizione delle grandi distribuzioni di avere un unico kernel per con decine e decine di moduli adattabile qualsiasi tipo di macchina.

Ermà, te l'ho sempre detto che un kernel "su misura" ci risparmia sempre una montagna di problemi!

Faccio una megainstallazione arcipotenziata di quasi tutto l'installabile, e scopro un buon numero di cose che nella Mandrake avevano scelto di non mettere a causa del loro status "non GNU".

Sarà pure per la sicurezza, ma il mio adorato locate non lo trovo: dunque sono stato costretto a cercarmelo, per scoprire che qui hanno messo quello delle findutils anziché il simpatico slocate, che se un file non esiste o non è accessibile dai tuoi privilegi, allora non te lo segnala. GRRR!

Altra cosa, ho dovuto faticare un po' per capire le mie inizializzazioni personalizzate (pcmcia, IrDA, etc) dove andavano piazzate (prima, con la Mandrake le mettevo alla fine di /etc/rc.d/rc.local; ora, con la SuSE, vanno messe alla fine di /etc/init.d/boot.local).

Rispetto alla Mandrake 8.2, che usciva negli stessi giorni della SuSE 8.0, ho trovato il KDE 3.0; a primissima vista direi che sono cambiate diverse cosucce, per il resto sembra identico al precedente.

Altra nota: per qualche strano motivo, il cardmgr (per le pcmcia/pccard) protestava al boot, e così gli ho dovuto specificare esplicitamente dove andarsi a cercare i moduli, per cui adesso lo carico con:
/sbin/cardmgr -m /lib/modules/`uname -r` -n pcmcia -v &
Ovviamente non basta: anche qui, come nella più nera tradizione dei pacchetti pcmcia, occorre modificare il file /etc/pcmcia/config, aggiungendo due righe, prima della definizione del device ide_cs:
device "ide-cs"
   class "ide" module "ide-cs"
Infatti il caos succede perché da qualche parte si chiede ide-cs anziché ide_cs; e allora aggiungendo le due righe citate, ed cambiando da bind "ide_cs" in bind "ide-cs" nella sezione "ATA/IDE fixed disk" (dopo 1700 righe circa dello stesso file /etc/pcmcia/config), sono riuscito a vedere al primo colpo come hard disk esterno (visto come /dev/hde) il "rullino" compactflash della macchinetta fotografica Kodak DC210-Plus sullo slot pcmcia. E quindi i guai per la pcmcia sono finiti.

In compenso andava installato manualmente il pacchetto irda, che nella installazione di default (anche se supercompleta) non veniva installato.

In /etc/fstab ho dovuto aggiungere l'opzione noatime sulla riga della partizione principale (che ho conservato in reiserfs nonostante le imprecazioni dell'installer della SuSE: infatti sulla reiserfs avevo 11 giga di materiale conservato nella mia home directory).
La noatime serve per evitare di far aggiornare il campo atime degli inode dei file della partizione reiserfs, ossia risparmiare delle write pressoché inutili per aggiornare l'access time di ogni file (lo sapevate che Linux, come ogni Unix serio, aggiorna il campo atime di un file ogni volta che qualcuno vi va a leggere?): con questo trucchetto si risparmia un minimo di write sul disco e dunque un minimo di batteria.

Altri guai: anche qui c'è Mozilla 0.9.8, ma tragicamente, a differenza di quasi tutti gli altri programmi, non ha la lingua italiana, per cui tre quarti delle scritte nei menù e nelle finestre non apparivano (!!). Insomma, ho dovuto riconfigurare daccapo Mozilla (che, l'ignominia ricada subito ed ampiamente sui suoi programmatori, non è neppure capace di vedere una sua configurazione della sua stessa versione ma secondo un'altra lingua: vergogna!), con tutti gli account e tutto il resto...! GRRR!

Piccola parentesi: di Mozilla non ne potevo più, è di una lentezza da dinosauro (non a caso sarà stato scelto il nome): è mai possibile che su un P3/750 aprire e chiudere costa interi secondi di attesa?
Sono passato a KMail 1.4, riciclando le vecchie mailbox senza grossi problemi...!

Come se non bastasse, sotto X/free mancano alcuni font (notevolmente, quelli "100dpi" non vengono installati di default: ed uno dei miei programmi, che da molti, molti, molti anni ne faceva uso, per la prima volta si è fermato con un errore... :-)
(Fra parentesi: il display 13.3" 1024×768 di questo notebook è esattamente 96dpi)

Questa fissazione della sicurezza nella SuSE ha raggiunto livelli paranoici in alcuni casi, come la fastidiosissima impossibilità di usare programmi da remoto con ssh (ricordate che vedevo xawtv -remote e lanciavo kppp da remoto? ebbene, ora sembravano andati a farsi friggere...!).
Oops, problema risolto: occorreva specificare esplicitamente il flag "-X" sulla command-line, per dirgli che si vogliono far passare anche le chiamate di X/free...!

Altro neo, stavolta probabilmente non addebitabile alla SuSE: per qualche strano motivo, il KDE non mi dà il "cursore grande" come avevo richiesto nella sua configurazione (da kcontrol).

Aggiungere font TrueType è stato macchinoso; nell'help della SuSE (notevole il nome del programmino: suseaiuto) c'era scritto tutto e ha funzionato senza inconvenienti, ma da parte loro è proprio da moscettoni patentati il non aver aggiunto uno stupido modulino in yast2 per aggiungere dei font TTF. Come al solito i tedesconi sono proprio dei... tedesconi.

Grossa rottura di scatole: una volta installata la tastiera italiana, è inutile usare l'applet per avere più tastiere (ed io che lavoro con tre layout diversi! italiana, americana e internazionale con i dead-keys!). Neppure il comando loadkeys da root riesce a cambiarla! Questa veramente me la dovranno pagare cara...!

Altra seccatura: non hanno previsto l'autologin (ossia lo scansarsi la procedura di login e password prima di avviare il KDE), per cui ad ogni boot dovevo mettere nome e password. Cosa molto seccante per uno come me!
Scavando nella directory /etc/rc.d ho scoperto che il kdm (KDE display manager) viene lanciato da uno degli script e non dall'/etc/inittab per cui ho sfruttato il runlevel 4 per far partire direttamente l'autologin (incredibile ma vero: ho dovuto ripescare un pacchetto RPM da aggiungere alla SuSE).

Ecco come ho risolto per l'autologin:

Innanzitutto instàllati il pacchetto autologin (fatto da due programmatori della RedHat, si trova in giro come "autologin-1.0.0.i586.rpm" o qualcosa di simile). Se hai preso quello della Mandrake, protesterà che manca il pacchetto initscripts (che non ci serve per non pasticciare con gli scripts della SuSE) per cui installalo senza le dependencies, usando il comando "rpm -ivh --nodeps autologin*rpm".

Ora modifica /etc/inittab:

Il "respawn" serve per riavviare Xfree nel caso sia stato fermato l'X-server (per esempio premendo ctrl-alt-backspace). Se si mette "wait" al posto di "respawn", una volta chiuso l'X-server resteranno solo i login in modo testo.

Ora bisogna assicurarsi che la directory /etc/rc.d/rc4.d contenga esattamente le stesse cose di /etc/rc.d/rc3.d (l'unica differenza di questi due runlevel rispetto al runlevel 5 è l'avvio di autologin che avvia il KDE). A me sono bastati questi due comandi:
cd /etc/rc.d
rm rc4.d/*
cp -a rc3.d/* rc4.d/

Infine, il file /etc/sysconfig/autologin deve appartenere a root ed avere permessi 0600 ("rw------") altrimenti l'autologin si rifiuterà di eseguirlo senza ulteriori avvisi. Questo file di testo deve contenere tre righe:
AUTOLOGIN=yes
EXEC=/usr/X11R6/bin/startx
USER=turzolo

Dove "turzolo" è il nome utente con cui entravi al login (dunque NON userai certo "root", altrimenti tutta la sicurezza di Linux va a farsi friggere, SuSE o non SuSE).

A questo punto si può provare se funziona, dando da root il comando "init 4". Se riavvia X/free e KDE senza protestare, allora possiamo modificare in /etc/inittab il runlevel di default e metterlo a 4 (la riga in questione deve diventare "id:4:initdefault:").

Altro solito stupido problema di tutte le distribuzioni: uno installa quello che suggerisce il programma di installazione e si ritrova con un migliaio di pacchetti installati, e dopo mesi (anni) si accorge di avere molto più software del previsto, perché ha usato solo i software "cliccabili" dal menu KDE o Gnome (e, cosa doppiamente odiosa, in quei menu sono presenti un mucchio di stupidissimi programmini che nessuno mai userà!). La SuSE non è esente da questo viziaccio...! Bisogna smanettare spesso con l'installazione/disinstallazione pacchetti dello YaST2 almeno per sapere che software sono installati...!

Fra l'altro, cosa comica, dopo aver installato anche il Borland Kylix, e dopo aver faticosamente scoperto il comando "startkylix", c'è ancora da correre sul sito Borland per farsi dare una chiave. Ma chissenefrega della chiave, ora lo disinstallo subito...! un software che per essere usato ha bisogno di farti schedare dal produttore, non vale neppure la pena di considerarlo: ormai ero troppo ben abituato alle varie RedHat, Mandrake, Slackware, etc, dove tutto è pronto per l'uso, senza fronzoli e senza seccature...!

Un altro software da disinstallare subito è Opera: non è affatto competitivo rispetto ad altri browser (come il buon Galeon, frutto di una mente italiana, o perfino il Konqueror del KDE, che comincia a diventare ragionevole), e per giunta la sua versione "non-commercial" ti succhia banda utile per metterti delle pubblicità mirate in alto a sinistra sul video (auguro loro di fallire al più presto!).

Non ho trovato né lynxlinks, ma un certo w3m che, incredibile a dirsi, gira in modo testo ma riesce a piazzare nella finestra di terminale perfino un po' di grafica (provare per credere). Dopo aver visto però le solite immaginette pubblicitarie, decido di installare comunque il buon vecchio lynx, che sicuramente non ha di queste "features"...!

Ultima nota (per ora): il boot si conclude in 1'40" (dall'accensione del notebook al KDE pronto per l'uso), cioè quaranta secondi in meno della Mandrake. Davvero niente male!

L'unica cosa che ancora non ho risistemato è il driver X/free per l'accelerazione grafica. Presto provvederò e vi farò sapere...!

Dopo sei mesi finalmente è uscito il kernel Linux 2.4.19... una patch di 4.5 Mb compressa in bzip2!

Ouch! Sono cinque mesi che è uscito il 2.4.18 e del 2.4.19 ancora non c'è traccia. Nelle scorse settimane l'unica novità è l'aver visto xawtv girare in remoto sulla rete locale: ho visto la TV (anche se a bassa risoluzione a causa della lentezza della network card interna dell'Asus, che è a soli 10Mbps) usando il comando xawtv -remote dopo essermi connesso al desktop di casa (che ha una TV-card e il supporto video4linux nel kernel) col solito ssh. WOW!!

OOPS! Accendendo il notebook mi sono permesso di cronometrare:

Ossia: l'intero Linux, KDE e tutto il resto richiede due minuti di boot (2'20" per completare tutto); se uso uno /sbin/init fatto da me, il mio sistema sarebbe pronto in 26 secondi dall'accensione.
Beh, i tempi possono variare a seconda dei setup. Chi ha 128 Mb RAM o meno, e non ha ottimizzato i parametri IDE-disk, può aspettare anche assai di più. Disabilitando un buon numero di servizi (PostgreSQL, etc) si può accelerare il boot. Colpa principalmente di questo lento sistema della Mandrake...!

Lento? Beh, non me ne preoccupo troppo, visto che ho aggiunto al lilo.conf una entry che ha: append="parport=0x378,7\ devfs=mount\ 1"
Quell'"1" è un argument per /sbin/init che gli dice di partire al runlevel 1 anziché quello di default: il runlevel 1 è il "single user mode" (solo una finestra terminale e praticamente quasi senza servizi), per cui completa il boot abbondantemente entro il minuto.

Doppiamente clamoroso: un italiano è riuscito ad avere l'accelerazione grafica su un Asus A1370D usando le sole istruzioni del Thomasite! Tale driver ha bisogno del nuovo driver SiS-framebuffer, presente sia sul Thomasite che nei kernel 2.4.18-ac4 e 2.4.19-pre2 e successivi (ma NON nel 2.4.18 ufficiale, che contiene il vecchio driver con il solito LCD-bug!).

FUNZIONA! Per ora non riesco ad ottenere l'uso del bus AGP, ma già il gears del pacchetto Mesa-demo va a velocità esattamente doppia (21 fps in full screen e 161 fps di default!).

Con 32 Mb di RAM video:

Il problema sembra essere nel fatto che i programmi, a furia di mandare dati alla sezione DRI/DRM, impallano il kernel. Spero che la colpa sia dell'uso del bus normale anziché del bus AGP... (nota: pure questo problema è stato risolto; non ricordo quando, ma se usate i driver recenti di Winischhofer e un kernel almeno 2.4.20 o successivo, potete dormire tranquilli). Il problema non è stato risolto neppure disabilitando l'opzione GenericSiS/AGP del kernel.

GRAVISSIMO bug del KDE: se manca la corrente durante il boot nella fase del "caricamento pannello... caricamento desktop...", il KDE QUASI SICURAMENTE s'impalla senza pietà, impedendo di lavorare e tirando fuori continuamente degli errori stranissimi "impossibile trovare il tipo MIME application/octet stream", "impossibile avviare il processo, impossibile creare un file di I/O slave, protocollo «file» sconosciuto".

Questa brutta faccenda mi ricorda i tempi di Winzozz, quando questi errori erano all'ordine del giorno. Da tanti anni, con Linux, avevo completamente dimenticato simili problemi.

La prima volta che mi era capitato, bastò premere Ctrl-Alt-Backspace per riavviare l'X-server. La seconda volta non bastò, e fui costretto a recuperare la directory .kde della mia home directory da un backup di una settimana prima: e per fortuna la cosa andò bene.

Adesso, terza volta in tre mesi che mi capita questa faccendaccia, comincio davvero ad innervosirmi, perché neppure il backup della directory .kde (che una settimana fa funzionava) è bastato.

Va a finire magari che per uno stupido file di pochi bytes fuori posto devo reinstallare l'intera Mandrake. Sono seriamente tentato di passare alla RedHat. Peccato che i guai succedono sempre molti mesi prima che esca la distribuzione che ti serve...!

RISOLTO: bisogna avviare KDE almeno una volta senza la directory .kde (dopo averla rinominata ho riavviato il KDE, aspettato il boot senza errori, poi ho fatto sparire i default che aveva creato ed ho rimesso al suo posto la .kde originale, riavviando nuovamente il .kde).

Beh, speriamo che il KDE 3.0 non soffra di queste winzozzate...!

Clamoroso: a causa delle recenti leggi sulla garanzia dei prodotti, anche l'Asus ha esteso la garanzia su tutti i modelli di notebook a due anni, provvedimento retroattivo (che cioè vale anche per i notebook acquistati prima del 2002)! Appena so altre notizie le piazzo qui.

Beh, l'aggiornamento Mandrake 8.2 è stato veramente una gran rottura di scatole. Dependencies saltate, warnings a raffica... era meglio fare l'installazione completa (cosa che farò non appena ho un pomeriggio libero).

Uh-oh. Ho trovato un messaggio "Initializing CPU#0 - Detected 750.946 MHz processor." al boot (dopo un anno di 747.737 MHz o 747.739 MHz). Carino :-)

Ho provato Galeon: è il web-browser ideale per Linux. Veloce, potente, perfino carino (nonostante sia uno Gnome!).

Ho aggiornato a Mandrake 8.2. Alcuni problemucci ancora non li ho risolti; appena si stabilizza tutto (con XFree 4.2, pur senza accelerazione hardware) scrivo una lista degli aggiornamenti.

La garanzia (di un anno) è scaduta. Sigh! Ecco la lista dei difetti attuali:

È uscito da un bel po' il netatalk 1.5.2; purtroppo lo potrò provare su una AppleTalk solo tra qualche settimana.

Confermo: c'è un bug nella sezione IrDA di Linux 2.4.18 nella sezione input/output del modulo IrTTY. Dopo che si era di nuovo "inceppato" il modem, battendo il comando "cat < /dev/ircomm0" mi sono ritrovato una sfilza di OK che non finiva più (nel vero senso della parola: ogni volta che cat tentava una lettura, otteneva sempre la stessa stringa). Purtroppo il bug è assai difficile da riprodurre.

Altro strano bug: certe volte l'ACPI non riesce ad inizializzare la sezione thermal. Ce ne accorgiamo con questo script (che pure ho messo nella directory .kde/Autostart):
if dmesg | grep "method failed"
then
  gmessage "`dmesg | grep method\ failed`"
fi
Se dunque avviando KDE si vede comparire la finestra col messaggio contenente qualcosa come "Ps_execute: method failed - \_TZ_.THRM._AC0 (cbb2cde8)" (fallita inizializzazione di uno dei metodi relativi alla Thermal Zone) significa che occorre riavviare la macchina.
Una sola volta mi sono accorto del problema (a parte oggi): quando la temperatura arriva a 105ºC allora la macchina "va in protezione" e rallenta fino alla nausea. Oggi me ne sono accorto perché la ventola non partiva, nonostante avessi lanciato tre pesantissimi task in background da diversi minuti - infatti vedo una temperatura di 89ºC e il tavolo che scotta...!
Il bug dovrebbe sparire con le prossime versioni del supporto ACPI.

È uscito Linux 2.4.18 (era ora!), con piccoli aggiornamenti nelle sezioni video, sound e IrDA. Ecco l'elenco aggiornato delle lagne:

C'è ancora gente in giro che usa il filesystem EXT2 per partizioni superiori ai 300-400 Mb: gli conviene leggere qui per convincersi! Il reiserfs è semplicemente favoloso, e lo sconsiglio solo per i sistemi dove 100k RAM e disco sono davvero critici (sistemi embedded o comunque con meno di 8 Mb RAM, sistemi su dischetto o partizioni di root inferiori ai 300-400 Mb, etc).

Sul sito di OK-Computer è presente una pagina in italiano e inglese su come installare Linux (distribuzione Mandrake 8.0) sull'Asus A1356D. C'è anche il sito di Bertazzon su come installare la Red Hat.

Nessuna novità significa "buone notizie"? Bah. Intanto sono due mesi che usiamo il kernel 2.4.17 ed è decisamente stabile, come nella più ovvia tradizione di Linux fin dalla notte dei tempi. L'austriaco di ferro (notare il cambio di indirizzo) sta ancora lavorando sodo sulla SiS630 ed ora addirittura dice che si può usare la feature dual-head della SiS, cioè avere sotto XFree4 uno schermo su LCD e un altro sulla porta VGA esterna (che, in modo "Xinerama", possono perfino essere considerati come un unico schermo virtuale!). Potenza di Linux...!

È uscito XFree 4.2, ma hanno già promesso la 4.3 per maggio... e comunque non cambia molto rispetto alla 4.1 per quel che riguarda la SiS630. Chi volesse comunque avventurarsi (io non ho provato ancora), può sempre seguire le istruzioni di Thomas Winischhofer.

Esiste un webserver alimentato a manovella. Naturalmente è basato su Linux. Uno gira la manovella, quella genera elettricità, e la motherboard uCsimm, funzionante a 3.3V (solo 1.15W) alimenta il sistema. L'unica fonte di alimentazione è la manovella. Foto e descrizione? cliccate qui anche se non ci credete.

Incredibile: e poi dicono che io parlo bene di Linux. Sentite qua.

Dopo dieci mesi dall'acquisto, ecco un paio di cosucce strane di questi giorni, che devo capire entro due mesi perché la garanzia sta per scadere.

A scanso di equivoci, ecco il mio setup preferito del BIOS (premendo F2 all'accensione si accede al programma di setup):

Floppy disk drive: 1.44Mb

IDE:

CD/ROM:

Video:

I/O:

Extra:

Power management:

Boot sequence:

  1. ATAPI CD/ROM drive
  2. IDE drive
  3. Legacy Floppy

Una versione aggiornata del daemon acpid la si trova su SourceForge: dunque non ho più bisogno di consigliare di patchare l'eseguibile manualmente.

Clamoroso: hanno fatto causa al nostro amico Werner Heuser perché il nome del suo sito (peraltro trademark in Germania), "Mobilix" (Linux on mobile computers) ricorderebbe troppo il nome di Obelix, personaggio della serie Asterix. Tragicomico.

BRUTTE NOTIZIE dalla Motorola a proposito del "softmodem" SM56 presente nel nostro meritatamente beneamato (a causa di Linux) notebook:

Thank you for contacting us at Motorola SM56 Support. All development for the Motorola SM56 software modems was discontinued in July of 2001. Motorola currently has no plans on releasing the driver code to the public domain. Thank you for your inquiry.
Tradotto dal burocratese, "currently" significa "definitivamente". Quindi la traduzione della frase-chiave suona così: "la Motorola non ha alcuna intenzione di rilasciare i sorgenti del driver in pubblico dominio".

Linux & SiS630: c'è un austriaco di ferro che è riuscito a far andare bene l'acceleratore grafico della SiS630 del suo notebook smanettando con i sorgenti SiS di XFree 4.1, e dice che TuxRacer 0.61, Quake3, Descent3 e altri giochi girano alla velocità della luce con una fluidità impressionante. Io ancora non ho provato, ma credo che abbia imbroccato la strada giusta...!

Rimborso Windows: come avevo già detto un annetto fa, la Asus si rifiuta di rimborsare il Windows preinstallato: ci sono diverse conferme in proposito. Ho saputo comunque che c'è un tizio che dice che è riuscito ad ottenere - caso unico in Italia, finora - un "rimborso" (cioè: non gli hanno rimborsato Windows, ma gli hanno accordato uno sconto di centomila lire perché non avevano un'altra soluzione): clicca qui per saperne di più.

VCD: ho visto un film in "video-CD" con Xine (650 mega): simpatico. Ho ricompilato Xine e mi sono accorto che il sonoro non c'era perché mancavano le librerie ogg-devel e vorbis-devel, che la Mandrake a suo tempo non mi aveva installato (pur avendole disponibili). YAY!!!

La soluzione rsync per il backup a casa è una vera delizia. Per fare il backup completo (e incrementale) della home directory del notebook (quattordici giga di roba) basta questo solo comando:
rsync -v -ae ssh --delete --delete-after --stats /home/alfmar alfmar@desktoppc:/home/
Esatto: il transport ssh (safe-shell), l'output di quello che sta succedendo ("-v --stats") e la cancellazione dei file superflui solo dopo aver completato il backup ("--delete-after"). Inutile dire che funziona con qualsiasi computer connesso in rete (sia rete locale che Internet), purché ci si possa accedere via ssh.

POTENTE condivisione della connessione internet: è bastato seguire il dettagliatissimo iptables HOWTO per costruire, usando la feature iptables del kernel Linux 2.4.xx, per ottenere la condivisione trasparente (e sicura) della connessione internet sulla rete locale di casa.

Linux 2.4.17: contiene, oltre all'aggiunta del SiS DRM (Direct Rendering Manager), diversi aggiornamenti su ACPI, IrDA, PCMCIA, porta parallela.

Vedere film in DVD: , finalmente ho rimediato un film in DVD. Ho usato xmovie (trovato nella Mandrake 8.1) per vederlo, e:

Problemi residui con DVD e DivX:

Linux 2.5.xx: NON lo userò, perché ho bisogno di un sistema stabile e non mi va di fare esperimenti su codice dichiaratamente "di test".

Linux 2.4.16: praticamente uguale al 2.4.15; la patch era di soli 6k. Dicono però di non usare la 2.4.15 a causa di un terribile bug interno.

Tragico: provando la connessione AppleTalk/EtherTalk senza caricare l'intero KDE (usando cioè /bin/bash al posto di /sbin/init al boot), sono riuscito a stampare senza che il sistema si bloccasse. Comincio a sospettare un bug di xinetd anziché di atalkd...

Eccolo, e che gusto! È l'Amaro del Carabiniere!!! Connessione via infrarossi col Nokia 7110: pare che al Nokia (o sarà l'irattach?) non sia troppo gradita l'opzione "Fast RRs" della sezione IrDA del kernel... disabilitandola, infatti, sembra che la connessione regga meglio (non sto parlando della connessione via modem, ma dell'uso della porta a infrarossi!).

Wordprocessing: a meno di cose strane (note a pie' di pagina, funzioni "tutto-maiuscolo", colori dei caratteri, etc) si può convertire col wvWare 0.6.5 (trovato nella Mandrake 8.1) un file DOC di WinWord in formato "CleanLatex" importabile da LyX: a me ha funzionato alla grande per un gran numero di files...!

STRAPOTENTE: la Kodak DC210+ va anche sulla connessione IrDA, e PER GIUNTA usando lo stesso programma che la pilota via seriale; è bastato dirgli /dev/ircomm0 al posto di /dev/ttyS0 ed è filato tutto liscio. LINUX è una PUTENZA!!!

A proposito dei tre "tasti internet": lanciando uno script che mostra i totali degli interrupts (ripetendo la sequenza grep intr /proc/stat) si può vedere che quei tre tasti generano qualche interrupt di tastiera quando sono premuti e rilasciati (ricordiamoci che detta linea di /proc/stat contiene il totale degli interrupts ed i singoli conteggi di ogni IRQ, a partire dall'IRQ0). Usando showkey (mentre in root) si può vedere che il terzo tasto genera un comodo keycode 95 utilizzabile dall'interno dei nostri programmi; purtroppo gli altri due tasti, pur generando un interrupt, tirano fuori qualcosa che showkey (che pure pretende di usare la tastiera in "raw" mode) non vede...

Per i tasti "Audio-DJ" sembra che non ci sia proprio nulla da fare per usarli a notebook acceso: sigh! Sarebbe stato bello averli a disposizione a computer acceso ma chiuso, specialmente quando uso il notebook come registratore (silenzioso, oltre tre ore di autonomia, qualità CD e output in MP3!!!).

Il notebook come registratore? Sì, l'ho fatto con il batch file visibile qui sotto! Notare che $ARGS contiene i parametri per rec e $AOUT quelli per sox (a causa del fatto che con il driver sonoro del kernel non si riesce bene a registrare in mono, ci tocca registrare stereo e poi convertire a mono), $LOGF è un logfile, $OUTF è il filename (data e ora, in modo da non dover fornire ogni volta un filename: dato che lo script è chiamato r, basta premere "r" e poi Invio per avviare immediatamente una registrazione), mentre $VOLU serve per alzare il volume del file già registrato (necessario perché il microfono interno e quello esterno non sono abbastanza sensibili per ciò che serve a me), $LAME sono i parametri per lame (un encoder MP3 - sì, io preferisco il formato OGG/Vorbis perché ha migliore qualità e minor uso di spazio su disco, ma nel caso di lezioni universitarie da scambiare con gli amici che sono fermi a W95 e W98, devo purtroppo usare MP3); notare il parametro "preset voice" per ridurre la qualità al minimo indispensabile per salvare dati in formato voce; notare anche i comandi "nice" per abbassare la priorità del convertitore da stereo a mono e per abbassare alla minima priorità il convertitore da mono a MP3; tutto questo per far andare rec alla massima velocità utile.
#!/bin/sh

ARGS="-c 2 -r 44100 -t .raw -w"
AOUT="-c 1 -r 44100 -t .wav -w"
LOGF=/tmp/file.rec$1.$$
OUTF=`date +%Y-%m-%d.%H-%M-%S.mp3`
VOLU="-v 4"
LAME="-h -m m --preset voice -v"

echo "0 OK, 0:1"
(rec $ARGS - | nice sox -s $ARGS - $VOLU $AOUT - | nice -20 lame $LAME - $OUTF)
&> $LOGF
echo "L Break into program, 0:1"

stat -t $OUTF | awk '{ print $2,"bytes    mpg123",$1}'

Non so perché, ma il Samba spara di tanto in tanto dei pacchetti in broadcast, che finiscono pure sull'interfaccia AX25 (che pure aveva un indirizzo diverso), per cui per usare l'AX25 c'è bisogno di fermare il Samba.

Linux 2.4.14: ho applicato la patch e ho scoperto che non compilava bene. Ho dovuto ripartire "da zero" (dal kernel 2.4.1, applicando tutte le patch fino alla 2.4.14) per rimettere tutto insieme correttamente.

Nella Mandrake 8.1 mancano un po' di files. Quello che più salta all'occhio è la mancanza degli encoder MP3 (per le solite pastoie legali). Io sono da tempo passato al formato OGG/Vorbis, ma per "restar compatibile" coi vecchi amici (parossisticamente legati al mefitico Winzozz) devo ancora tener sottomano un Lame o similare...

Ed ecco qua: la necessità di scrivere un documentino di un paio di pagine che sia bello da vedere, mi ha portato a provare tre strumenti che sono ormai ospiti fissi delle distribuzioni Mandrake.

KWord 1.1: nonostante il numero di versione, ancora non è affidabile. Mi si è piantato varie volte con un potente errore di "segment violation" e una volta, nonostante il "salvataggio automatico" settato a due minuti, dopo un crash si sono volatilizzati undici minuti di lavoro (cioè non è stato recuperato altro che l'ultimo file correttamente salvato).
Altro infame problema: ho usato in un documento i font Galliard e Garamond, ed il GhostScript 6.51 non riusciva a interpretare la "traduzione in curve" che ne preparava il driver di stampa del KWord; semplicemente rimaneva lì, impallato, a lavorare come un cane sempre sulla terza riga di testo...
Insomma, nonostante l'allegro numero di versione, questo KOffice deve ancora essere rivisto per bene. Gli errori che dava a video, poi, non erano particolarmente rassicuranti ("QArray out of range..." etc, cose che normalmente avrei ignorato: ma i SIGSEGV non sono affatto la mia passione).

AbiWord 0.9.2: vergogna! Non è riuscito ad importare l'export-RTF (e neppure quello HTML, quello TeX e quello XHTML) di KWord. Carino, ma non supporta i font TrueType, e dunque la scelta dei font è limitata a quella ventina di font standard. Insomma, anche questo lo condanno di nuovo al dimenticatoio per un po' di tempo.

LyX 1.1.6fix3, uscito dalla Mandrake 8.1: funziona. Come al solito LyX è sempre il migliore. Mai visto bloccarsi, mai visto fare cose strane. L'interfaccia scritta con xforms (anziché gtk+ o, molto meglio, qt) non è proprio il massimo. Ma scrivere e formattare un documento di tre sezioni con diversi paragrafi numerati e puntati, ha richiesto davvero pochissimo. Stupendo. Si può certamente avere da ridire sul mancato supporto dei font (sigh e sob!) e sulle regole troppo strette degli stili dei documenti. Ma intanto ha risposto bene alla più classica delle richieste dell'utente: scrivere un documento e impaginarlo costa davvero molta meno fatica che con qualsiasi altro wordprocessor. Dimenticavo: dopo aver lavorato a lungo su un documento di cui poi non ho salvato le modifiche, nel momento in cui lo vado a riaprire si accorge che il backup automatico era più recente e chiedeva se era il caso di aprirlo... bene!

Long live LyX!!!

Linux 2.4.13, riassunto dei problemi:

Mandrake 8.1

BUUU!!!! :-( Alla fine dell'installazione ho notato, tragicamente, che il database degli RPM era corrotto. Ho ripetuto l'installazione, ed il guaio si presenta lo stesso. Per di più alcuni files (netscape-common, kvirc), che pure si leggono senza errori dal CD (immagini create dalle ISO disponibili sul sito della Mandrake), non vengono scompattati perché fallisce il CRC-check (MD5sum failed).

VERGOGNA: al termine dell'installazione mi chiede di nuovo se voglio l'XFree 3.3.6 (X-server) con accelerazione o senza accelerazione. Eppure c'è una montagna di files di XFree 4.1.0!! A che pro usare un XServer di gennaio 2000 (cioè di quasi due anni fa!!)?!? Devo pensare che quelli di Mandrake sono convinti che gli XServer recenti sono più bacati del 3.3.6...!

In compenso ho scoperto che per default nel lilo.conf la Mandrake aggiunge un "vga=788" da qualche parte, che genera il puzzolentissimo LCD-bug al lancio di XFree! Sostituitelo immediatamente con "vga=791", rieseguite lilo, riavviate, e tutto automagicamente tornerà alla normalità.

Sulla Mandrake 8.1 è disponibile anche il gcc 3.0.1, che però non sta nelle definizioni di default.

L'energy-saving dello schermo, se abilitato dal "KDE control center", genera l'LCD-bug (in qualsiasi modalità: standby, spegnimento, etc). Meglio allora l'opzione equivalente del BIOS: funziona egregiamente.

POTENTISSIMO: clicca qui per sapere come ho fatto a connettere questa macchina Linux ad un Apple iMac per scambiare files e come ho fatto a stampare direttamente ad una vera Apple LaserWriter...! E poi dicono che io parlo bene di Linux!!!

Linux 2.4.12 non contiene aggiornamenti alla sezione ACPI... sigh! E per giunta contiene un errore di compilazione nella sezione IEEE-1284 (riconoscimento devices agganciati alla porta parallela):

ieee1284_ops.c: In function `ecp_forward_to_reversè:
ieee1284_ops.c:365: `IEEE1284_PH_DIR_UNKNOWN' undeclared (first use in this function)

GASATISSIMO: doppio mouse sotto X/Free 3.3.x!!
Basta aggiungere in XF86Config (configurato per il tappetino elettrostatico) una sezione "XInput" per il mouse USB, ed andranno entrambi contemporaneamente! (dunque non c'è più bisogno di quel controllo, al boot, della presenza del mouse USB). Ecco dunque cosa ho aggiunto io (ma cliccando qui puoi prelevare il file XF86Config già pronto e funzionante):
Section "XInput"                  # the Asus USB wheel mouse
    SubSection "Mouse"
        DeviceName   "Asus USB mouse"
        Protocol     "IMPS/2"
        Device       "/dev/usbmouse"
        ZAxisMapping 4 5
        AlwaysCore
    EndSubSection
EndSection

Per XFree 4.x la sintassi è diversa, e rinvio - come per l'articolo da cui ho tratto la configurazione sopraesposta - al sito ufficiale Linux "second-mouse" HOWTO, segnalatomi da Diego da Bergamo. (si potrebbero addirittura aggiungere ancora altri mouse...)

PUTENTE: ho provato un vero hard disk PCMCIA da 341Mb - si tratta di un Viper 340 della Integral Peripherals che occupa entrambi gli slot PCMCIA disponibili. Sopra è marcato "made in Singapore; voltage +5V 0.5A, 5-55ºC; manufactured Mar'97" (vecchiotto, eh?!).
Funziona con lo stesso driver ATA/IDE che ho usato per la compactflash della Kodak (quella marcata SanDisk). Ecco cosa trovo in /var/log/messages:
kernel: hde: Integral Peripherals 8340PA, ATA DISK drive
kernel: ide2 at 0x100-0x107,0x10e on irq 10
kernel: hde: 666144 sectors (341 MB) w/32KiB Cache, CHS=771/16/54
kernel:  hde: hde1
kernel: ide_cs: hde: Vcc = 5.0, Vpp = 0.0
Da notare che usa 5V anziché 3.3V (c'è dentro un vero disco che davvero gira, altro che il solid-state della SanDisk), ed ha perfino 32kB a bordo. Caso interessante, ho copiato 68 Mb di dati in un minuto e 14 secondi (oltre 910 kb/sec di throughput, davvero niente male per un PCMCIA e addirittura superiore alla solid-state SanDisk! Un'altra copia, cinque files per un totale di 108 Mb, ha richiesto - compreso il sync finale - solo 1'24", cioè più di 1.2 Mb/sec: ottimo!).
L'unica cosa lenta è che... la prima volta che lo metto nello slot, blocca il sistema operativo per ben venti secondi per l'inizializzazione!

Yeah: ho provato la tastiera USB e il mouse USB di un iMac, e funzionano! È bastato ricompilare il kernel (basta già il 2.4.4) col supporto per le periferiche USB-HID (Human Interface Devices); una volta connessa la tastiera USB dell'Apple iMac ad una porta USB del notebook, e connesso poi il mouse dell'iMac alla porta USB destra della tastiera dell'iMac, ho riavviato Linux e... grande! come dal dmesg citato qui sotto, Linux riconosce una tastiera esterna USB, un mouse esterno USB, l'hub in più (quello della tastiera iMac) con le relative porte, e perfino il mouse Asus USB agganciato in una qualsiasi porta USB libera.
La tastiera Apple è stata riconosciuta come una "Alps Electric M2452", mentre il mouse Apple come "Logitech M4848".
Le due tastiere funzionano contemporaneamente, mentre i due mouse USB no (solo perché X legge da /dev/input/mouse0, mentre l'altro mouse viene visto su /dev/input/mouse1), ma questo non significa che si possano usare più tastiere e più mouse contemporaneamente... LINUX è grande!


usb-ohci.c: USB OHCI at membase 0xccc1b000, IRQ 5
usb-ohci.c: usb-00:01.2, Silicon Integrated Systems [SiS] 7001
usb.c: new USB bus registered, assigned bus number 1
hub.c: USB hub found
hub.c: 3 ports detected
PCI: Found IRQ 5 for device 00:01.3
PCI: The same IRQ used for device 00:01.2
usb-ohci.c: USB OHCI at membase 0xccc1d000, IRQ 5
usb-ohci.c: usb-00:01.3, Silicon Integrated Systems [SiS] 7001 (#2)
usb.c: new USB bus registered, assigned bus number 2
hub.c: USB hub found
hub.c: 2 ports detected
usb.c: registered new driver hid
usb.c: registered new driver acm
usb.c: registered new driver usblp
usbserial.c: USB Serial support registered for Generic
usb.c: registered new driver serial
hub.c: USB new device connect on bus2/1, assigned device number 2
hub.c: USB hub found
hub.c: 4 ports detected
hub.c: USB new device connect on bus2/1/1, assigned device number 3
event0: Event device for input0
keybdev.c: Adding keyboard: input0
input0: USB HID v1.00 Keyboard [Alps Electric?M2452 M2452] on usb2:3.0
hub.c: USB new device connect on bus2/1/2, assigned device number 4
event1: Event device for input1
mouse0: PS/2 mouse device for input1
input1: USB HID v1.00 Mouse [Logitech M4848] on usb2:4.0
[...]
hub.c: USB new device connect on bus2/1/3, assigned device number 5
event2: Event device for input2
mouse1: PS/2 mouse device for input2
input2: USB HID v1.00 Mouse [ USB Mouse STD. ] on usb2:5.0
usb.c: USB disconnect on device 4
usb.c: USB disconnect on device 5
hub.c: USB new device connect on bus2/1/2, assigned device number 6
event1: Event device for input1
mouse0: PS/2 mouse device for input1
input1: USB HID v1.00 Mouse [ USB Mouse STD. ] on usb2:6.0

Ho rimediato Linux 2.4.10, e tanto per cominciare ho verificato che purtroppo il supporto "SiS acceleration" del supporto VGA/framebuffer, genera ancora il mefitico "LCD bug", per cui ci tocca ancora usare il VESA/framebuffer-mode. In compenso il supporto ACPI non si può compilare come modulo perché i moduli fanno riferimento alle funzioni "acpi_ut_xxx" che, stranamente, non vengono linkate nei moduli "ospm_xxx". Insomma, un passo indietro rispetto alla 2.4.9 (anche perché, compilato nel kernel senza l'uso dei moduli, il kernel si pianta al boot senza pietà).

CLAMOROSO: ho appena scoperto che il VESA BIOS del notebook supporta il modo 1024×768×24bpp, contrariamente a quanto avevo detto in precedenza. Preparatevi per un "vga=864"!!!

Come ho fatto a scoprirlo? Sul sito VESA ho prelevato le specifiche VBE (Vesa BIOS extensions), e lì si ammette candidamente che ogni produttore può aggiungere dei propri modi video e che quindi il software se li deve andare a scandire.

Provo dunque a chiedere manualmente le informazioni di tutti i modi VESA da 0x118 in poi, e scopro che c'è un modo 1024×768×24bpp sostanzialmente simile al 0x118. Solo che il 0x118 risulta "unsupported", mentre il 0x160 risultava supportato ma non attivabile.

Dato che i modi VESA prevedono spesso due pagine video, ho provato ad aumentare da BIOS la memoria video da 4 a 8 Mb. Et voilà! Il modo video 1024×768×24bpp funziona: è attivabile da VESA BIOS, purché risultino almeno 8 Mb VRAM. Da precisare che finora a Linux bastavano 4 Mb VRAM per attivarlo (e che il modo VESA ne vuole otto solo perché pretende di avere il double-buffering, che è in genere utile solo per i giochi e le animazioni).

Dunque, al posto di tutti i vari "vga=791" che si vedono qui sotto, avendo scelto gli 8 Mb VRAM dal BIOS, è possibile sostituirvi il più gustoso modo "vga=864" nell'/etc/lilo.conf, in modo che anche il più sporco server VESA/framebuffer di X/Free possa andare a 24 bit (a prezzo di soli 4 Mb di RAM).

Inutile precisare che queste cose si vedono solo sotto Linux.

Un inglese mi suggerisce che è bene specificare chiaramente che con meno di 4 Mb di Video-RAM, Xfree non funzionerà mai bene. Comunque, fino all'avvento di X-servers realmente accelerati che sfruttino tutta la VRAM disponibile, dovrebbe essere inutile assegnare da BIOS più di 4 Mb VRAM.

Mi fanno sapere che per i DVD il miglior player è Xine, che è decisamente più veloce dell'OMS che suggerivo io in queste pagine. Su queste pagine di SourceForge si trova la collezione più avanzata di materiale.

RISOLTO il tragico problema PCMCIA col kernel Linux 2.4.9: David Hinds (curatore dei driver Linux-pcmcia) mi ha risposto:

"Edit /etc/pcmcia/config and replace all instances of ide_cs with ide-cs."

Ho dunque aggiornato quel file e compilato l'ide-cs non più come modulo ma nel kernel (e mi sono sbarazzato di tutti quegli ide-cs.o che stavano in giro). Ed ora funziona! La nota un po' triste di qui sotto dovrebbe essere corretta, ma la lascio così perché è storia... (infatti l'"Oops" del kernel e il "BUG slab.c" sono spariti).

Allora, sono finalmente a casa e ho provato il kernel Linux 2.4.9, che devo ancora sconsigliare (a favore del 2.4.4) per i seguenti motivi:

E comunque il kernel 2.4.9 ha ancora qualche altro strano bug: per esempio, ho trovato la ventola in funzione (mentre il notebook andava a batteria, cioè proprio il momento in cui meno usa la ventola) e la bellezza di 132Mb di buffers allocati... poi si è spento (perché l'uso eccessivo e inutile di CPU ha consumato il poco di batteria che avanzava) e quindi non ho altri dati (se non il solito "ps guxa" che mi diceva che nessun processo era "Running").

Mi dicono che con questi miei suggerimenti non riescono ad usare Linux sulla serie M1000 dell'Asus. Prevedibile. Qualcun altro mi dice che i driver per Windows sono una schifezza colossale: non riescono ad andare a 24 bit. Come al solito solo con Linux c'è speranza di veder funzionare tutto bene...!

COLOSSALE: un francese mi ha forwardato una email che ha ricevuto da Brian Tseng, tecnico dell'Asus Taiwan, che gli indicava di riferirsi proprio a queste pagine per l'installazione di Linux!!! PUTENTE!

Mi è stato detto che questa pagina è stata utile anche per installare Linux su un notebook Medion 9438, che è un A1360 rimarcato, con alcune differenze: disco da 4 Gb, CD-R(W) drive 8×\4׳2 Panasonic (ma senza i tasti Audio-DJ).

Clamoroso: il modem funziona! Alessandro B., dall'Italia, mi segnala che per far funzionare il driver sm56.o è sufficiente compilare un kernel senza sound-support. Lui ha compilato un 2.4.5 senza sound-drivers, ha caricato sm56.o ed è riuscito a fare una chiamata Internet alla velocità di 56k!!
Purtroppo segnalava altri due problemucci: dopo un paio di minuti di inattività, il driver del modem si pianta; e comunque, dopo aver fatto una chiamata, bisogna riavviare la macchina perché il driver fa ancora troppe storie. In questi giorni mi ci metto a smanettare anch'io (non ho ora a portata di mano prese telefoniche) e vi faccio sapere.

Mi è stato riportato che questa pagina è stata utile per configurare un notebook Mitac 7521, che pure è basato sul chipset SiS630, e ora invece va allegramente a 1024×768×32bpp!

È uscito Linux 2.4.7 e finalmente è sparito il problema dell'IrDA al boot. Purtroppo il problema del PCMCIA IDE (quello per cui io consigliavo di usare l'ide-cs.o del kernel 2.4.1) non è stato risolto, e pertanto le versioni del kernel decisamente sicure restano la 2.4.3 e la 2.4.4, che hanno lavorato senza nessuna stranezza (l'ide-cs.o sopradescritto nella 2.4.7 genera un "Oops" nel momento in cui si inserisce la SanDisk nello slot PCMCIA).

ARRRGH! La Motorola non supporterà più i "softmodem", compreso quello che è nell'Asus. Non capisco i motivi di questa improvvisa e curiosa decisione.

As of July 2001, Motorola has exited the software modem business. Effective immediately, Motorola is discontinuing all soft modem products and future development.

Ho scritto loro una lunga email infuocata a proposito del fatto che non continueranno più il supporto (di punto in bianco! che infami) e a proposito del loro ultimo driver che NON riconosce il modem SM56 del notebook (hanno corretto il bug dell'inizializzazione, ma sul resto non ci hanno proprio lavorato) e quindi pure il driver "SM56 rel. 5.01 build 01" dobbiamo buttarlo nella spazzatura. E pensare che è cresciuto di altri 200k... dopo "insmod" vi ritrovate in RAM dei moduli da pochi kbytes, e un modulo da 1300 e passa kbytes! Mah!

Nokia 7110: per inviare e ricevere messaggi SMS via porta IrDA, clicca qui.

Sto provando intensivamente (era ora) la scheda di rete. Ho rimediato un cavo crossover di quattro metri (mi è costato solo 7500 lire) e ho cominciato a smanettare. Risultato: un mega al secondo di throughput, un risultato abbastanza degno per una scheda di rete a 10Mbps (esatto, i 100Mbps non li fa; e per giunta il transceiver è half-duplex).

Ho provato il kernel 2.4.6 di Linux, ma ottengo lo stesso risultato del kernel 2.4.5: se è stato attivato il supporto IrDA, si pianta durante il boot. Ho scritto a Dag Brattli, ma mi sa che ci toccherà aspettare perlomeno fino alla prossima patch del kernel di Linux... :-(

Da oggi si balla anche il Samba; le spiegazioni dettagliate sono qui. Inutile aggiungere che questo significa anche che ho provato la scheda di rete del notebook, che ha ovviamente funzionato alla grande.

Ho scritto alla Motorola a proposito del loro driver SM56 per Linux (che NON funziona perché i tizi non immaginavano che un IRQ si può anche condividere...!), ed ovviamente l'email mi è tornata indietro perché l'indirizzo SM56LinuxSupport@motorola.com risulta inesistente (insomma, anche alla Motorola fanno le cose "all'italiana"). Ho scritto all'indirizzo generico di supporto e il loro risponditore automatico mi ha promesso risposta "entro 24 ore", ed infatti sono passate assai più di 24 ore lavorative e nessuno di loro si è degnato almeno di dirmi "prenderemo in considerazione il suggerimento"... Che non abbiano gradito quel pizzico di ironia? ("ho una macchina Asus il cui hardware - eccezion fatta per l'SM56-SoftModem Motorola - è completamente supportata dai driver del kernel di Linux...").

Grave:

Interessante - ho piazzato in /etc/rc.d/rc.local questi comandi:


# XF86Config switcher
# if I forgot to plug the asus usb wheel mouse, then use a touchpad X config
#

cd /etc/X11
rm -rf XF86Config
if dmesg | grep "USB Mouse"
        then
        ln -s XF86Config.usb XF86Config
else
        ln -s XF86Config.syn XF86Config
fi

# --- end ---

Cosa succede: all'avvio, prima che l'X-server sia avviato, cambia la configurazione di X a seconda o meno che sia stata trovata la stringa "USB Mouse" nei messaggi del boot. Il file XF86Config.usb è uguale a quello che si può prelevare qui nella sezione download, il file XF86Config.syn è lo stesso ma con la definizione modificata del Pointer (contiene cioè:


Section "Pointer"                 # the Synaptics touch-pad
  Protocol "PS/2"
  Device   "/dev/psaux"
  Emulate3Buttons
EndSection

Risultato: posso lavorare con X anche se dimentico di agganciare il mouse (oppure non ho materialmente posto per appoggiarlo).

Altre novità:

Vecchie notizie:


...ed è da qui che l'avventura comincia...

Considerazioni preliminari all'acquisto (febbraio 2001)

Devo portarmelo in giro quando viaggio (macino parecchi chilometri) per poi utilizzarlo per giornate intere fermo in un sol posto. Il termine commerciale "desktop replacement" sembra quasi azzeccato.

Lavorare sotto Linux, ovviamente, perché Linux è l'unico sistema operativo che non si pianta mai (provare per credere, parola di massacratore professionista di sistemi operativi): non per niente lo uso fin dal 1994. E dato che ci devo lavorare, non potevo non pretendere un notebook che avesse come minimo queste caratteristiche (e, tassativamente, tutte!):

  1. almeno 192 Mb RAM: 64 sono pochi, 128 Mb presto saranno pochi, e con 192 dovrei campare tranquillo per un po' di anni (dopotutto sul PC di casa ci sono proprio 192 Mb);
  2. display 1024×768, anche se piccolo; quelli con risoluzione superiore costano ancora troppo, e comunque sul PC di casa uso proprio i 1024×768;
  3. lettore DVD 8×: un amico ha un 5× sul PC e non riesce a vederci proprio tutti i film. E poi ipotizzo, non senza indizi, che per i dati i DVD (da 4,7 Gb a 17 Gb) sostituiranno a breve i CD ("limitati" a soli 650/700 Mb circa);
  4. hard disk non inferiore a 10 Gb (sì, c'è gente che non riesce a riempire la metà di un 4 Gb, ma io ci lavoro, non ho manie di grandezza);
  5. processore Pentium III, perché chi scrive software ha già dimenticato che c'è gente ancora col Celeron.

Procediamo alle eliminatorie:

Con le caratteristiche richieste, c'era questo poderoso Dell Inspiron 3800 (e numerosi altri modelli simili, ma sforavano o per il prezzo o per una delle caratteristiche minime che richiedevo). Chiamo l'ufficio commerciale e una dolce e gentile voce femminile mi risponde che la consegna è "da 10 a 15 giorni lavorativi".

Trovo, ad un prezzo di quasi 150mila lire inferiore, l'Asus A1360D (occhio: non l'A1370D). Leggo che la consegna è ordinariamente "entro 48 ore, oppure 5 giorni lavorativi nel caso non sia disponibile".

Per giunta questo Asus va a 700 MHz (contro i 650 MHz del Dell), ha integrati modem 56k e scheda di rete 10/100 Mbit (acquistarli sul Dell ne avrebbe fatto lievitare il prezzo) ed ha DVD e floppy in un unico blocco (sul Dell erano due pezzi intercambiabili che non si potevano usare contemporaneamente), con la possibilità di ascoltare CD anche a notebook spento (cosa che avevo visto finora solo negli Acer, ma pare che molti si stiano adattando a questa nuova moda).

Per contro, il Dell aveva un display 14" (contro i 13,1" dell'Asus), era possibile scegliere il colore (c'era un bel "blu Tahoe") e perfino il layout della tastiera (una tastiera americana, senza quelle odiose lettere accentate: mi faceva davvero gola!).

Conclusione: ho scelto l'Asus.

Punti che ritenevo comunque trascurabili nella scelta del notebook in generale:

Punti che avrebbero giocato decisamente a favore: alimentatore interno (come certi Compaq), altezza ragionevole (non necessariamente ultrapiatti, ma almeno sotto i 35 mm), un bel Linux preinstallato (anziché l'obbligatorio Windows, come certi notebook americani: e sì che sarebbe stata una cosa seria).

Dunque, prima di cominciare:


Cosa intendo fare con questa macchina

Tutto. Cioè, esattamente ciò che facevo col vecchio notebook:

Tutto con software non commerciale!! (licenza GNU/GPL, freely distributable, free con sorgenti o senza sorgenti, etc). Ovviamente, tutto sotto Linux.

Mi rode il fegato pensare di aver pagato per una licenza di Windows ME che non utilizzerò mai. È la "Windows tax": pazienza. Se qualcuno riesce a farsi risarcire la Windows tax qui in Italia, è il benvenuto.


Dolenti note riguardo l'acquisto

Prima che qualcuno voglia ordinare un notebook in Italia (non solo Asus), può leggere queste poche righe per farsi un'idea della mia tutt'altro che piacevole odissea con un grosso rivenditore:

A questo punto chiunque si sarebbe innervosito come una belva: le mitiche "48 ore" (o, in caso di indisponibilità, "5 giorni lavorativi") che vantavano per la consegna, sono cresciute tra un ritardo e l'altro fino ad un mese (e meno male che non c'erano festività civili o religiose nel frattempo).

Dunque insisto con la segretaria: scusi, ma per il primo ritardo di una settimana mi avete proposto - senza sovrapprezzo - una macchina con caratteristiche migliori. Ora, che mi state chiedendo di aspettare altre due settimane (alla faccia del "48 ore o 5 giorni lavorativi"), tutto quello che sapete dire è che il notebook "arriverà via aerea verso il 28 marzo a causa dei ritardi di consegna dell'Asus da Taiwan"?!?

Purtroppo è proprio così. Minaccio dunque di disdire l'ordine, e la gentile signorina, costernata, mi indica il metodo per disdirlo. Le dico però di esporre la mia situazione al direttore commerciale e di far presente che per la sua azienda questa storia è una pessima pubblicità. Le dico pure che il giorno dopo richiamerò per farle sapere se intendo disdire l'ordine o meno.

Il giorno 21 marzo dunque richiamo e parlo con la responsabile commerciale e le ripeto la solita tiritera: ho ordinato la macchina il 5 marzo e mi si dice che la consegna è prevista per inizio aprile; che la pubblicità sul loro sito risulta ingannevole; che in queste stesse condizioni un'altra azienda avrebbe ricompensato in qualche modo questi ritardi non dovuti al cliente (in genere con dell'hardware in più); che ho scelto di ordinare lì in barba ad un loro concorrente (non ho specificato che si trattava della "Dell") che prometteva la consegna in 10 o 15 giorni lavorativi; che la loro azienda ne guadagna una pessima figura da tutta questa storia.

Per tutta risposta la voce gentile ma molto ferma mi dice:

Rinnovo l'invito a fare qualcosa per evitare una pessima pubblicità (e mi si rinnova la cantilena "la colpa è dell'Asus a Taiwan"), e chiedo infine il giorno esatto di consegna, per regolarmi di conseguenza. Mi risponde che entro il 3 aprile la macchina sarà consegnata.

A questo punto, l'imprevisto: il 27 marzo mi arriva il notebook. C'è tutto. L'unico neo è il piccolo adesivo "Intel inside / Celeron", ma per fortuna, una volta acceso, verifico il BIOS riportare correttamente "Pentium III 750 MHz" (e posso staccare con gran piacere quell'adesivo).

Dunque, consigli per gli acquisti:

Queste poche righe, scritte in un momento di sconforto, sono dedicate a tutti quelli che hanno sempre vantato i "pregi" del commercio via Internet, e soprattutto a tutti quelli che hanno avuto qualche problemuccio simile ma hanno gioiosamente dimenticato tutto nel momento della consegna del materiale, cantando "tutto è bene quel che finisce bene".


Cosa vi ritrovate all'acquistoClick here for index page.

Solo WinME e ViaVoice sono in italiano; tutto il resto (Drakan, manuali, drivers, etc) è in inglese.


Caratteristiche del notebook

Altro:

Porte (in senso orario a partire da sinistra):

Sulla destra sono presenti il lettore DVD e, sopra, il floppy drive.

A proposito dell'hardware

Primo punto scottante: conviene assolutamente richiedere l'espansione di memoria, perché la RAM di sistema è condivisa con la Video-RAM (è una feature del chipset SiS630). Per esempio, con i soli 64 Mb forniti di serie, se si configurano 4 Mb VRAM restano 60 Mb al sistema; se invece si configurano 32 Mb VRAM (il massimo dell'accelerazione grafica) restano clamorosamente 64-32=32 Mb RAM al sistema...!
Invece, con 192 Mb RAM (come nel mio caso), sottraendo 32 Mb per la VRAM, restano comunque 160 Mb al sistema.

Nota a margine: sul sito Asus è possibile prelevare l'aggiornamento del BIOS (datato 30 marzo 2001), col quale si potranno configurare 64 Mb VRAM! (attualmente non l'ho ancora provato).

Il lettore DVD, per "problemi di ingegneria", è single-sided (8.5 Gb) per cui per leggere un "double-sided" (17 Gb) occorre girare manualmente il disco (aprire, girare, richiudere).
Click here for index page. Devo onestamente ammettere che per metterci la seconda testina avrebbero dovuto ridimensionare l'intera cassa (o eliminare il floppy-drive interno).

Notevolmente, l'hard disk è /dev/hda ("primary master") e il DVD è /dev/hdc ("primary slave"): esistono due interfacce IDE (quando poteva bastarne una sola), con un pur alquanto piccolo vantaggio in velocità. Velocità, per l'hard disk, abbastanza decente: hdparm -t /dev/hda riporta 18.74 Mb/sec per l'hard disk (150 Mbit/sec, siamo ai massimi dell'UDMA/33); da notare che il disco non parte a 32 bit, per cui occorre aggiustare i parametri con hdparm, come spiego in dettaglio qui sotto).

E invece, hdparm riporta appena 1.74 Mb/sec per il CD-ROM (corrispondente a circa un 12×, quando il disco si dichiara a Linux come 24×; in ogni caso, con altri CD - sia originali che masterizzati - la velocità oscilla un po', senza salire apparentemente oltre i 16×). Il ripping di musica (con cdparanoia III 9.7) avviene a circa 3×.

Entrambe le interfacce (primaria e secondaria) risultano collegate ai dischi con cavi "a 40 pin".

Dettaglio curioso: l'interfaccia PCMCIA (Ricoh RL5c476 II) usa due interrupts (9 e 5) uno dei quali (il 5) condiviso con l'hub USB (eppure non mi pare che ce ne fosse necessità; avanzano altri IRQ liberi...): sarà una delle solite "pezze" di progettazione della motherboard SiS.

A proposito della tastiera: il tasto Enter (Invio) non è grandissimo (usa l'area di due tasti, in senso verticale); la prima fila di tasti (Esc, ~, F1-F12, Pause, Ins, Del) è alta poco meno della metà dei tasti normali (tirchieria: avrebbero potuto essere full-sized senza reingegnerizzare troppo la macchina). I tre "tasti Internet" extra, in alto a destra della tastiera, hanno la caratteristica di accendere la macchina se non è on-line prima di mandare lo scan-code.

Click here for index page. I tasti "Audio DJ", corredati con un portentoso led blu, permettono di ascoltare CD musicali anche a notebook spento (sia sulle casse che sulle cuffie).

Ultime note: la macchina viene dichiarata upgradabile con processore fino a 850 MHz (ma lo slot uPGA2 non è accessibile dall'utente, credo occorra mandarlo in assistenza; peraltro, per 100 MHz in più, non ne vale assolutamente la pena...!). Il display LCD era dichiarato 1024×768×16bit (ma questo è un limite dei driver di Windows, infatti X/Free, che è gratuito e non-commerciale, va anche a 24 bit e a 32 bit, senza flickering).

Leggo altrove che la cosiddetta tecnologia "SpeedStep(TM)" consiste nell'abbassare la velocità della CPU nel momento in cui la batteria del portatile va giù. Però finora questo rallentamento a 500 MHz, se c'è stato, non l'ho ancora notato (c'è pure da osservare che Linux non è assetato di risorse come certi sedicenti sistemi operativi).

Per concludere, cat /proc/cpuinfo riporta:


processor       : 0
vendor_id       : GenuineIntel
cpu family      : 6
model           : 8
model name      : Pentium III (Coppermine)
stepping        : 6
cpu MHz         : 747.739
cache size      : 256 KB
fdiv_bug        : no
hlt_bug         : no
f00f_bug        : no
coma_bug        : no
fpu             : yes
fpu_exception   : yes
cpuid level     : 2
wp              : yes
flags           : fpu vme de pse tsc msr pae mce cx8 sep
                  mtrr pge mca cmov pat pse36 mmx fxsr sse
bogomips        : 1490.94

Inoltre, cat /proc/fb riporta "0 VESA VGA". Il cat /proc/ide/sis riporta:


--------------- Primary Channel ---------------- Secondary Channel -------------
Channel Status: On                               On
Operation Mode: Compatible                       Compatible
Cable Type:     40 pins                          40 pins
Prefetch Count: 512                              512
Drive 0:        Postwrite Enabled                Postwrite Enabled
                Prefetch  Enabled                Prefetch  Disabled
                UDMA Enabled                     UDMA Enabled
                UDMA Cycle Time    4 CLK         UDMA Cycle Time    4 CLK
                Data Active Time   2 PCICLK      Data Active Time   2 PCICLK
                Data Recovery Time 1 PCICLK      Data Recovery Time 1 PCICLK


Installazione LinuxClick here for index page.

Mandrake 8 e Mandrake 8.1

Allora, la brutta notizia è che fino al Linux kernel 2.4.17 (almeno nel supporto framebuffer della SiS630) e fino a X/Free 4.1.xx il display LCD sulla SiS630 non è correttamente supportato.
Capita uno strano (e quasi certamente pericoloso) fenomeno di surriscaldamento del display LCD (con aree bianche e grige) di fronte al quale c'è solo da fare un reboot (e non è il caso di aspettare troppo tempo, se ci tenete alla salute del display).

PERÒ io sono riuscito a far andare fin da subito X/Free a 1024×768 su questo notebook, facendo semplicemente così:

  1. Avviando l'installazione della Mandrake 8, si lavora in grafica a 800×600 (funziona perfino il mouse USB): dunque significa che l'opzione VESA-framebuffer del kernel di Linux è sufficiente per andare in modalità grafica (questo era il vero punto debole della situazione).

  2. Installare Mandrake 8 usando l'"Expert mode", perché non devi soggiacere alla nefanda tentazione di provare la configurazione di X/Free al termine dell'installazione (altrimenti c'è il mefitico LCD-bug!).

  3. Completata dunque l'installazione (sempre in 800×600, ma per fortuna sarà l'ultima volta che vedrai l'800×600), si può lasciar ripartire il sistema in text-mode (non avrai mica abilitato l'avvio di X/Free ad ogni boot, no?).
    A questo punto si possono sostituire questi files:


  4. Ricorda che la sequenza ctrl-alt-backspace chiude l'X-server (e dovrebbe tornare in text-mode, se sei fortunato).

Benissimo: con queste poche cose, io sto lavorando sempre con X/Free a 1024×768 in 32bpp fin dagli ultimi giorni di marzo 2001 (e, come descritto tra qualche riga, perfino con la vecchia Mandrake 7.2).

A tutt'oggi ancora non posso usare il text-mode (ma una finestra terminale è sempre sufficiente), ed ancora non ho l'accelerazione grafica (giochi come SearchAndRescue o TuxRacer 0.61 vanno a meno di uno o due frame al secondo...) perché l'X-server 3.3.6 della Mandrake 8 ancora non ha accelerazione.

Se ancora ti capitasse il famigerato LCD-bug, ti prego di confrontare:

(la sezione download è sempre qui).

Mi dispiace di non aver tempo per spiegare come rimediare e compilare un kernel, e altre cose "per newbies", ma lo sapete bene che Linux è una cosa per informatici di passione...!

Penso proprio di non avere altri suggerimenti da aggiungere. Se ti capita di farlo funzionare, fammi sapere se hai fatto qualcosa di diverso da quanto ho indicato io sopra (aggiungerò i commenti in questa pagina).
Grazie!


Qui sotto la vecchia pagina di installazione della 7.2, con i trucchi per superare gli intoppi. È abbondantemente superata, ma la lascio on-line lo stesso perché ci ho messo troppo tempo per scriverla...! In ogni caso le ultime novità sono sempre qui.

Tragedia: quest'hardware è troppo recente anche per una Mandrake 7.2; se sei uno smanettone e te la cavi con Linux, allora puoi provarci.
Non garantisco nulla, e non sono neppure disponibile a dare aiuto perché con la prossima release della Mandrake (la Mandrake 8.0, basata su Linux 2.4.x, è già disponibile) si risolverà tutto.
Comunque, se qualcuno - come me - ha una gran fretta, ecco qui:

Mandrake 7.2

Configurato il BIOS per fare il boot da DVD/CDROM, ho lanciato l'installazione della Mandrake 7.2, che si blocca tragicamente all'inizio dell'installazione quando cerca le periferiche pcmcia (occorre spegnere e riaccendere la macchina).

Ripartendo con l'installazione "Expert / Text", vedo che al momento del check pcmcia vien fuori un tremendo Oops del kernel - il modulo pcmcia_core.o non riesce a destreggiarsi col Ricoh dell'Asus, e la Mandrake, diversamente dalla vecchia RedHat 6, non permette di aggirare quel controllo (naturalmente il problema sussiste solo col pluripatchato kernel 2.2.14 della Mandrake; col kernel 2.4.x funziona sia con moduli che senza moduli).

Dopo un po' di tentativi a vuoto, scopro che i moduli *.o incriminati sono contenuti nel file /lib/modules.cz (quasi tre mega, già compresso) che si può modificare col comando packdrake (peraltro un simpatico script Perl di 18k).

Ecco allora la "porcata": scompatto il modules.cz, elimino il pcmcia_core.o, riassemblo i 260 moduli rimasti, riavvio l'installazione e - subito dopo le primissime domande, nella finestra prompt (alt-F2) elimino il suo modules.cz e vi sostituisco il mio. Al momento del check pcmcia, non trovando il pcmcia_core.o non si pianta, ma neppure protesta, e pacificamente continua l'installazione.

Per gli smanettoni, ho fatto così (sei uno "smanettone serio" solo se capisci esattamente cosa fa ogni comando prima di eseguirlo!!! e se sei ancora più serio, troverai una sequenza di comandi ancora più breve per ottenere lo stesso risultato):


cp /lib/modules.cz .
mkdir tmp
packdrake --list modules.cz | awk 'BEGIN{getline}{print $3}' >modules.list
for a in `grep -v pcmcia_core.o modules.list`
do
packdrake --extract modules.cz tmp/ $a
done
cd tmp
rm pcmcia_core.o ../modules.cz
grep -v pcmcia_core.o ../modules.list | packdrake -9 --build ../modules.cz
cd ..
rm -r tmp
cp modules.cz /lib

Purtroppo i guai non sono finiti: al termine della copia dei files RPM (oltre 1200 pacchetti per chi vuole installare tutto, entrambi i CD) spunta l'inevitabile configurazione di X/Free che pure fa piantare la macchina (e comincia pure a scaldare il TFT in modo strano, per cui lascio perdere).

Compilo, su un altro computer, il kernel Linux 2.4.3, configurato col supporto frame-buffer (in modo da usare il BIOS VESA 2.0 per passare in grafica) e dopo un buon numero di tentativi riesco - non so esattamente come - a configurare pure X/Free 3.3.6.

Riassumendo, per i veri esperti:Click here for index page.

  1. avviare l'installazione Mandrake 7.2
  2. dopo le primissime schermate, prima del test pcmcia, andare nella finestra terminale col tasto ALT-F2
  3. eliminare il file /lib/modules.cz (niente paura: siamo sulla ramdisk dell'installazione);
  4. sostituirlo con un file modules.cz che non contenga il file pcmcia_core.o - se proprio non riesci a maneggiare il packdrake, puoi prelevare il file già modificato cliccando qui; occhio, sono 2878k! l'originale è nella directory Mandrake/inst/lib del primo CD di installazione;
  5. proseguire l'installazione (non protesterà per la mancanza del pcmcia_core.o) installando i pacchetti desiderati;
  6. al momento della configurazione di X/Free... buona fortuna! Se riesci a configurarlo senza problemi, fammi un fischio. Altrimenti, se si pianta la macchina (così come è successo a me) spegni e riaccendi et voilà! puoi già lavorare in modo testo.

Piccola nota fra parentesi: a causa delle dimensioni del disco, consiglierei caldamente (molto caldamente) di usare il filesystem reiserfs anziché l'ext2. Primo, per la velocità di scansione delle directory (l'unico mostruoso vantaggio rispetto all'ext2: una directory con migliaia di files viene processata istantaneamente, provare per credere!!). Secondo, perché in caso di crash (per esempio quando ti finiscono le batterie prima che tu riesca a fare il normale shutdown) il check e ripristino al boot è questione di pochissimi secondi (semplicemente eccezionale). Terzo, altrettanto importante: non dovete preoccuparvi degli i-nodes, perché non c'è limite al numero di files sul disco.

Finalmente Linux si avvia...! Approfitta ora del modo testo:

Nota bene. Sul sito della SiS è disponibile una pagina "Linux drivers" dove si dice che... tutti i driver per Linux sono già presenti nel kernel! L'unica cosa che si può prelevare è un pacchetto col server XSiS_SVGA (X/Free 3.3.6) che loro hanno ottenuto patchando l'XF86_SVGA. Il pacchetto non ci serve sia perché è dell'anteguerra (datato febbraio 2000, mentre quello della Mandrake 7.2 è datato ottobre 2000), sia perché il supporto SiS630 in X/Free è ormai stabile (almeno finché non si usa un LCD...!).

La macchina ovviamente partirà in modo testo, occorrerà fare il login e lanciare manualmente startx (o metterlo in uno degli script di avvio, ma non lo consiglio). Uscendo da X/Free, lo schermo diventa inutilizzabile, ma è ancora possibile battere Ctrl-Alt-Canc oppure dare da root (e alla cieca) il comando halt per chiudere e spegnere correttamente.

Finalmente posso provare un paio di schede PCMCIA... le metto negli slot ed ottengo, col comando cardctl ident:
Socket 0:
  product info: "SunDisk", "SDP", "5/3 0.6"
  manfid: 0x0045, 0x0401
  function: 4 (fixed disk)

Socket 1:
  product info: "3Com Corporation", "3C589", "TP/BNC LAN Card Ver. 2a", "000002"
  manfid: 0x0101, 0x0589
  function: 6 (network)

Queste due, neanche a dirlo, funzionano regolarmente (la prima vuole il driver PCMCIA ATA/IDE, la seconda vuole il driver PCMCIA 3C589). Ecco qui un altro bel paio di schede PCMCIA:
Socket 0:
  product info: "CIRRUS LOGIC", "FAX MODEM", "MD144ECP", "0-0"
  function: 2 (serial)

Socket 1:
  product info: "Olicom", "GoCard Eth/Modem 336", "OC2232", "NONE"
  manfid: 0x0121, 0x3222
  function: 0 (multifunction)

La Olicom risulta "unsupported" perché non è un modem su seriale. La Cirrus invece appare come un regolarissimo modem seriale (ti ritrovi in più un /dev/ttyS2) ma il modello che ho mostrato ora è un vecchio 14400 baud (V32BIS).


Attenzione: un hdparm al giorno toglie la lentezza di torno

È utile inserire in /etc/rc.d/rc.local i due comandi:


hdparm -ivm 16 -c 1 -a 16 -u 1 /dev/hda
hdparm -a 64 -c 1 -u 1 /dev/hdc

il primo per l'ardisco, il secondo per il CD/DVD.Click here for index page.

Ho tentato di spremere un po' più di velocità ma non c'è stato niente da fare - tentativi ingenui: Linux si accorge correttamente che i modi udma3/4/5 dell'ATA66 non sono disponibili, per cui penso che difficilmente otterrete miglioramenti strepitosi.


Riepilogo dei files disponibili - leggere le righe più sopra per chiarimenti:

E per chi vuole upgradare il BIOS, cliccare su Asus Bios Upgrade.


Cosa manca ancora...

Non ho ancora intensivamente provato la scheda di rete SiS900 (puoi comunque cliccare qui) perché trovare un cavo "cross-over" da queste parti è un'impresa ardua.


Navigare col telefonino via porta a infrarossi...

Ho un poderoso telefono cellulare Nokia 7110, dotato di modem interno a 14400 baud e di porta a infrarossi.

Dunque, configurata nel BIOS la porta a infrarossi del notebook Asus come "com2" (addr=0x2f8, irq=3; cioè, da Linux, /dev/ttyS1) e attivati i servizi IrDA della Mandrake, è sufficiente eseguire:


irattach /dev/ttyS1
mknod /dev/ircomm0 c 161 0
mknod /dev/irlpt0  c 161 16
ln -s /dev/ircomm0 /dev/gsmodem
chmod 644 /dev/gsmodem

(la irattach sarebbe bene farla ad ogni boot; gli altri comandi è sufficiente darli una sola volta). Wow! funziona anche se il comando findchip non riesce a riconoscere la porta IrDA... :-)

A questo punto metto il cellulare in prossimità della porta a infrarossi del notebook (sulla sinistra), e attivo dal menù Nokia la connessione "Infrarossi (IR)": wow!!!

Se si usa minicom (o xminicom), si vede su /dev/gsmodem un regolarissimo modem (si possono dare i classici comandi ATI, ATZ, ATDT...).

I comandi ATI restituiscono:

Ed, ovviamente, si può configurare kppp e uscire su Internet per navigare e per la posta elettronica: YAY!!!!!!

Per la Omnitel/Vodafone, dopo essersi fatti abilitare (se necessario) alle chiamate dati/modem, si può configurare kppp così:

modem e kppp:

account:

Come userid, la Omnitel richiede il numero di telefono del cellulare. La password può essere qualsiasi cosa (purché non vuota) perché la Omnitel sa già chi è il proprietario del telefono chiamante.

Con kppp è decisamente più facile che maneggiare files di configurazione di pppd. Configurato kppp come sopra, si può già navigare.

La Omnitel, per la connessione dati sul suo numero speciale 2800 tariffa uno scatto ogni 105.3 secondi (il primo dura solo 3 secondi); l'handshaking ppp dura una decina abbondante di secondi.

Purtroppo il numero 2800 va a soli 9600 baud (il Nokia 7110 invece è capace anche di 14400 baud, che mi risulta essere il massimo previsto dallo standard GSM). Con una Carta Ricaricabile (dove lo "scatto" è di 200 lire) si può stimare un costo di navigazione intorno alle 7000 lire l'ora.

Ma in fondo in fondo, chissenefrega del GPRS!! Ho già l'email dovunque mi trovo!!! SLURP!!!! ;-)

Altre caratteristiche: con la sua porta IrDA, il Nokia 7110 può "inviare biglietto da visita" o "stampare tutti i nomi della rubrica", ma al momento non sono ancora riuscito a cavare un ragno dal buco (queste funzioni necessitano solo di un minimo di supporto dei protocolli IrOBEX e IrLPT lato computer; è chiaro che da software si può fare assai di più; appena ho novità, le inserisco qui).

NEWS! NEWS!
Sono riuscito a prelevare i messaggi SMS dalla memoria del telefonino, in modo da non svuotarla a mano e in modo da archiviarli sul computer. Il sorgente del mio programmino lo trovi cliccando qui.

NEWS! NEWS!
Sono riuscito ad inviare messaggi SMS, sempre usando la porta IrDA. Basta installare la gsmlib 1.6 ed eseguirne il comando:

gsmsendsms -d /dev/gsmodem -C +393492000300 3479999999 "Testo del messaggio"

(il Nokia 7110 non è ancora ben supportato dalla gsmlib, ma l'invio degli SMS funziona bene. Da notare che il primo numero è quello del centro messaggi, nel mio caso è uno dei centri Omnitel/Vodafone; il secondo numero è quello del destinatario; alla fine segue il testo del messaggio, fino a 160 caratteri).


Compactflash e dischi PCMCIA ATA/IDE...

La macchina fotografica digitale Kodak DC210+ utilizza un solid-state disk (compactflash card) SunDisk SDCFB-8 da 8 Mb (che comicamente dichiara perfino di avere 1 Kb di cache a bordo).

Purtroppo il kernel Linux 2.4.3 fa un po' di storie - dimentica di compilare il modulo ide-cs.o - per cui ho preferito rimediarlo dalla versione 2.4.1; clicca qui per prelevarlo. Una volta "inserito" (insmod ide-cs.o), il programma cardmgr riconoscerà correttamente la compactflash in questione (o qualsiasi altro disco PCMCIA ATA/IDE), presumibilmente come terza interfaccia IDE (ide2, cioè hde/hdf) e si potrà "montarlo" normalmente.

Nel mio caso, creata la directory /mnt/kodak, ho inserito in /etc/fstab questa riga:

/dev/hde1  /mnt/kodak  msdos  user,noauto,nosuid,nodev  0 0

per cui dopo aver inserito la compactflash nell'adapter in uno dei due slot PCMCIA del notebook, col comando "mount /mnt/kodak/" otterrò di vederla come hard disk esterno montato nella directory specificata.

Ecco cosa si troverà nel /var/log/messages:
cardmgr[9538]: starting, version is 3.1.20
cardmgr[9538]: watching 2 sockets
kernel: cs: IO port probe 0x0c00-0x0cff: clean.
kernel: cs: IO port probe 0x0800-0x08ff: clean.
kernel: cs: IO port probe 0x0100-0x04ff: excluding 0x480-0x48f 0x4d0-0x4d7
kernel: cs: IO port probe 0x0a00-0x0aff: clean.
cardmgr[9538]: initializing socket 0
kernel: cs: memory probe 0xa0000000-0xa0ffffff: clean.
cardmgr[9538]: socket 0: ATA/IDE Fixed Disk
kernel: hde: SunDisk SDCFB-8, ATA DISK drive
kernel: ide2 at 0x100-0x107,0x10e on irq 10
kernel: hde: 15680 sectors (8 MB) w/1KiB Cache, CHS=245/2/32
kernel:  hde: hde1
kernel: ide_cs: hde: Vcc = 3.3, Vpp = 0.0
cardmgr[9538]: executing: './ide start hde'
kernel: VFS: Disk change detected on device ide2(33,1)
kernel:  hde: hde1
kernel: VFS: Disk change detected on device ide2(33,1)
kernel:  hde: hde1

Ultimo dettaglio, di non scarso interesse: la versione 3.1.26 ha di nuovo un ide-cs funzionante, ed avvisa -arrrrgh!- che il supporto PCMCIA nel kernel 2.4.x sarà ancora sperimentale, per cui, fino alle versioni 2.5.x, si consiglia di utilizzare il pacchetto stand-alone (pcmcia-cs 3.1.26 e successivi).


Da oggi si balla il Samba!!!

Da Linux è possibile montare col comando mount una directory remota di una macchina Windows.

Nel mio caso mi avanza un PC made in Cartagine con processore 486 a 120 MHz, con 20 Mb RAM, scheda video Tseng ET4000, e scheda di rete compatibile NE2000. Sull'hard disk da 545 Mb c'è installato Windows 95. Sono riuscito a vedere l'hard disk in questione come una directory di Linux su cui si può leggere e scrivere normalmente.

Le operazioni descritte qui sotto hanno funzionato e dunque c'è buona speranza di farle funzionare anche altrove, anche con una versione di Windows più recente (per Windows 3.1 pure c'è speranza, anche se bisogna installare lo stack TCP/IP e le DLL Win32s); per tutti i dettagli rinvio al sito ufficiale Samba; qui sotto mi limito a spiegare come ho fatto io per far funzionare l'intero "accrocco".

Prima di cominciare diamo un nome alle macchine:

Gli indirizzi IP in questione sono liberi per uso privato e dunque ognuno può usarli per la propria rete di casa. Se uno non ha parecchie decine di computer, gli torna assolutamente comodo usare degli indirizzi fissi per ogni computer. Ed io così ho fatto. Detto questo, possiamo procedere alla configurazione del BIDONE.

Prima di tutto, ovviamente, assicurarsi che anche la scheda di rete del BIDONE sia installata e risulti funzionante (oltre che il cavo di rete tra i due computer). Nel mio caso la scheda è una vecchia NE2000-compatibile con addr=0x300, IRQ=11, ed è a questa che faccio riferimento nelle prossime righe. Devo fare questa precisazione perché metà dei "guai Windows" per cui mi hanno chiesto aiuto erano dovuti a questo motivo...

Dunque, dal pannello di controllo, andare su Rete e mettere su soltanto:

Attenzione: il TCP/IP richiede una configurazione più delicata. A scanso di equivoci con name-server e servizi vari, preferisco usare indirizzi IP fissi, per cui torno al protocollo TCP/IP di cui sopra e modifico le sue Proprietà:

Sempre in Rete, nella sezione Identificazione inserire il nome del computer. Nel mio caso, il notebook si chiama BARILE ed il '486 si chiamerà BIDONE. Dunque qui metto BIDONE, con workgroup=WORKGROUP e descrizione "486 antidiluviano" (a essere precisi, connettendo solo due computer, non c'è bisogno di essere così pignoli con workgroup e descrizione del computer).

Infine, in Rete, sotto Controllo di accesso, scegliere il controllo di accesso a livello di condivisione.

A questo punto si può riavviare il BIDONE di Windows.

Non dimentichiamoci di andare nelle Risorse del computer e di attivare la condivisione degli hard disk che ci interessano (ovviamente in lettura e scrittura e senza password): nel mio caso l'hard disk è stato condiviso col nome ardisco.

Nel file /etc/hosts di Linux (e nel file \WINDOWS\HOSTS di Windows) possiamo finalmente assegnare i nomi, ed aggiungere le due righe:


192.168.7.1     barile
192.168.7.3     bidone

A questo punto, da Linux, se non è stata già attivata la scheda di rete (mi raccomando! era supportata dal kernel? era configurata? era stata riconosciuta al boot? non fatemi perdere tempo con questi dettagli!!), la attiviamo col comando: ifconfig eth0 barile up e verifichiamo col ping che tutto sia a posto.

Ossia, da Linux proviamo a usare ping bidone, e da una finestra Prompt MS/DOS di Windows proviamo a usare ping barile (oppure ping 192.168.7.1) così capiamo se ognuno dei due computer "sente" l'altro.

Se entro qualche attimo vediamo mandare e ricevere pacchetti nell'arco di pochi millisecondi, allora siamo a cavallo e quindi possiamo finalmente montare da Linux la directory remota, col comando:


smbmount //bidone/ardisco "" -c "mount /mnt"

Attenzione alla sintassi e alle virgolette!

La "" è la password di accesso, e la "mount /mnt" è una command-string (che dice a smbmount di montare il disco remoto sulla directory /mnt). Per evitare di complicarmi la vita tra password crittografate e password in chiaro, ho preferito fare il tutto senza password. Trattandosi di una rete locale limitata ad una stanza di casa mia e senza accesso esterno, mi sono risparmiato la paranoia delle password.

Eseguiamo dunque ls -al /mnt e... ZOT! ecco l'ardisco pronto per l'uso.

Dimenticavo: se sul PC con Windows è attivo il WinPopup, si possono mandare messaggi popup col comando smbclient -M bidone 

Come, non c'era il supporto Samba nel kernel? Non è necessario il supporto Samba nel kernel se dobbiamo solo accedere ad un disco di Windows!

Performance: vedo che il throughput è circa 380 kb/sec, niente male per un hardware così vecchio, e comunque più che buono per un backup e per un po' di scambio files.

Buon divertimento e buona ballata di Samba!!!


Connessione tra Linux e Apple iMac & LaserWriter via Ethernet

E poi dicono che io parlo bene di Linux... Queste note qui sotto le ho scritte mentre provavo e lavorando col notebook a batteria, ma vanno evidentemente bene per qualsiasi computer basato su Linux e che abbia a disposizione una scheda di rete.

Ecco dunque come ho fatto a connettermi con un iMac (dotato di Finder 8.5 in italiano e 32 Mb RAM) e con la sua stampante Apple LaserWriter Connect 360.

Fase uno. Assicurarsi che siano installati i pacchetti pam-devel, lsof e quota (entrambi presenti sul primo CD della distribuzione Mandrake, l'altro in genere sul secondo CD).

Ricompilare il kernel col supporto Appletalk DDP, e riavviare la macchina. Se è stato compilato come modulo, attivarlo col comando modprobe ipddp (da root, ovviamente!), assicurandosi con /sbin/lsmod che è stato caricato.

Inutile aggiungere che deve essere presente anche il supporto Ethernet nel kernel (per questo notebook è la sis900).

Sempre da root, modificare poi il file /etc/services aggiungendo se necessario queste righe qui sotto - (normalmente sono da aggiungere solo le righe "ddp"):
# appletalk support

rtmp            1/ddp           # Routing Table Maintenance Protocol
nbp             2/ddp           # Name Binding Protocol
echo            4/ddp           # AppleTalk Echo Protocol
zip             6/ddp           # Zone Information Protocol

afpovertcp      548/tcp         # AFP over TCP
afpovertcp      548/udp

Rimediare il pacchetto netatalk dal suo sito ufficiale su Sourceforge netatalk-1.xxx.tar.gz (purtroppo non c'è nella distribuzione Mandrake 8.0). Io ho provato la versione "1.5-pre8".

Da utente root, scompattare il pacchetto da qualche parte (suggerirei in /usr/src/), configurarlo (./configure), compilarlo (make) ed installarlo (make install) senza opzioni aggiuntive.

Fase due. Andiamo nella directory /usr/local/etc/netatalk e aggiungiamo al file atalkd.conf (che normalmente contiene solo commenti) una riga contenente solo "eth0" (senza virgolette!).

Modifichiamo il file afpd.conf aggiungendo una riga (tutto in una sola riga):

- -transall -uamlist uams_guest.so,uams_clrtxt.so,uams_dhx.so -nosavepassword -loginmesg "Bienvenido su Linux!"

Al file AppleVolumes.default (contenente la definizione della sola home directory) si potrebbe aggiungere anche una comoda riga:
/tmp    "Directory di servizio"

Possiamo adesso connettere con il cavo "cross-over" la porta Ethernet del notebook con quella dell'iMac, e finalmente (sempre da utente root) lanciare /usr/local/sbin/atalkd e aspettare un po' di secondi che si metta volontariamente in background. Dato che la mia connessione alla EtherTalk in questione non è permanente, non ho ritenuto necessario lanciare atalkd da uno dei file di /etc/rc.d/,

Fase tre. Col comando /usr/local/bin/getzones -m dovremmo a sapere in che "zona" ci troviamo, ma va stupidamente in timeout perché l'iMac non è collegato ad altri computer. Beh, l'importante è che col comando /usr/local/bin/nbplkup vediamo i nomi dei sistemi e delle stampanti in rete (AppleTalk) - ecco cosa sono riuscito a vedere io (sul solo iMac in questione):


$ nbplkup

BOMBOLO:AFPServer 41201.173:249
BOMBOLO:ARA - Client-Only 41201.173:2
BOMBOLO:PPCToolBox 41201.173:251
BOMBOLO: Power Macintosh 41201.173:252
BOMBOLO:Workstation 41201.173:4

C'è anche un servizio simile al ping, ed è l'aecho: col comando /usr/local/bin/aecho NomeSistema possiamo vedere se dall'altra parte c'è vitalità:


# aecho BOMBOLO:AFPServer
14 bytes from 41201.173: aep_seq=0. time=0. ms
14 bytes from 41201.173: aep_seq=1. time=0. ms
14 bytes from 41201.173: aep_seq=2. time=0. ms
14 bytes from 41201.173: aep_seq=3. time=0. ms
14 bytes from 41201.173: aep_seq=4. time=0. ms

----41201.173 AEP Statistics----
5 packets sent, 5 packets received, 0% packet loss
round-trip (ms) min/avg/max = 0/0/0

A questo punto possiamo avviare anche il server AFPS (/usr/local/sbin/afpd) dopodiché andando sull'iMac alla voce "Consultazione network" del "menù mela", vedremo il sistema Linux pronto per essere sfogliato. L'iMac in questione, su cui era installato il ppp, crede che per connettersi a Linux ci sia bisogno di chiamare via modem, e quindi lo interrompo mentre sta componendo il numero di telefono per connettersi a Internet. A questo punto però esce regolarmente la lista delle directories abilitate (come da AppleVolumes.default di cui sopra): la home directory e la "directory di servizio". Dato che il collegamento non ha richiesto password, è evidente che sta usando un login di tipo guest (cioè utente "nobody", a cui evidentemente è impossibile scrivere se non sotto /tmp); l'uso di login con password è un po' più complicato, e per ora non sento necessità di farlo funzionare.

Insomma, clicchiamo dal Finder su una delle directory Linux che vediamo condivise sull'iMac e cominciamo a trascinarvi files dal filesystem di Linux al desktop dell'iMac e dal desktop iMac verso Linux: FUNZIONA!!!

Fra parentesi: chiedendo lo status della porta Ethernet di Linux, vediamo che è vista come "EtherTalk Phase 2":


$ ifconfig eth0
eth0 Link encap:Ethernet HWaddr 0E:EE:1E:1E:8E:5E
inet addr:192.168.107.42 Bcast:192.168.255.255 Mask:255.255.0.0
EtherTalk Phase 2 addr:65280/117
UP BROADCAST RUNNING MULTICAST MTU:1500 Metric:1
RX packets:16 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0
TX packets:81 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0
collisions:0 RX bytes:1093 (1.0 Kb) TX bytes:3850 (3.7 Kb)

Ora tocca alla stampante. Quella qui a disposizione è una LaserWriter Select 360 con un adattatore EtherMac iPrint Adapter della Farallon (apperecchietto per convertire le vecchie porte hardware proprietarie Apple in porte Ethernet: e noi proprio dell'Ethernet abbiamo bisogno). Per stampare c'è bisogno solo dell'atalkd (l'afpd è solo per permettere all'iMac di vedere risorse di Linux, e va caricato dopo l'atalkd e non prima).

Con nbplkup e papstatus la vediamo attiva (ma solo al termine del suo pre-riscaldamento hardware di una trentina di secondi) ed in attesa ("idle"), mentre con pap possiamo stampare un file in formato Postscript:


$ nbplkup
LaserWriter Select 360:LaserWriter 65280.122:128
$
$ papstatus -p "LaserWriter Select 360"
status: idle
$
$ pap -p "LaserWriter Select 360" /tmp/trullallero.ps
[...]

Purtroppo, a causa di un nauseante bug della versione 1.5-pre8 del pacchetto netatalk, al termine della stampa (che, neanche a dirlo, è andata benissimo) il notebook si blocca senza pietà (dopotutto atalkd funziona con privilegi root). In una prossima release si spera che venga aggirato il problema. Nel frattempo mi toccherà trovare un modo per spedire un file Postscript da iMac alla stampante... bah!

Folklore locale: il mio file Postscript usava LF come terminatore di riga, mentre quelli generati sull'iMac avevano CR, ma è filato tutto liscio lo stesso (non so se per virtù della LaserWriter oppure per qualche filtro di atalkd). Il Postscript della Select 360, così come generato dai software dell'iMac, non viene correttamente interpretato da gv, ma credo che questo fatto non ci possa interessare più che per curiosità tecnica.

Happy "Appling"!!!



Ed ecco, finalmente, la spettacolare foto dell'Asus A1370D...

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