| Below, Sinclair Computer - an Italian computer magazine dated September 1984. |
Il numero che presento qui è datato "numero 6, settembre 1984", 66 pagine, prezzo di copertina L.2500.
Avevo comprato da appena due mesi il mio primo computer, un
Sinclair Zx Spectrum 48k, e finalmente
leggevo qualcosa in italiano!
Questa rivista andrà avanti per un solo altro anno, dopodiché verrà
tristemente assorbita (assieme ad altre due riviste) in un unico mensile
il cui insuccesso era garantito: è triste comprare una rivista "di
computer" che dedica, nel migliore dei casi, uguale spazio ad almeno
una decina di modelli diversi...!
Il vero "sinclairista" italiano non può non rimpiangere l'epoca dei pionieri, con le quotidiane battaglie col mangianastri, col dramma dell'incompatibilità software e hardware anche con i modelli precedenti e successivi della stessa casa produttrice, con lo spremere a fondo ogni più piccola risorsa (video, memoria, velocità, istruzioni più o meno "undocumented", etc), con una passione che certamente supera quella delle più accanite tifoserie...
Anni ottanta, l'epoca dei pionieri dell'informatica casalinga: questi erano i computer che cominciavano a spuntare nelle case. C'era il ridicolo Vic 20 (3583 bytes totali liberi per l'utente, a fronte di una enorme tastiera di mezzo metro di larghezza), il mefitico Commodore 64 (il "Pomodoro", che doveva il suo successo solo a una colossale campagna pubblicitaria, con 38911 bytes totali liberi per l'utente a fronte di una vantatissima "memoria di sessantaquattro kappa", e che girava a 0,98 MHz - zero virgola novantotto megahertz!), qualche sperduto Atari, qualche patetico MSX (che uscirà poi)...
Era l'era in cui a quasi tutti i computer MANCAVA il canonico tasto di reset!!!
No, niente da fare: il migliore in assoluto è sempre stato lo
Zx Spectrum. Frutto delle fatiche di sir Clive Sinclair e della
sua agguerrita squadra di tecnici (come il grande Richard Altwasser),
dopo aver lanciato verso la fine degli anni settanta la prima macchina della
serie, lo ZX80, e subito dopo lo ZX81 versione base (con un INTERO kilobyte
di memoria RAM, compresa la pagina video, l'area per il basic, lo stack
e tutto il resto), e finalmente, nella primavera del 1982, quando lanciò
questa macchina che ha scritto non una pagina, ma un intero libro di storia.
Le riviste "di informatica" spuntavano come funghi, e ognuno pretendeva
di imporre il proprio dizionario. Lo Spectrum era un "home"? "personal"?
"professional"? "micro"? "mini"? "mainframe"? ;-)
A tutt'oggi si vendono ancora (specialmente in Russia)
dei compatibili Spectrum: c'è da chiedersi se un altro computer ha
avuto un successo più che ventennale (domanda retorica: solo lo
Spectrum, ovviamente!!!)
Questa "Sinclair Computer" non era affatto male. Redattori veramente preparati, sinceramente fanatici delle macchine di casa Sinclair, che dovevano spremere nelle poche pagine quante più cose è possibile per gli affamati di novità come il sottoscritto, alternando pagine semplici per i meno esperti a elettronica, disassemblati, codice macchina, per i più facinorosi.
E poi, quei listati anche di 500 righe per uno ZX81 (fra parentesi: lo ZX81 più comune, con 16k RAM, aveva poco meno di 16000 byte liberi per l'utente, poiché mancando di grafica indirizzabile pixel per pixel risparmiava, rispetto allo Spectrum 16k, non meno di 6k RAM!), e poi pagine di disassemblati di ROM e routine assembler generalmente allocate proprio dove davano più fastidio (mitici gli indirizzi $C350 e $EA60, cioè 50000 e 60000 decimali).
E poi ancora, quando si parlava (nelle recensioni, nelle classifiche) dei giochi "più venduti"... che spuntavano puntualmente nelle riviste "pirata" su cassetta (cambiavano qualche scritta e te lo rivendevano per "gioco originale in italiano": ovviamente io non ne ho mai comprato neppure uno!).
Notevolissimo il trafiletto "Grandi manovre" a pagina 54, dove si
parla del futuro Sinclair QL (annunciato a 499 sterline, cioè sopra
il milione abbondante di vecchie lire), che con ogni probabilità
arriverà prima del triste MSX, e sarà dotato di software (Quill,
Abacus, Archive, Easel) capace di competere ferocemente con i sistemi
MS-DOS più agguerriti...!
Grande anche la pubblicità della Sandy, con dischetti da 5.25" da 400 kbytes e velocità di trasferimento da 250 kilobit/sec (che è prossima a essere paragonabile ai primi hard disk dei PC/XT IBM).
E che dire delle stampanti a 80 colonne, con testina a 9 aghi, da 50 caratteri al secondo (in modo veloce) e con interfaccia "Centronics"? Per la cronaca la Centronics, la ditta che ha inventato la porta parallela classica che sta su tutti i PC del mondo ancor oggi, fallì miseramente dopo pochi anni...!
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