| Some notes about in-line skating. Better four or five wheels? What's ABEC? What does mean the number after the wheel diameter? How can I operate the skate brake? |
I pattini in linea sono comunemente detti "Rollerblade", dal nome del marchio più famoso (un marchio peraltro italiano, con stabilimenti di produzione in USA). Il nome inglese è in-line skates, di cui l'esatta traduzione italiana è proprio "pattini in linea".
Prima di tutto, ecco il mio equipaggiamento:
Nei prossimi mesi sarei intenzionato a comprare uno di questi modelli (quando non sarò più indeciso e dopo aver messo insieme i soldi):
Tragico aggiornamento: siccome ho traslocato in una zona dove mancano del tutto spazi per pattinare, dovrò rinviare a tempo indeterminato ogni acquisto...!
Ecco dunque alcuni consigli a proposito dei pattini in linea (in-line skates).
La maggioranza assoluta ha quattro ruote; alcuni modelli "da gara" particolarmente costosi hanno cinque ruote. Qualche anno fa ho visto dei modelli a tre ruote (peraltro ruote molto grandi) ma erano non più che giocattoli strani, che non ho più rivisto in giro: per avere una decente stabilità occorrono almeno quattro ruote. Quelli a cinque ruote sono solo per professionisti "fanatici" il cui scopo è fare in meno tempo possibile un lungo rettilineo piatto e senza ostacoli. Ho visto anche dei modelli a due ruote (ruote piccole), ma sono modelli per acrobazie e tricks, non servono per andarsene in giro.
La velocità massima è direttamente proporzionale al diametro delle ruote, mentre l'accelerazione è inversamente proporzionale. I pattini in linea generalmente qualificati con "aggressive" hanno ruote molto piccole (e quindi grande accelerazione ma scarsa velocità massima; i modelli più venduti hanno ruote da 52 a 56mm circa) e sono usati per lo più sulle piccole piste, acrobazie sulle half-pipe, etc. Per il fitness vanno bene dai 70 agli 80mm circa. C'è da notare che quanto più sono grandi le ruote, tanto più è lunga la "slitta" di appoggio, e tanto meno sarà facile e comodo manovrare in spazi angusti o a bassa velocità (capirete: quattro ruote da 100mm significa oltre 40cm di "area occupata" longitudinalmente sul piede!).
La maggioranza dei modelli arriva fino a 80mm di diametro (ci sono alcuni che pur montando ruote da 80mm sono previsti per montarne da 84mm; ci sono altri, come il sopracitato Roxa Dragster, che montano ruote da 100 e 110mm). Un buon compromesso (buona velocità massima e accelerazione decente) per chi ama andare tranquillo su superfici lisce o su asfalto, è dai 74 agli 82mm. Per chi comincia, è bene non usare ruote troppo grandi; una volta presa buona confidenza coi pattini, si potranno montare ruote di diametro maggiore.
Più sono dure le ruote e meno assorbono le piccole asperità del terreno (non sempre ci capiterà di andare in giro su una pista perfettamente liscia, o almeno asfaltata). Il grado di durezza è il parametro indicato con una "A", in genere subito dopo il diametro delle ruote. Ancora per l'asfalto, un buon compromesso sulla durezza è tra 78A e 82A. Le più morbide che ho visto sono sui 75A; quelle da 82A cominciano già ad essere un pochino scomode su pavimentazioni "grattugiate" (personalmente ci ho fatto l'abitudine, ma non per tutti potrebbe essere così). Per superfici perfettamente lisce, si vedono in giro ruote durissime (84A, 85A).
No, è "ovale" o "tonda" la forma esterna (non guardandole di profilo ma di taglio); quelle "tonde" si prestano meglio ad acrobazie (poiché a qualsiasi angolo sta il piede, tocca terra sempre la stessa "quantità" di ruota: il che è ideale per curve e curvoni); quelle "ovali" sono ovviamente meglio per i rettilinei e per chi non esagera con le curve. Ci sono in giro perfino dei pattini con due ruote "tonde" e piccole davanti, e due ruote di diametro leggermente maggiore (e "ovali") dietro.
È un indicatore di quanto attrito hanno le ruote. Più è alto il valore e più è basso l'attrito dei cuscinetti. I pattini in linea che si trovano in giro hanno in genere ruote capaci di ABEC 5 o ABEC 7 e alcuni addirittura ABEC 9; quest'ultimo è quasi sempre di modelli di assai alta qualità. L'ABEC 1 è ovviamente la versione più economica (giocattoli).
Eh, già: ho provato con mano (e soprattutto con piede) la differenza tra un ABEC 3 e un ABEC 5 e... miseriaccia, quasi si vede a occhio nudo, ancor prima di infilare i pattini e andarci un po' in giro! (per fortuna le ruote sono sostituibili). Per cui suggerirei di considerare quelle ABEC 3 al più come "base per imparare", e di tenere successivamente presenti solo quelli almeno ABEC 5.
Perché "Rollerblade" è una marca, non un nome generico. È come dire "dammi uno Scottex" anziché "dammi un fazzolettino di carta" (sapevate che anche il "Ferodo" dei freni è un nome commerciale anziché un nome generico? e lo "Scotch" per definire il nastro adesivo, e tanti altri ancora). La Rollerblade ha i suoi stabilimenti in USA, ma ha da vari anni il suo quartier generale in Italia (prima era della Benetton, ora è della Tecnica Group). Li chiamo "pattini in linea" perché mi sembra che questo termine renda di più l'idea; se parli a qualcuno dell'in-line skating allora ti guarderà con aria a dir poco interrogativa...
Per i pattini dotati di freno (generalmente al piede destro), alzando la punta del piede destro (cosicché il freno che sta dietro il tallone tocca a terra e fa attrito). La Rollerblade ha sviluppato un freno particolare che non necessita l'alzare la punta del piede, ma non l'ho ancora visto dal vivo e quindi non posso giudicare.
Comunque, la domanda "come si fa a frenare?" dimostra che non avete mai fatto più di un metro con i pattini in linea: per frenare basta fare traiettorie non rettilinee (girare in tondo in poco spazio). Provare per credere! Sui miei Rollerblade ho anch'io il freno sul piede destro, ma non ho mai sentito la necessità di utilizzarlo.C'è in effetti qualcuno che ha inventato un freno che va per attrito volvente anziché attrito radente, permettendo frenate spettacolari in pochissimo spazio. Si tratta di un ruotino, montato su entrambi i pattini all'altezza del tallone: alzando le punte di entrambi i piedi, il ruotino tocca terra (ma senza lo stress dell'attrito radente, dunque senza sbilanciare il corpo) e costringe in frenata le due ruote posteriori.
Il risultato è eclatante: una frenata sul rettilineo da 100 km/h a 0 km/h in meno di 39 metri (praticamente quanto una Porsche).
Si tratta del "Flamingo" del SuperSkate della PSI, che a breve andrà in produzione.
Perché avendo pattinato con pattini in linea "normali" ed avendo fatto fatica con le ginocchia (ci si stanca a pattinare per più di un'ora!) vorrei provare a passare ai Roces per il loro sistema "Biomex" (brevettato, pertanto ce l'hanno solo loro). In quel caso la linea delle ruote non segue la linea esatta del piede, ma ha un asse leggermente incurvato verso l'interno, che segue più naturalmente i piedi quando le ginocchia sono leggermente piegate e in tensione (fattore soggettivo: dipende evidentemente dalle abitudini dei tuoi piedi). Il design dei pattini col Biomex della Roces tiene conto di questa caratteristica.
Inclinando leggermente l'asse di un piede (per cui le ruote toccano terra ma non scivolano) e trascinandosi sullo stesso (cioè posizione a "T" dei piedi): manovra non proprio semplicissima per chi sta appena cominciando ad imparare.
Ugualmente, "dondolandosi" sui piedi, ci si mette subito in movimento: è la cosa più facile (e quella da imparare il primo giorno).
Cominciare a pattinare è facilissimo: basta saper "dondolare" e tenersi in piedi (cosa che si impara nel corridoio di casa in meno di una serata); le difficoltà vengono dopo - salire su uno scalino senza fermarsi, oppure frenare "con i piedi a T", non sono cose che s'imparano automaticamente. Per imparare è bene guardare cosa fa chi sa già pattinare. Ognuno ha il suo stile; chi con le ginocchia piegate, chi (purtroppo) con le gambe irrigidite, ma guardare per qualche minuto da vicino come pattina qualcuno è certamente la miglior lezione teorica che potete avere.
Dopo aver imparato a stare in piedi (!) deve imparare a... "ondeggiare", a "ballare" tra un piede e l'altro. Nessuno me lo ha insegnato: l'ho appreso in quei primissimi cinque minuti della mia vita in cui indossavo i pattini in linea (alla faccia di chi dice - per lo più per manifestare la propria ansia - che sia difficile imparare a pattinare). L'equilibrio è facile mantenerlo quando si è fermi o a bassa velocità. L'importante è che le gambe "capiscano" che pattinare è come camminare: ad eccezione di quando si è fermi o a bassa velocità, una gamba è "in tensione" (schiacciando il peso verso terra) e l'altra è "in dinamica" (magari staccata da terra). È come "spazzolare" la traiettoria una volta col piede destro, e una col piede sinistro, col vantaggio che quando si "stacca" un piede lo si può girare per cambiare direzione. Tipicamente la gamba "stacca" e riporta il piede verso il centro, per poi "riattaccare" e schiacciare verso l'esterno (mentre l'altra gamba "stacca"). È come imparare a guidare l'automobile: i primi giorni si è imbranati e concentratissimi (per eseguire tutti i movimenti secondo regolamenti e consigli pratici), poi ci si "abitua" e si riesce a guidare parlando e ascoltando la radio: una questione di "educazione", insomma.
...mentre noi non possiamo farlo (è proibito dal codice della strada, e per giunta c'è la mentalità che chi pattina è poco meno che un pirata della strada).
In compenso possiamo pattinare sulle piste ciclabili (laddove ci sono), come da testo approvato dal Senato l'8/3/2001 (G.U.31/3/2001, art.2 comma 1 lettera DD, "pattini a rotelle, nonché tavole a spinta, possono circolare nelle piste ciclabili, con l'obbligo di osservare il comportamento prescritto per i pedoni").
In USA i pattini in linea sono considerati alla stregua di una bicicletta (con tutto ciò che ne segue: dare precedenza, rispettare i semafori, etc). In Italia no. Non dovremmo lamentarci troppo, visto che - almeno dalle mie parti - tutte quelle salite, discese, traffico, strade strette, sono davvero pericolose per chi pattina...
Pertanto il primo problema non è "scegliersi i pattini", ma "trovare uno spazio sicuro e tranquillo per pattinare"!!! Villa comunale, piste ciclabili (che non attraversino strade), parchi, etc, e devono essere perfettamente pianeggianti (i principianti si scoraggiano con le salite e potrebbero pasticciare con le discese non banalissime), devono essere poco trafficate (la villa comunale, di domenica mattina, pullula di pensionati, carrozzine con bambini, cani imbranati, bimbi in bicicletta, etc), sufficientemente lisce (sconsigliatissimi i tratti polverosi, acciottolati, etc) e dove si è certi di non disturbare (non è per niente divertente farsi cacciare a pedate dalla vigilanza che pensa che siate lì per fare spionaggio industriale).
Si tratta solo di nomi commerciali; quelli "aggressivi" sarebbero quelli "da strada", cioè con ruote piccole, cioè con molta accelerazione, per acrobazie; quelli "fitness" sarebbero invece quelli con ruote grandi ("grandi" è un concetto relativo; in commercio pare indicare almeno 70mm di diametro), che pertanto hanno meno accelerazione ma permettono una maggiore velocità (quelli a cinque ruote permettono ancor maggiore velocità). Non ha molto senso comprare quelli con ruote piccole per il "fitness" poiché ci si stancherebbe più velocemente. Peraltro da parte mia penso che non ci sia bisogno di fare evoluzioni acrobatiche (e a rischio di cadute) per divertirsi e fare un po' di moto.
Quelli da "corsa" hanno le ruote molto grandi (90mm e oltre), hanno poca accelerazione, ma reggono bene la velocità (chiaramente su tracciati lisci almeno quanto l'asfalto).
Carissimo, finché ti funzionano le gambe, non c'è mica stabilito un limite di età o una quantità minima di acrobazie da eseguire! E poi non è mica obbligatorio vestirsi come scaricatori di porto squinternati, coi jeans larghi come gonne a campana ottocentesche (e col cavallo all'altezza delle ginocchia) e massacrare pattini da duecento-trecento euro solo per far vedere di appartenere alla categoria dei figli di papà... Pattinare serve a divertirsi, non a fracassarsi le ossa o a sprecar soldi. E il ricovero per i sopracitati tizi è per lo più in manicomio o all'asilo infantile; l'associazione ai "graffitari" che imbrattano muri con gli spray è puramente per ragioni commerciali (a quel negoziante interessa vendere, non interessa mica educare alla civiltà i propri clienti!).
...e se hai notato bene, i pattini hanno assorbito benissimo l'urto; per giunta quei graffi e quello sporco danno ai pattini un'onorevole aura di "vissuto", di "esperienza" (in senso positivo). Complimenti! Hai finalmente scoperto che sei più fragile tu che i tuoi pattini, e che anche una piccola caduta può lasciarti un piccolo fastidioso "ricordino" ai polsi per parecchie settimane. Quando si cade, quasi sempre ci si ripara istintivamente con le mani: ecco perché insisto che le polsiere sono la protezione migliore.
Guarda, gli ultimi giorni li ho passati proprio a sconsigliare i pattini ai... bambini - c'è troppa gente che pensa che basta comprarli per saperli usare senza cadere mai. E ho risposto sempre che se uno non ha almeno 12-13 anni, non è il caso di provarci.
Per i pattini, segui la solita "scaletta" di operazioni e verifiche:
- identifica qualche posto dove puoi pattinare comodamente (villa comunale, cortile di dove abiti, etc): senza auto, senza mamme con carrozzine, senza gente che gioca a calcio, etc.
- decidi quanto vuoi spendere; fino a 70-80 euro "economico"; da 70-80 a 120-140 "lusso"; oltre i 140-150, "esagerato" (per imparare non è il caso di spendere troppo). Se ne trovano usati anche a 15-20-25 euro, ma vai un po' "a fortuna", perché c'è gente che li usa una sola settimana (e dichiara di averli usati solo una mattinata) e riesce a sfasciarli per bene (sembrano nuovi e invece hanno una ruota che non tocca terra, oppure un asse storto, oppure una che sembra "troppo frenata" e non scorre liscia, oppure più ruote difettate... c'è gente che a comprarli usati ci ha trovato residui di cacche di cane sulle ruote, oppure le scarpette ancora zeppe di sudore marcio dei piedi del primo proprietario, etc).
- per cominciare, basta trovare un modello decente per non correre troppo (dunque ruote da 70 a 78mm, non di più). Ti eserciti nel corridoio di casa (i muri ti faranno da sostegno); quando saprai "camminare" potrai passare al cortile, dove imparare a girare, fermarti, etc. Poi si può passare a qualcosa di più "difficile" (il parco, la villa comunale, etc).
Questo significa che i pattini sono stati usati molto (e male), poiché in condizioni normali le quattro ruote girano "lisce" e toccano tutte contemporaneamente a terra allo stesso modo. Può succedere, per esempio, se si va a sbattere contro un muretto o marciapiede: sull'asse della ruota anteriore finisce tutto l'urto. La cosa comica è che quando le ruote sono disallineate come dici tu, diventa apparentemente più facile fare le curve tenendo pestati entrambi i piedi verso terra. Direi comunque che se il "disallineamento" non è drammatico, ci si può ancora divertire parecchio (c'è gente che li mette così di proposito; questa caratteristica mi pare venga detta "Rockering"; altri usano addirittura la prima e l'ultima ruota con un diametro di uno o due millimetri inferiore a quelle centrali).
Altrimenti, mano al chiavino esagonale e sostituiamo gli assi piegati o le ruote consumate. In ogni caso, anche se uno non li stressa troppo, ogni 12-18 ore di utilizzo le ruote vanno ricontrollate tutte, ed eventualmente cambiate di posizione...
Nota: ho risposto anche in quest'altra pagina.
Sinceramente, anche se in giro ho visto parecchi bambini "a otto ruote" (anche abbastanza bravini), sconsiglierei l'uso dei pattini in linea. Sia per motivi psicologici (la prima brutta caduta farà forse più male a livello psicologico che al fisico) che per motivi pratici (i bambini non hanno mica il controllo delle gambe di un adulto, anche se apparentemente sembrano cavarsela bene).
C'è poi quella triste moda dell'appioppargli il casco, trascurando il fatto che la prima protezione sono le polsiere: nove cadute su dieci si "atterra" sulle mani, e non è bello avere un polso dolorante per due mesi per una banalissima cadutina; in secondo luogo vengono gomitiere e ginocchiere. E poi, sempre per i genitori, spendere una barca di soldi per pattini e protezioni, trovare un posto per pattinare, assistere alla prima caduta e mettere a raccogliere polvere l'attrezzatura usata solo una volta, non dev'essere molto allegro (specie se l'idea dei pattini era venuta ai genitori anziché ai figli... e sempre che per questi ultimi non si tratti di una infatuazione passeggera infantile dopo aver visto il cartone animato dell'eroico pattinatore che grazie alla pattinata iperacrobatica salva il mondo). Insomma, per i bambini è meglio la bicicletta, molto meno rischiosa perché molto meno "eroica". Quando sarete sicuri che hanno abbastanza fiato, abbastanza controllo delle gambe, abbastanza decisione (piuttosto che "infatuazione per i pattini in linea"), allora potrete (potranno!) cominciare a pensarci.
Secondo me, se ti poni questa domanda, farai bene a cambiare sport e passare a qualcosa di più acrobatico e pericoloso, per esempio il gioco degli scacchi... magari ripensando a quando hai chiesto ai tuoi di comprarti una bicicletta per andartene scorrazzando in giro per il parco, e all'assunzione di un professore di biciclettismo molto famoso, che con un corso teorico/pratico di sole centosedici lezioni da novanta minuti ciascuna...
Come già detto più volte, pattinare è piacevole solo finché non diventa pretesa di diventare campioni di acrobazie spericolate (e per giunta fin dal primo giorno).
Ho cominciato a pattinare a gennaio 2006 e fino ad oggi ho collezionato solo due piccole cadute (non "rovinose": non mi si è neppure sporcato un po' il pantalone), in entrambi i casi perché volevo strafare salendo uno scalino in velocità. È come per i tuffi: se non te la senti, tìrati indietro; non è come al biliardo, dove "chi osa vince"; finché i pattini non suonano "familiari" alle gambe, non è il caso di tentare dicendo "speriamo bene".
Devo anche aggiungere che d'inverno (quando ho cominciato a imparare) ho pattinato anche col cappotto (oltre che con lo zaino in spalla).
Sento talvolta dire che le cadute sarebbero "necessarie" per imparare, ma questo mi sembra un "farsene una ragione" da parte di chi ha voluto strafare fin dal primo giorno. Da parte mia, per le prime uscite coi pattini non ho mai preteso di far nulla di eccezionale. La familiarità coi pattini, cioè l'abituarsi a "pestare" su un piede alla volta, è venuta fuori nelle prime 3-4 ore totali di pattinaggio; la velocità decente (cioè riuscire a stare in linea con una persona che proceda a piedi a passo sostenuto) è venuta naturale dopo altre 8-12 ore totali di pattinaggio; il salire sullo scalino (salire sul marciapiede senza fermarsi, ma a velocità non sostenuta, di "taglio" a 45 gradi, non direttamente) pure è stato abbastanza facile dopo altre 4-6 ore totali. Sono lentuccio a imparare, eh? Ma non avevo mica tanta fretta di diventare un "campione"! (per questo vado a pattinare dove nessuno mi conosce!) :-)
Presto altre notizie... Nel frattempo clicca qui per vedere dove pattiniamo!
Come già detto sopra, prima bisogna scegliere accuratamente il posto (per i più fortunati: "i posti") dove pattinare, e poi si può cominciare a indagare per l'acquisto dei pattini. Altrimenti si fa "la fine del computer": prima si compra un modello superpotente (o un chiodo spacciato per gioiello) e poi dopo il primo pomeriggio di frustrazione lo si lascia in un angolo a raccogliere polvere fino alla consumazione dei secoli.
Incredibile ma vero: non potete immaginare quanta gente ha copiato o linkato questa pagina senza ringraziarmi! :-)
E non è tutto: finora diverse persone (per lo più ragazze! WOW!!! e poi dicono che le donne non sono riconoscenti!) mi hanno scritto una email per ringraziarmi per quanto ho pigramente e sconnessamente annotato in questa pagina.