| Below, "Radio, Electronics and Computers" (Radio Elettronica & Computer), an Italian computer magazine dated March 1984. |
Ma c'è anche qualcos'altro. Ricordate gli strumenti di Radio
Elettronica & COMPUTER? Una serie assolutamente professionale e
di alto livello. Ecco: guardateli ora, tutti allineati nel rack,
con i loro frontalini serigrafati e tutto il resto. Non sono una
bomba? Quanto costerebbe un unico strumento con tutte le funzioni
offerte dalla nostra soluzione? E quanto valutare il piacere di
poter dire: ebbene sì, questo strumento così professionale l'ho
realizzato io, con le mie mani! E ancora, per gli appassionati di
elettronica e computer insieme, le nostre interfacce: una per il
monitor, l'altra per collegare Vic e Commodore a qualsiasi
registratore a cassette."
Questa è la rivista Radio Elettronica & COMPUTER. La più diffusa rivista di elettronica, 82 pagine, lire 3000, anno XIII numero 3 (marzo 1984), della Editronica di Milano, riciclava (pagandone regolarmente i diritti) articoli e progetti di Radio Plans ed Electronique Pratique del gruppo francese Societé Parisienne d'Edition. Il software, invece, sembra per lo più di provenienza italiota.
L'accento dato al software (tanto da far scrivere «COMPUTER» in maiuscolo allo stesso direttore) è dovuto al fatto di essere nel periodo d'oro dei pionieri dell'informatica, con finalmente (quasi) un home computer ovunque, e tanta voglia di smanettare.
Il costo è apparentemente eccessivo (3000 lire) ma la carta rigida ha resistito tranquillamente vent'anni, e comunque i progetti di elettronica ed i software presentati sono di una discreta qualità.
Io ovviamente non l'avrei comprata, sia perché all'epoca mi interessavo ancora troppo poco di elettronica, sia perché un paio di software per lo Spectrum e uno per lo ZX81 non giustificavano la spesa.
A pagina 8 si recensisce il nuovo Sinclair QL:
"C'era una volta lo ZX80 e oggi c'è QL. Ecco, in sintesi, la bella
favola che ha visto la Sinclair sempre vittoriosa nell'intricato,
caotico mercato dei microcomputer. All'arrivo di ogni novità dalla
casa britannica, ci si chiede sempre che cosa mai si sarà riusciti
ad inventare di nuovo per superare le meraviglie della macchina
precedente. E il QL (sta per «Quantum Leap», in italiano vuol dire
salto di qualità) non delude le aspettative: 128K di memoria RAM
e due microdrive incorporati da 100K per cartuccia sono il suo
biglietto i visita; la possibilità di intercollegare sino a 64
unità con le relative periferiche (oppure di collegare altrettanti
Spectrum), il monitor a colori, il nuovo sistema operativo QDOS e
il software di base fornito unitamente all'apparecchio la sua carta
d'identità. Il QL è basato sul Microprocessore 68008 della Motorola,
e da esso ricava tutta la potenza di un'architettura di elaboratore
a 32 bit, superiore dunque alla grande maggioranza delle macchine
attualmente in commercio. La già amplissima memoria potrà essere
estesa a 640K mediante una scheda esterna, la tastiera è molto
robusta e il look esterno modernissimo e di gusto ineccepibile.
E il software? La versione-base del QL viene fornita con quattro
packages scelti tra i più utili: l'elaborazione testi, spreadsheet,
grafica commerciale e gestione archivio dati. Tutti programmi scritti
appositamente per il QL e tutti interattivi: i dati possono essere
liberamente trasferiti dall'uno all'altro e la presentazione sul
video, omogenea per tutti i programmi, riporta ampie istruzioni per l'uso
che durante l'elaborazione possono venire ulteriormente ampliate premendo
l'apposito tasto Help. QL può pilotare anche una TV e le possibilità
grafiche sono, in ogni caso, spettacolari. In commercio in Italia a
partire dalla seconda metà del 1984, QL costerà meno di 1,5 milioni."
A pagina 11 c'è un'interessante hit-parade delle citazioni dei
sistemi operativi negli articoli della CXP, che annualmente redige
un rapporto esaminando circa 1500 software applicativi. Riporto
testualmente:
CP/M e MP/M: 28,6%
MS-DOS: 11,5%
Prologue: 9,4%
Unix: 3,8%
CP/M-86 e MP/M-86: 2,7%
MEM-DOS: 2,7%
Pascal-UCSD: 1,7%
Oasis: 1,4%
Il Windows era ancora molto, molto al di là da venire (la Xerox aveva inventato il "sistema a finestre" con mouse e schermi anche 1024×768 già nel 1973, dieci anni prima!). Perfino l'MS/DOS era ancora assai lontano dall'affermarsi come standard (eppure il PC IBM era uscito da ormai un anno, e a breve si sarebbero visti i primi "compatibili").
La vita degli home computer finirà quando il costo di un "compatibile IBM" sarà pressappoco paragonabile ad un home. Il mio primissimo PC/XT mi costò infatti solo settecentomila lire (e vi usai il monitor Hantarex su cui avevo lavorato con lo Spectrum: la scheda CGA che avevo preso, infatti, aveva anche l'uscita «composite»).
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