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"The Home Computer Course" (Orbis Publishing Ltd, London 1983) was translated in Italian in 1984 by... er... uh... some Commodore fans ;-)
Nel 1983 in Inghilterra la Orbis Publishing Ltd di Londra pubblicava "The Home Computer Course" (corso di computer caserecci). A ottobre 1983 l'Istituto Geografico De Agostini registrava la testata "Il mio computer. Corso pratico di informatica: micro, mini e personal computer", consistente nell'adattamento e traduzione dell'opera inglese; ed ecco in edicola il primo numero, con in omaggio il secondo, ed una "eccezionale offerta dei computer Commodore". Hmm...

Un mio ex vicino di casa compra i primi numeri, in modo da imparare qualcosa e saper quale computer scegliere per il Suo Futuro. Spiegazione dei wordprocessor

L'unico vero motivo per cui mi sarebbe interessata era di apprendere quali caratteristiche avessero gli altri home-computer in circolazione per poterle rapidamente implementare sul mio Zx Spectrum. Ovviamente non la comprai, ma mi furono più tardi regalati questi numeri...

L'enciclopedia era in 96 fascicoli; non ricordo più quanto costava il singolo fascicolo, certo è che l'abbonamento completo veniva a costare poco più di 230mila lire, e posso quindi presumere un prezzo di copertina di 2500 lire (davvero molto, nel 1984, per dei fascicoli di appena venti pagine ognuno).

A pagina 4 del primo fascicolo si dice che la CPU di un computer è "spesso un 6502 della MOS Technology o uno Z80 della Zilog". Ehi!!! Gli Z80 erano ben più famosi dei 6502, che nel 1984 erano assai in declino...

A pagina 6 e 7 si vedono i sedici computer "più diffusi in Europa". Accanto ai pochi conosciuti in Italia (Olivetti M10, Commodore 64, Vic-20, Spectrum, Zx81, Ti 99/4A, Atari 400) si vedono degli strani arnesi come il Lynx, l'Oric-1, il Colour Genie, il Sord-M5, il Dragon 32, e altre macchinette che evidentemente erano in vendita nell'Inghilterra del 1983 ma che in Italia non avevano avuto altrettanto successo.

Ad ognuno di questi computer è associato un commento. Dopo aver letto i commenti, comincio a capire che qualcosa non quadra. Un'enciclopedia così costosa, dal nome così altisonante, e con l'intenzione di presentare un confronto tra tutti i computer in circolazione, in teoria doveva essere quanto più possibile precisa ed imparziale, ed invece non era così. Mi permetto pertanto qualche commento un po' pepato, ricordando come stavano in realtà le cose.

Metto qui in parallelo i commenti del Commodore 64 e dello Zx Spectrum, per vedere quale dei due campioni di vendite in Italia era da loro considerato il favorito:

Commodore 64Sinclair Zx Spectrum
Memoria standard: "64 Kbyte; non espandibili".

Cominciamo male, c'è già una grave menzogna. Si tratta della memoria detta "standard": questo è l'unico dei 16 computer recensiti lì che viene spacciato per "64k RAM", ma non si dice che appena acceso il Commodore 64 scrive "38911 bytes free". Poco più della metà della RAM? E che fine hanno fatto gli altri VENTISEI kilobytes di memoria? Semplice: ci sono ma non ci sono...! Ci sarebbero alcuni kbytes in più se uno smette di usare il Basic, e forse si riesce a sfruttare anche qualche altro kilobyte, ma "64" è il nome commerciale del computer, NON la memoria disponibile totale! Nei 64k di indirizzamento, infatti, devono trovar posto (chi qui, chi là, in un allegro guazzabuglio di spazi) le aree di I/O (CIA, VIC, SID...) e varie altre cose (character ROM, kernal, DR/DDR, registers, etc). Se il «64» ha davvero tutti e 64k i "kappa" dichiarati anche in una delle scritte all'accensione, perché le aree di I/O rendono inutilizzabili diverse fette di memoria? Perché il Basic può usarne poco più della metà della memoria? Con quello che costavano le memorie RAM all'epoca, ci si poteva permettere di sprecarne? Dunque, che detto spreco ci sia stato o no, è sempre MENZOGNA dire che il «64» avrebbe "veramente" 64k totali di memoria utilizzabile!

Naturalmente, nel conteggio dei "kappa" utilizzabili, occorre ricordare che a seconda dei modi grafici occorre sottrarre la cosiddetta "memoria video"...!
Memoria standard: "16 o 48 Kbyte; espandibili fino a 48 Kbyte".

Sarebbe da precisare che il modello da 16k era la versione economica dei primissimi tempi, che lo Spectrum per eccellenza fu sempre il 48k, e che comunque già dall'inizio del 1984 (anno di pubblicazione dell'Enciclopedia) si trovavano in giro solo i modelli da 48k...! Inoltre, dei "48 Kbyte", non considerando la memoria video (peraltro tutta bitmapped, indirizzabile pixel per pixel!) e la successiva breve area delle variabili di sistema, restano disponibili all'utente poco più di 41,5 kilobytes contigui (peraltro alcuni compilatori, copiatori, disassemblatori, sfruttavano come area dati anche i quasi sette kilobytes della memoria video) dunque surclassando abbondantemente il concorrente vanesio e sbruffone tanto sulla memoria immediatamente utilizzabile quanto sull'onestà della presentazione e della pubblicità (insomma, lo Spectrum "48k" aveva davvero tutti e 48k, dal primo all'ultimo bit)!

I computer "diffusi" in Europa...
Collegabile a: "registratore a cassette, TV, monitor, unità dischi, stampante, joystick".

Seconda serie di mezze verità e vere menzogne: salvo il TV e i joystick, per lunghissimo tempo si trattò di unità "proprietarie", cioè prodotte dalla stessa Commodore e vendute a peso d'oro. Quanto successo avrebbero mai potuto avere unità a dischi "compatibili Commodore"?

C'è poi da specificare che l'unità 1541 era nota per la sua allucinante lentezza giacché trasferiva un solo bit alla volta! Evidentemente in casa Commodore era più importante l'aspetto esterno (quello di un grosso scatolone di plastica grigia, zeppo di componenti) che l'utilizzabilità e la velocità operativa...! Infatti il più banale dei "turbotape" dello Zx Spectrum SURCLASSAVA AMPIAMENTE la velocità del costosissimo floppy drive originale Commodore! Un qualsiasi mangianastri senza marca pilotato dallo Spectrum era assai più efficiente della Potente Unità 1541!!
(fra parentesi, i numerosi e diffusissimi "turbodisk" del «64» non riusciranno mai ad eguagliare la velocità galattica dei floppy drive dello Spectrum, limitandosi a raggiungere semmai i "turbotape" dello stesso Spectrum...! Non è un caso che per lo Spectrum non sono mai esistiti i "turbodisk" o "turbomicrodrive": semplicemente le periferiche venivano sfruttate già al massimo delle loro capacità. Ed è assolutamente significativo che questa necessità di ricorrere a software esterni per far andare più decentemente le costose periferiche Commodore venga vantata come se fosse una "Grande Potenzialità" del «64»! Esattamente quello che succederà diversi anni dopo con la feature della "virtual cache" dei primi '486 economici: l'assenza di una grande feature viene spacciata per grande feature!).

Inoltre la Commodore non abbandonerà mai le sue manie di lentezza visto che il costosissimo e preziosissimo successore del «1541», il drive Commodore 1571, trasferirà dati a circa 1,5 kbytes/sec, cioè MOLTE VOLTE MENO del Microdrive Sinclair!)
Collegabile a: "registratore a cassette, TV, micro unità a dischi, modem, mini stampante, joystick".

Già all'epoca dell'uscita di questi fascicoli c'era un'enorme quantità di gente che usava un monitor con lo Spectrum. Certo, c'era da fare una modifichina interna, sì, ma a costo zero (e la feci perfino io, quattordicenne e totalmente a digiuno di elettronica! a tagliare un filo e a portarlo fuori siamo tutti bravissimi). Ai "fanatici del monitor" (allora come oggi) resti chiaro anche il fatto che l'uscita TV dello Spectrum era a dir poco superlativa.

Per "micro" unità a dischi pare che si intenda il Microdrive Sinclair, ma già all'epoca dell'uscita di questi fascicoli erano disponibili numerose interfacce per lavorare con i floppy disk (per esempio, la Disciple e la Sandy) che andavano alla velocità della luce perfino rispetto ai drive del PC IBM, talvolta addirittura più economici degli stessi microdrive Sinclair (e in ogni caso SEMPRE più economiche del costosissimo concorrente tutto "fifì"), e per lo Spectrum pure erano di moda stampanti a 9 aghi formato A4 (vedi sotto).
Quanto al modem, occorrerebbe precisare che tipo di modem, visto che lo Spectrum non aveva una porta seriale di serie (l'aveva solo con l'Interface 1 della Sinclair); forse gli inglesi intendevano l'accoppiatore acustico (quello che si appoggiava sulla cornetta, come in uso durante i primi anni ottanta, compatibile con qualsiasi computer capace di generare un'onda audio da software) oppure il modem per packet-radio, che si collegava (come per l'accoppiatore, senza modifiche o aggiunte all'hardware dello Spectrum) alle porte MIC/EAR (quelle del registratore a cassette).
E poi, la "mini stampante"...! la gloriosa Zx Printer (nata ai tempi dello Zx-81, e all'epoca ancora un ottimo compromesso tra prezzo e prestazioni) ne esce quantomeno insultata e maltrattata; eppure per un altro computer (l'Oric-1) appena qualche centimetro a destra, si parla pomposamente di una "stampante a 4 colori" che era nulla più che un plotterino giocattolo, assai più piccolo ed umile e lento della Zx Printer: chissà perché quella dello Spectrum è invece solo una "mini" stampante...! Possibile che per pubblicizzare la Commodore occorra mistificare e denigrare gli avversari? Ci voleva così tanto ad ammettere che non era fatta per grossi volumi di stampa?
Altro piccolo dettaglio: si è trascurata l'Interface 1 della Sinclair, che aggiungeva, fra le altre cose, una porta seriale RS232 (all'epoca una grossa percentuale delle stampanti in circolazione aveva l'interfaccia seriale) più il networking (sia pure in standard Sinclair). Non voglio comunque citare la spaventosa marea di periferiche create fin da subito per lo Spectrum, spaziando dal fai-da-te al professionistico, dalla penna ottica al sintetizzatore vocale, dalle interfacce joystick ai convertitori analogico-digitali, da sistemi a rele' agli eprom-programmer, etc, per non parlare di quel che i radioamatori si sono scatenati a inventare...!

Insomma, per lo Spectrum c'era una vera valanga di periferiche economiche ed affidabili (ad eccezione ovviamente del Microdrive Sinclair, una trovata di sir Clive geniale ma costosa e poco sicura), segno peraltro anche della semplicità con cui era possibile approcciare la macchina.
Aspetti positivi: "ottima e veloce gestione della grafica sullo schermo. Effetti audio molto buoni".

Menzogna colossale! Cosa significa "ottima e veloce"? Il termine "ottima" sembra voler intendere "questo computer ha uno sprite controller per facilitare la creazione di giochini"; mentre "veloce" sembra voler MENTIRE sulla effettiva velocità della CPU - un 6510 ad UN solo megahertz, anzi, per essere precisi, a 985.248 hertz: ZERO VIRGOLA NOVANTOTTO MEGAHERTZ!!! Un terribile lumacone anche per l'epoca! E se qualcuno ancora credesse inopportuno citare "i megahertz" dei processori, lo inviterei a leggere il confronto tra Z80A e 6510 su un programma assembler scritto in modo da favorire al massimo il 6510... ed il Commodore 64 viene tragicamente sconfitto a causa della sua inesorabile lentezza!

Il tipico commodoriano, quando gli si ricorda qualcuna delle numerose e gravi pecche del suo computer, insiste sempre con lo stesso slogan: "sì, ma c'era un programma che...". Floppy drive lento? "ma c'era un programma che...". Basic vergognoso? "c'era un programma che". Registratore lento? "c'era un programma che". Senza specificare (ma guarda!) che questi "programmi che" erano molto meno maneggevoli di quanto possiate immaginare...
Tragicamente per la velocità non c'era nessun "programma che", e quindi i commodoriani erano obbligati a negare l'evidenza, con slogan tanto falsi ed ingenui quanto triti e ritriti: "il «64» era Potente e Veloce"...!

Quanto al SID, il device sonoro, aveva sì effetti audio "molto" buoni (volendo essere ottimisti speriamo vivamente che tale asserto non sia basato solo sul fatto che l'audio del «64», uscendo dal TV, sia amplificabile a piacere), ma di fatto erano buoni solo per i giochini! Chi conosce le caratteristiche tecniche esatte del SID non può che confermarlo: i superbi effetti sonori a corredo dei loro software di tutti i tempi erano pur sempre delle variazioni sul tema "plunk-plunk boing-boing", con una faticaccia immane per andare almeno un po' al di là della musichetta di sottofondo e del rumore dello sparo del giochino di turno. Il che è confermato dalla produzione di software cosiddetto "musicale", a dispetto degli altisonanti slogan commodoriani.

Insomma, il «64» era un macchina per giocare che pretendeva però di sembrare un computer professionale!
E non mi dilungo a ricordare quanti giochini del «64» si dovessero limitare ai maledetti "pixelloni" (risoluzione grafica ridotta a 160×200 per avere 4 colori per area, modo pomposamente chiamato "multicolor", secondo la più solida tradizione commodoriana).
Aspetti positivi: "prezzo molto contenuto per un computer a colori. Molto software disponibile (soprattutto giochi)".

Questa fisima del "computer a colori" già dimostra che lo Spectrum viene presentato come il computer dei poveracci a caccia di giochini a colori (e dalla fine del 1981 tutti gli home computer sfornati sul mercato erano capaci di grafica a colori). Naturalmente i colori sono 16 (con l'effetto "flash" fanno 256 combinazioni), vivissimi, di fronte ai quali i colori del C64 fanno ben magra figura). Con quel sottile gioco di parole il redattore filocommodoriano NEGA di fatto qualsiasi seria applicazione dello Spectrum trascurando deliberatamente il fatto che nonostante la limitazione del registratore a cassette, già uscivano splendidi software di archiviazione, foglio elettronico, etc (chi non ricorda i vari Vu-File, Vu-Calc, Vu-3D, etc? e la lista proseguirebbe chilometrica...!).

Ecco dunque il CONFRONTO tra Commodore 64 e Zx Spectrum secondo le intenzioni dei redattori/traduttori dell'Enciclopedia: per il C64 lodi tanto sperticate quanto infondate, e sullo Spectrum silenzio stampa e svicolamento: "giochi"? e il C64 non aveva giochi? "colori"? e il C64 non aveva colori? ERGO, soltanto il C64 sarebbe ottimo, veloce, buono!

Recensione dello Zx Spectrum
Aspetti negativi: "nessuno di rilievo".

NESSUNO DI RILIEVO! Avete capito?! "NESSUNO DI RILIEVO"!!! Su ognuno degli altri quindici computer presentati in quelle due pagine ci sono non meno di due righe di aspetti negativi. E di questo arnese facile a rompersi (posso presentare numerosi testimoni davanti a un notaio), con alimentatore-stufa (aggiungo altri testimoni), con un Basic dell'età della pietra, una gestione della "grafica" (!?) da far innervosire chiunque, una lentezza pari solo a quella delle sue periferiche... ebbene, aspetti negativi, NESSUNO DI RILIEVO?!? Vergogna, VERGOGNA! Se prima c'era qualche sospetto che l'adattamento di questa raccolta di fascicoli avesse qualche simpatia per i Commodore, ora c'è la certezza matematica!

La lista nera del Commodore 64 è ovviamente molto più lunga, e basta citarne qualche punto perché i sessantaquattristi si inferociscano come bestie. Quel che li infastidisce è che il ronzatore piezoelettrico dello Spectrum faccia assai più dello sterile bip-bip che loro si aspetterebbero; che la tastiera "gommosa" Sinclair sia assai più affidabile di quanto loro ("dotati" di tastiera con tasti a molla) desidererebbero; che il registratore Datassette Commodore, oltre che essere due volte e mezzo più lento di un qualsiasi economicissimo registratore collegato allo Spectrum, è a loro maggior onta assai più "problematico nel caricamento dei programmi" di quanto loro sognerebbero...
E, colpevolmente o incolpevolmente (buona la prima!), il redattore dell'Enciclopedia ignora qualsiasi aspetto negativo "di rilievo" del «64»...!
Aspetti negativi: "tastiera non molto affidabile. Effetti audio appena udibili. Talvolta ha problemi nel caricamento di programmi. Si scalda molto".

Battuti tutti i record! Quattro righe di aspetti negativi da tenere in massima considerazione (mica critiche sdolcinate come quei vari "manuale non sempre chiaro (BBC Micro)", "Il Basic è un poco limitato (Sord M5)", etc!).
Tastiera "non affidabile"? Meritava il premio della tecnologia, vista la soluzione economica ed efficiente (peraltro, la stragrande maggioranza di quelli che si son lagnati della tastiera, continuavano ad usarla senza problemi... non certo come quelli che vantavano il proprio "Professional" trascurando l'almeno allarmante statistica di «64» guasti o mandati in riparazione!). E sullo Spectrum, nonostante i tasti "gommosi", si riusciva a giocare per ore con quei giochini d'azione che un millisecondo di ritardo sulla tastiera ti avrebbero fatto perdere il record! E nonostante i tasti "gommosi" si riusciva a lavorare con un wordprocessor senza stancarsi! (e comunque, perfino a me, nonostante i feroci maltrattamenti cui l'ho sottoposta per anni di giochi, wordprocessing, programmazione, non ha MAI smesso di funzionare!)
E poi, effetti audio "appena udibili"? E tutte le sgridate dai genitori per il fracasso di quel minuscolo ronzatore piezoelettrico? Dite piuttosto che lo Zx Spectrum può generare solo un'onda quadra senza controllo del volume... dite magari che i timpani vi si sono usurati a furia di tener alto il volume del TV quando giocavate col «64»... dite quel che volete, ma alla fine vi ritroverete ad ammettere che con quel minuscolo ronzatore pilotato con un solo bit, ci avevano fatto perfino sintesi vocale e canzoni a più voci...! (altro che Amiga!)
"PROBLEMI" nel caricamento di programmi? Ma dico, scherziamo? Le cassette a rischio erano, come per chiunque (anche e soprattutto per il Commodore 64), solo quelle esposte al sole, o di bassa qualità contenenti programmi "turbo"! E se andaste a controllare come se la cava il signor "nessuno di rilievo" qui a sinistra, scoprireste che non solo il suo registratore è notoriamente due volte e mezzo più lento di quello dello Spectrum in condizioni normali, ma anche che è spaventosamente meno affidabile: era normale amministrazione vedere che una cassetta registrata con registratore originale Commodore risultasse illeggibile dal registratore originale Commodore del vicino di casa e talvolta perfino dal registratore che l'aveva incisa un quarto d'ora prima! Registratori originali Commodore, che funzionano solo sui Commodore, e che non garantiscono neppure un'affidabilità che ne giustifichi il prezzo!

E infine: "si scalda molto". Ma per caso avete provato lo Spectrum solo ad agosto nel Sahara? E il Commodore lo avete provato solo a Natale al Polo? Ma via, via...!
Commenti: "può essere usato sia per lo svago che per applicazioni serie, grazie ai molti accessori".

Spudorato SPOT pubblicitario: dato che accontenterebbe piccoli e grandi, compratelo subito, e compratelo con tutti gli accessori (tutti costosissimi perché originali Commodore).

Se poi vi ostinate a comprare il Vic-20, sappiate che come unico "difetto" ha la "poca" memoria (3583 bytes disponibili all'accensione! aveva ragione quell'amico mio che lo chiamava "enorme tastiera vuota"!) e che l'unico consiglio valido era quello di "espanderlo" per utilizzarlo più "seriamente"...!

Al redattore si potrebbe chiedere se anche per il «64» vale la "scelta eccellente per il principiante" e magari la "facilità d'uso". Infatti questi ha abilmente glissato sulle questioni più scottanti: l'uso per "svago" e "applicazioni serie" implica, neanche tanto velatamente, che una volta comprato il computer, l'unico comando che verrà usato sarà il LOAD...!!

Eh, già: il principiante scoprirà tragicamente che la facilità d'uso del C64 sta proprio nel fatto che può usare il comando LOAD"$",8 per caricare nel computer qualsiasi programma "svago" o "applicazioni serie"! Chissà perché nessuno si è mai interrogato sul fatto che un computer così "potente" sia tragicamente ostico per il "principiante"!
Commenti: "è una scelta eccellente per il principiante, per la facilità d'uso".

Spudorata DENIGRAZIONE che inesorabilmente conferma quanto già detto sopra: lo Spectrum, secondo loro, sarebbe solo per il principiante, per il poveraccio, per chi è di bocca buona e si accontenterebbe di qualsiasi bidone. DUNQUE non sarebbe per l'uso "professionale", non sarebbe per le "applicazioni serie", per le quali occorrerebbe (ma guarda tu che sorpresa!) nientemeno che... il «64».
Da notare che molti dei computer recensiti (per lo più non disponibili in Italia) hanno avuto commenti assolutamente favorevoli (per esempio: "immagini nitide sullo schermo (Lynx)", "buon software disponibile (Epson HX20)", "il Basic ha molte caratteristiche interessanti (Grundy New Brain)", "di ottima fattura (Sord M5)", "possibilità di creare caratteri grafici (Sinclair Zx81)", etc). E lo Spectrum sarebbe conveniente solo "per il principiante"? VERGOGNA! È evidente che l'unico concorrente davvero temuto dal «64» era proprio lo Spectrum! E l'uso di certi bassi mezzucci per denigrarlo dimostra che mancavano del tutto argomenti seri!
Quanto alle periferiche ci vorrebbe molto spazio per far notare l'enorme quantità di periferiche "non originali Sinclair" disponibile sul mercato fin da subito (segno che, nel peggiore dei casi, la grande e veloce diffusione dello Spectrum aveva creato un mercato).

Specchietto per le allodole

Nel primo fascicolo di questa "Enciclopedia" si presenta proprio lo Spectrum. Testuali parole: "Lo Spectrum della Sinclair è un piccolo personal computer...". Volevamo ancora sperare che con "piccolo" si voleva intendere solo nella dimensione fisica... E invece si passa subito a dire che (testualmente) "lo Spectrum monta una tastiera piuttosto economica ed i tasti hanno una corsa un poco limitata... una serie di accorgimenti di questo genere, nel progetto di questo computer, hanno permesso di produrlo a costi eccezionalmente bassi...". Traduzione in italiota delle vere intenzioni del redattore filocommodoriano: "costa poco, e pertanto fa schifo"! Bella logica: se non costa almeno quanto un «64» allora non può essere "buono"! Dal punto di vista del lettore che ancora non ha comprato un computer, infatti, questo sottile ma interminabile inciso sugli "ACCORGIMENTI" terrorizza non poco, e dunque questi penserà: "meglio allora comperare il «64», che «notoriamente» non ha nessun difetto di rilievo...!".

Oh, credevate forse che il primo fascicolo sia dedicato al solo Spectrum? Niente paura: con il primo fascicolo (sulla cui copertina campeggia un «64» e sulla cui quarta di copertina campeggia la pubblicità REGÀLATI COMMODORE 64) ecco in omaggio il secondo fascicolo (sulla cui copertina campeggia un Commodore 8032 e sulla cui quarta di copertina campeggia "un'eccezionale offerta" di Commodore 64 e Commodore Vic 20), con la "prova" del C64 (così abbiamo la "par condicio", ovviamente mettendo per primo quello da denigrare)...!

Nel frattempo numerosi altri piccoli indizi di "eccessivo commodorismo" saltano all'occhio. Anzitutto i listati generici in Basic, che si concludono con <CR> o col tasto di RETURN proprio in omaggio ai Commodore, e alla faccia di quelli che (IBM compresa) lo hanno sempre chiamato "Enter" (peraltro fra i computer presentati non era solo lo Spectrum a chiamarlo così); e poi quel comando END da porre alla fine dei listati ("Spectrum: sostituire con STOP", senza dire che lo Spectrum non ha bisogno che gli si dica che dopo l'ultima riga il programma è terminato).

E poi, la pubblicità del Vic 20 in penultima pagina, pure merita qualche brevissima e delicata chiosa:

(qui sotto, il testo della pagina pubblicitaria)

Perché accontentarsi di un videogame? Oggi c'è VIC 20 a prezzo speciale! Speciale, specialissimo! Invece dei soliti videogiochi prova VIC 20, e guarda quante cose fa in più! 1. VIC 20 ha una valanga di videogiochi, uno più bello dell'altro, uno più nuovo dell'altro! 2. Ma VIC 20 è un computer e fa molto di più. 3. Lo usi per la scuola, o per la casa, o per la professione. Ci sono, pronti pronti, un mucchio di programmi. Metti le cassette e via con cose utili. 4. Puoi imparare il BASIC, la lingua del futuro (ed è facile facile imparare a programmare. 5. Nel mondo sono stati venduti più di un milione di VIC, a gente sveglia, quelli del 2000. Perché accontentarsi di un semplice videogioco?
VERGOGNA! Perché il bimbo della pubblicità (dieci anni di età, sembra: ecco il target per una macchina assolutamente invendibile ad una clientela diversa!) dovrebbe accontentarsi di un videogame? Dopotutto c'è VIC 20, che ha una VALANGA di videogiochi (saranno stati una ventina in tutto, nel momento dell'apoteosi, e nemmeno tutti facilmente reperibili; il mercato italiano era considerato non meno che secondario, ed era una vera novità sentire il rivenditore dire che erano arrivati due o tre giochini nuovi), uno più "bello" dell'altro (talmente ridicoli da far rosicare di rabbia perfino quel fanatico di miocugggìno, "vicventista" per caso, resosi conto dell'INCAUTO ACQUISTO in quel remoto 1984 -- dovendo scegliere tra Spectrum, C64 e Vic-20 prese quest'ultimo perché vedeva una GROSSA tastiera e un prezzo alquanto più abbordabile del «64» --, quando per comprare la cartuccia del giochino Jupiter Lander spese la bellezza di settantamila lire), giochini uno più "nuovo" dell'altro (BIDONATA! sono tutti adattamenti fatti maluccio di giochi già esistenti altrove, e tagliuzzati fino all'inverosimile per farli stare in quei fatidici tre kilobyte e mezzo!), ma VIC 20 è un "computer" (ah, ah, ah! diciamo piuttosto che ha le dimensioni fisiche di un home computer, ma per il resto è una TASTIERA VUOTA!!!), che lo usi per la scuola (cioè invece di studiare ti metti a giocare), o per la casa (cioè invece di portartelo nello stanzino o nel garage dove i tuoi non vedono che passi ore a cercar di far atterrare Jupiter Lander sempre nella stessa schermata, ci giochi anche in casa), o addirittura per la professione (perdere tempo è sempre stata una professione molto ambìta... e poi vorrei sapere quale professionista si cimenterebbe con un TV color 28 pollici che visualizza ordinariamente una schermata di 23 RIGHE di 22 CARATTERI! davvero da sadomasochisti!). Ci sono pronti pronti un mucchio di programmi (ah, sì? e quali? che razza di programmi possono entrare in una memoria così ridotta?). Metti le cassette e via con cose utili: MENZOGNA! Metti le cassette e via con la frustrante attesa, sperando di aver tarato bene la testina, sperando che stavolta il giochino per una volta tanto si carichi al primo tentativo!
E poi: quali sarebbero queste fantomatiche "cose utili" che dovrebbero uscire dalla cassetta? Chi si scusa si accusa! E poi ancora puoi imparare il Basic, la lingua del futuro (neanche qualche anno dopo il Basic è stato dimenticato da tutti: solo la Micro$oft oggi lo supporta, per qualche strano motivo, per recuperare quelli che nell'84 erano quarantenni e ci misero anni per imparare un po' di Basic).
E poi... imparare il Basic? Il Basic Commodore? Ma dico, scherziamo? Il Basic dei Commodore è un Basic composto praticamente da TRE istruzioni soltanto: POKE, PRINT e GOTO!!!
E infine, nel mondo sono stati venduti più di un milione di VIC (mostruosa tragedia), a gente sveglia (precisazione quantomai inopportuna, anche questa della serie "chi si scusa si accusa"), quelli del 2000! (infatti nell'84-85 il Vic-20 era già considerato un mammuth pre-trogloditico!).

I POCHI possessori del Vic-20 che io ho conosciuto nei primi anni Ottanta, dopo i primi giorni di FORZATA ALLEGRIA OBBLIGATORIA, erano tutti FRUSTRATI per l'INCAUTO ACQUISTO. Uno solo, SOLTANTO UNO osò comprare la costosissima espansione 16k per il Vic-20, e con quella ci fece funzionare solo un giochino, e ROSICÒ ancor di più per quel SUPPLEMENTO di incauta spesa! E devo anche dire che NON È UN CASO che pressoché tutti i possessori di questo "economico" (ah, ah, ah!) Vic-20 siano sistematicamente ed IMMEDIATAMENTE migrati al Commodore 64!

Oh, non è tutto. Per il Vic-20 l'unico "aspetto negativo" recensito era (testualmente): "La memoria (nella versione standard) non è molta". NON È MOLTA? Ah, ah, ah! Un eufemismo da record mondiale! CINQUE kilobytes totali, di cui solo TRE E MEZZO utili!!! Se questa memoria "non è molta", quando avrai "otto kappa" in più sarà davvero "moltissima"? E perché non si parla delle ridicole dimensioni dello schermo? O del ridicolo Basic dell'età della pietra? Ma via, via...!

Devo anche precisare che l'articolo di prova del Vic-20 comparirà solo nell'ottavo fascicolo, per evitare di affrontare subito le numerose e SPINOSE questioni... in due mesi di pubblicità martellante, su ogni numero, era comparsa la pubblicità del Vic-20, e certamente più di qualche gonzo avrà abboccato senza rendersi conto almeno di quello che solo due mesi dopo (e con gran fatica) ammetteranno con fatica e imbarazzo come "l'UNICO grande svantaggio" del Vic-20... Diranno subito che esistono delle schede di espansione fino a 32k, TACENDO VIGLIACCAMENTE sul fatto che le espansioni di memoria del Vic-20 SMANTELLANO abbondantemente la mappa della memoria creando una cascata di incompatibilità software!

Credevi che fosse finita? Alla pagina successiva, ultima di copertina, ecco la pubblicità del Commodore 64. Come se ormai non fosse fin troppo chiaro lo scopo della pubblicazione di quell'enciclopedia a fascicoli...!

(qui sotto, un estratto dalla pagina pubblicitaria)

REGÀLATI COMMODORE 64. Mai un grande personal è costato così poco.
Quest'anno, fatti un regalo intelligente: un computer dalle caratteristiche incredibili... potente, sofisticato, professionale, ha un'incredibile memoria (64 K), prezzo speciale, produce effetti tridimensionali, approfittane, entri nel futuro, sta andando a ruba, sofisticato videogioco...
MENZOGNE SPUDORATE alternate a richiami generici ("sofisticato", "approfìttane"). Potente? ma come, con una CPU del paleolitico che andava a velocità iper-rallentata... Professionale? eh, sì: fu la Commodore a dire che il Vic-20 era un "PERSONAL computer" e che il 64 fosse un "PROFESSIONAL computer"... per loro gli home sarebbero ovviamente i computer della concorrenza! (c'è da precisare che poi la moda, in poco tempo, infettò davvero tutti i produttori, e non si capì più cosa fosse un "micro", un "mini", un "personal", un "professional", etc: ognuno sceglieva la definizione che al momento era più altisonante).
Del resto non può che essere "professional" un computer che sul più bello può arrestarsi a tradimento con un indesideratissimo "SYNTAX ERROR" (il TERRORE di tutti i commodoriani, anche i più incalliti!), e va' a trovarlo un "errore" in mezzo a tutti quei caratteri strani, lettere in campo inverso, sbarrette e semirettangolini...!

E poi, il 64 produrrebbe effetti tridimensionali (ah, ah, ah! avevano già inventato l'accelerazione grafica 3-D?): ed infatti a tutt'oggi non ci è dato di sapere QUALI effetti "tridimensionali"! È una BUFALA talmente colossale, è un concetto talmente favoleggiante e generico, che neppure i più sfegatati "sessantaquattristi" hanno mai osato ripeterla in mia presenza! O forse era un modo per nascondere le loro SERIE difficoltà di ottenere contemporaneamente sullo schermo le lettere MAIUSCOLE e MINUSCOLE? Niente male per un computer "professionale"...!

Un'incredibile memoria di 64k? Questo è l'inossidabile slogan più frequentemente declamato dai sessantaquattristi (non per niente campeggia boriosamente nelle scritte sul video all'accensione!), è lo slogan più acriticamente ripetuto quantunque sia clamorosamente FALSO: con tutti i trucchi più intelligenti, era impossibile spremere più di 48-50k (abbondantemente spezzettati) al sistema! E poi "64k" erano "incredibili" solo rispetto alle pubblicità dei computer concorrenti!
Tutti quelli che conosco che entrarono nel futuro col Commodore 64 facevano tutti la stessa cosa: copiarsi cassette e floppy carichi di giochini (tutti uguali), in cui un giochino Mission Impossible era talmente impossibile che il mio compagno di scuola "U' Chiattóne" giocava la stessa partita per interi pomeriggi senza mai perdere neppure un omino... (il tizio citato prediligeva i giochi monotoni in cui "non si muore mai": ecco perché aveva comprato un «64»!) Dopotutto si trattava solo di qualche sprite più o meno agitato e di qualche effettino sonoro casuale: ecco qua il sofisticato videogioco!

Insomma, mentre la gran parte degli spectrummisti, anche avanzati di età, aveva appreso almeno i rudimenti della programmazione (lo testimonia il fatto che oggi i più anziani tra loro si sentono a disagio con Windows ma non con lo Spectrum!), pochi (davvero pochi) tra i più convinti sessantaquattristi, non senza numerose frustrazioni, erano riusciti ad andare al di là del fatidico LOAD"$",8 col dischetto di turno...!

Non a caso, fin dal pacco dei primi due numeri dell'enciclopedia (sia sul pacco, sia sull'ultima di copertina del secondo fascicolo) veniva presentata un'eccezionale offerta riservata ai lettori de Il Mio Computer: il Vic-20 a lire 330.000+IVA (in contanti) completo di registratore Commodore ed UN videogioco (Pirate Cove, presumibilmente su cartuccia esterna da 8k, giacché i 3583 bytes di RAM libera erano proprio strettissimi), oppure il Commodore 64 a lire 599.000+IVA (cioè 707.000 lire in contanti) o 699.000+IVA (se in 18 rate mensili), completo di registratore Commodore e DUE videogiochi (Sea Wolf e Clowns).

Nota: la Commodore italiana lo proponeva, nell'aprile 1983, a questi prezzi: C64 L.825.000+IVA (973500 lire!), registratore Datassette L.120.000+IVA, floppy drive 1541 L.680.000+IVA, stampante L.550.000+IVA. Conosco personalmente qualcuno che pagò un milione e centomila lire per accaparrarsi un «64» e un Datassette (praticamente il triplo dello Spectrum nello stesso periodo) tempo dopo l'uscita sul mercato... Mi stupii per quel costo così alto e lui mi rispose tranquillo: "guarda che ho cercato in molti altri negozi, e il prezzo era lo stesso".

I prezzi di listino sopra citati sono dalla recensione-pubblicità di MC-Microcomputer (nr.18 di aprile 1983), nella quale si legge anche una perla come questa, riferita al caricamento dei programmi sul «64»: "...bisogna anche tener presente che con un registratore a cassette è facile arrivare ad un quarto d'ora per salvare o ricaricare un programma di grosse dimensioni..."!!!

Spiegazione delle capacità grafiche Insomma, sembra che la Commodore sia fin troppo interessata alla vendita di questa enciclopedia a fascicoli... che non fa altro che sponsorizzarla!

Guardiamo infatti la copertina del numero 1: sei mani addossate ad un Commodore 64. Copertina del numero 2: tipica segretaria che maneggia un Commodore 8032 (sarebbe quello "professionale", pressoché sconosciuto in Italia perché aveva meno memoria del «64»!). Numero 3: un Commodore 64 in primo piano. Numero 4: un Lynx smontato, e in primo piano alcuni tasti del Commodore 64 (riconoscibili a causa dei caratteri grafici impressi sotto). Di più: su ogni sommario di copertina si usa il font del Commodore 64... E che dire delle pubblicità dei sedicenti "professionali" (cioè dei Commodore 8032? E delle martellanti pubblicità del Vic-20 ad ogni numero?

Sul secondo fascicolo ecco un articolo di prova del Commodore 64, "il primo di una nuova generazione di microcomputer, a cavallo tra l'utilizzazione domestica e quella commerciale. I 64 Kbyte di memoria standard sono più che sufficienti per gestire immagini grafiche di notevole complessità...". Insomma, MENZOGNE SU MENZOGNE! "Nuova generazione"? e quale, quella delle tastiere con i semirettangolini? "nuova" con un processore lento e superato? "nuova" con un Basic del cenozoico? con "64 Kbyte"? veri o virtuali? (buona la seconda!) Per immagini grafiche "di notevole complessità"? quelle create con i caratterini grafici impressi a fuoco sotto i tasti? (ah, ah, ah!)

No, per favore, basta, sto ridendo fino alle lacrime: ho appena letto in tale articolo che l'unità a dischi 1540 ha (tenetevi forte) un tempo massimo di accesso di due secondi!!! E come glielo spiegate al poveraccio che l'ha comprata, che DUE SECONDI sono il tempo massimo di accensione del LED "Power"? Ah, ah, ah! Quando si accorgerà che per caricare un programma di 35k ci vogliono due minuti abbondanti (minuti primi, non minuti secondi!), maledirà la Commodore, i suoi slogan e pure quest'enciclopedia!

Comunque, l'unica cosa vera nell'articolo è detta di passaggio e a denti stretti: "grazie alle istruzioni POKE e PEEK è possibile sfruttare appieno le capacità grafiche e sonore del computer...".
ESATTO: qualsiasi listato Basic di qualsiasi Commodore mostra una interminabile sfilza di POKE e PEEK seguite da diabolici numeretti. Ciò è dovuto alla più totale mancanza di istruzioni specifiche per le operazioni più elementari: laddove sullo Spectrum bastava usare il comando BORDER per scegliere il colore del bordo del video, sul Commodore 64 occorreva una POKE al bislacco indirizzo 53280...! E per pura pietà nei confronti dei "sessantaquattristi" dovremmo evitare di confrontare l'istruzione DRAW dello Spectrum (che tracciava una linea dall'ultimo pixel usato verso un punto qualsiasi dello schermo) con qualcosa di equivalente commodoriano (una VENTINA di PRINT con caratteri-sbarrette: e se la linea la volevi fare un pochino più diagonale, che si fa? TRAGEDIA!). Ah, tutto questo sempre col minacciosissimo fantasma del SYNTAX ERROR in agguato...!

Le varie periferiche interne del Commodore, tutte memory-mapped (per non parlare di aree riservate alle cartucce esterne e altre rogne nella gestione delle aree di memoria rimanenti) richiedevano infatti che continuamente si leggesse e scrivesse qualcosa in particolari locazioni di memoria. Per questo era sufficiente un processore squinternato come il 6510, dotato di ben sei registri (di cui solo (TRE!) registri utili a otto bit), anche se lento come questo (982 KHz oppure 1022 KHz, a seconda della versione europea o americana). Dopotutto il grosso di ogni programma consisteva nel riempire i registri di qualche "coprocessore"...!
Ma per un'operazione semplice come la sottrazione di due numeri a 16 bit occorrevano non meno di sei o sette istruzioni macchina!
Nello Spectrum invece c'era un mostruoso Zilog Z80A che correva all'impressionante velocità di 3,5 MHz, che non solo è più di tre volte e mezzo la velocità del processore usato nel Commodore, ma è da considerare ulteriormente maggiorato poiché lo Z80 era dotato di una quantità immane di complesse istruzioni macchina (per esempio la sottrazione di due numeri a 16 bit è contenuta in un'unica istruzione) e un ricco set di registri (22 registri a 8 e 16 bit).
Occorre qui sfatare un paio dei più solidi miti commodoriani.

Il primo è quello delle istruzioni "veloci". Le istruzioni del 6510 richiedono da due a sette "cicli macchina". Un'istruzione "velocissima" da due cicli macchina su un processore a 982.2 kHz durerà dunque 1/491milesimo di secondo (c'è da precisare che è già un ottimo risultato, visto che richiederebbe per l'esattezza non meno di tre cicli, ma grazie ad un trucco nel microcodice il terzo ciclo di "execute" è sovrapposto al fetch dell'istruzione successiva, per cui parlando di "cicli" delle istruzioni dobbiamo sempre ricordare che parliamo sempre di casi ottimali). C'è poi da aggiungere che POCHE istruzioni richiedevano solo due cicli; un po' di più richiedevano tre cicli; la maggior parte richiedevano almeno quattro cicli; infine, in molti casi il page-boundary crossing (cioè la lettura/scrittura di dati a cavallo di due pagine da 256 bytes) costava un ulteriore ciclo macchina. Bisognerebbe infatti anche discutere delle limitazioni e dei rallentamenti derivanti dal fatto che le istruzioni vedono la memoria indirizzabile non come una serie continua di 65536 bytes (come avviene sullo Z80 e su pressoché qualsiasi altro processore a 8 bit, anche più vecchio del 6502/6510), ma come una collezione di "pagine" (anelli circolari) di 256 bytes l'una...! (tant'è che le complicazioni dovute al "bug" del wrapping vengono sfruttate, dai programmatori più esperti, per rendere più difficile da disassemblare il proprio codice!)

Il secondo mito da sfatare, è quello della "pagina zero". Come in molti altri processori a 8 bit, esistono alcune istruzioni per manipolare dati sulla "pagina zero", cioè sui primi 256 bytes della memoria indirizzabile dal sistema. Queste istruzioni, però, vengono eseguite in almeno due cicli macchina (nella maggioranza assoluta dei casi, sono almeno tre cicli), per cui già per definizione non si può dire che siano "veloci", se confrontate con uno Z80. Al più, si può dire che richiedono "meno tempo" per la fase di fetch (un byte in meno da leggere in fase di decodifica dell'istruzione). Ma poi ci si chiederebbe, comicamente, come può una lettura dalla memoria dalla "pagina zero" durare meno di una lettura dalla memoria da una pagina qualsiasi (che è RAM al pari della "pagina zero")!! Come se non bastasse, nel 6502 e nel 6510 metà della "pagina zero" è riservata allo stack (uno stack fisso, di soli 128 bytes! la cosa costringe i programmatori a diverse acrobazie, ed è una grandissima rogna per chi scrive programmi assembler un pochino più elaborati, per chi vorrebbe creare funzioni ricorsive, etc). Dunque, salvo spericolati arzigogoli programmatori sullo stack, e trascurando le locazioni riservate ai registri della macchina (DR/DDR/etc), della pagina zero restano utilizzabili poco più di un centinaio di bytes! L'unico vero vantaggio che rimane, è che usando solo otto bit di indirizzamento nella codifica delle istruzioni, se si va ad usare molto oculatamente questo centinaio di bytes per mettere le variabili più usate in "pagina zero" si ottiene il risparmio di una manciata di bytes nel codice del programma...! (qualcuno più sarcastico dice che la "pagina zero" emula in memoria - parzialmente e assai lentamente - i registri che il 6510 non ha e lo Z80 invece ha!)

Ed infatti le soluzioni tipo "pagina zero" e "sciatteria all'ultimo byte" nate nei processori 65xx, 6809, 8048 e famiglia, 8031 e famiglia, etc, servivano proprio a scrivere firmware brevissimi (assai spesso meno di mezzo kilobyte) dove il risparmio di uno o due bytes poteva essere determinante! ecco perché bastava loro uno stack piccolo, due o tre registri in tutto, ed era così importante avere istruzioni "brevi"! Perciò il 6502 è da considerare un "processorino" di quel genere, adatto a firmware piccolissimi, per applicazioni con poca RAM, ma lì nel «64» è in compagnia di una stravagante aggiunta di memoria, messo lì assieme ad altri "processori", per la pretesa di costruire un "potente computer" da chiamare pomposamente "Commodore 64"!!!)
Le istruzioni dello Z80 richiedono dai quattro ai ventitre cicli di clock (quelle più comuni oscillano tra i quattro e i sette cicli di clock). Ma con un clock così spinto, l'istruzione "non proprio velocissima" da quattro cicli su un 3,5 MHz durerà 1/875milesimo di secondo, cioè la velocità è circa il doppio rispetto al sedicente "velocissimo" concorrente qui a sinistra...! (un caso concreto su un'operazione a dir poco frequentissima: il confronto tra l'accumulatore e un byte in memoria richiede quattro cicli sul 6510 e sette cicli sullo Z80: se la matematica non è un'opinione, lo Spectrum lo fa a velocità più che doppia rispetto al «64»).

Fra l'altro occorre tener presente che molte istruzioni Z80 lavorano a 16 bit, il che significa che spesso raddoppia ulteriormente la capacità di calcolo! Situazioni come l'addizione di due numeri a 32 bit (in sole due istruzioni da 16 bit, laddove sul 6510 costerebbe dodici istruzioni!) sono di ordinaria amministrazione.

Avere una ricca quantità di registri in un processore (così come è avvenuto nell'ultimo quarto di secolo, fino all'ultima evoluzione dei Pentium di oggi) significa mantenere i risultati intermedi dei calcoli senza dover stare continuamente a leggere e scrivere dalla RAM. Lo Z80, progettato dall'ingegnere italiano Federico Faggin, modellato sull'Intel 8080 (dello stesso Faggin) raddoppiando i registri, aumentando la velocità di esecuzione delle istruzioni, e dotandolo di diversi altri gadget (circuiteria di refresh delle RAM, etc), non si può non considerare assolutamente avveniristico quando fu lanciato, ed a tutt'oggi, dopo aver abbondantemente superato il miliardo di pezzi venduti, continua ad essere ampliato, venduto, utilizzato!

Il martellamento commodoriano continua in ogni angolo dei fascicoli. Per esempio, parlando del wordprocessing, si mettono in colonna i vari computer e si specifica se la tastiera è comoda e se il software è su cassetta o su disco. Due parametri interessanti, ma usati in modo fazioso (per mentire sullo Spectrum insinuando che il wordprocessing si farebbe col solo registratore a cassette). Ed infatti il risultato è sempre lo stesso: si fa vincere il solito Commodore 64... Eppure programmi come il Tasword hanno fatto la storia del wordprocessing per Spectrum ed erano più potenti degli equivalenti per IBM PC...! (n.b.: occorrerà aspettare il 1987 per vedere sufficientemente diffusi i PC con più di 256k RAM)
Nei fascicoli di questa enciclopedia, qua e là, si presentano giochini, schermate, listati, e dai caratteri e dalla grafica si capisce sempre che sono per Commodore 64. E che dire delle foto sparse in giro in cui si vede spesso e volentieri un 64? E che dire dei commenti "pro 64"?

Da notare che sul numero 3 e numero 4 vengono presentati l'Oric-1 (basato su 6502) e il Lynx (su Z80), entrambi di produzione inglese. Segue sul numero 5 l'Acorn BBC modello B (sempre inglese) e sul numero 8 il Vic-20...! Eccetto che per il Vic-20, per questi computer i giudizi sembrano più sereni, più obbiettivi... ma solo perché non rappresentano una minaccia per le vendite dei Commodore!

Devo ammettere che anch'io, colpito dalla propaganda, nei primissimi tempi credevo di aver comprato una macchina "economica" e quindi "inferiore"; ma a poco a poco, col tempo, parlando con i possessori del C-64, ferocissimi fautori delle "potenzialità" del loro "magico" e "potente" computer, e domandando loro delle caratteristiche che ritenevo ovvie per ogni computer (visto che ce le aveva il pur "economicissimo" Spectrum), mi rendevo conto che avevano qualcosa di vergognoso da nascondere, qualche losco segreto, qualche innominabile e gravissimo tabù... Risposte evasive, slogan ripetuti acriticamente, terrore assoluto dei confronti (e ancor più dei confronti "sul campo"!)

Perché? Come mai accadeva questo? Perché tanta "potenza", tanta "superiorità", erano vantabili ma non verificabili? La risposta si affacciò a poco a poco, leggendo con attenzione gli articoli sulla programmazione del C-64, leggendone e studiandone i listati e scoprendo di persona la rozzezza dell'assembler 6510, e l'ancor maggior rozzezza (oltre i limiti della sciatteria) del "Commodore Basic V2", unite a una quantomai scombussolata gestione della memoria e dell'hardware... condita dalla TOTALE ignoranza da parte dei sessantaquattristi di come usare almeno superficialmente le tanto vantate features! Mentre la creazione di software era considerata ordinaria amministrazione dagli spectrummisti, i commodoriani più smaliziati faticavano non poco a tirar fuori qualcosa che non fossero le solite insalate di sbarrette e semirettangolini...!

Ci fu a suo tempo perfino una "gara" tra Spectrum e CBM-64, nella quale fu umiliato una volta e per tutte il Commodore e la sua tifoseria, impossibile a convincersi perfino davanti all'evidenza, per cui i sessantaquattristi continuarono sistematicamente ad autoelogiarsi rifiutando però ogni ulteriore confronto diretto!

Tutto quello che "Capa di bomba" sapeva fare era ripetere gli slogan pubblicitari e riassumere articoli filocommodoriani, dire quante decine di "registri" e "chip speciali" aveva il «64» e affermare (guai a smentirlo) dell'infinita potenza commodoriana! Tutto ciò che il mio compagno di scuola "u' Marucchìno" sapeva raccontarmi della sua attività informatica col Commodore 64, era di aver perso il conto di quante cassette e quanti dischetti aveva accumulato a suon di "scopiazzo"! Tutto quello che sapeva fare il ciccione che abitava qui vicino era vantarsi delle magiche cose che poteva fare il «64» ma che lui non aveva mai visto sul suo «64», e ne aveva appreso solo dalla pubblicità e dagli slogan ripetuti fino alla nausea! Nel frattempo, sulle riviste continuava l'interminabile spot pubblicitario (ossia si continuavano a cantar le lodi del «64»), il che decuplicava la frustrazione di chi tra i sessantaquattristi desiderava cimentarsi con qualcosa di più serio che il copiar giochini a giornate intere! La mentalità indotta da tutto questo si riduce al vantare il possesso di hardware, peraltro favoleggiandone le caratteristiche piuttosto che cercare di capirle e di sfruttarle secondo le proprie capacità!

Insomma, per concludere:

Noialtri pionieri, i veri pionieri, siamo entrati nel mondo dell'informatica comprando un vero ed onesto computer e scrivendo, già nei primissimi giorni di esperimenti sugli esempi forniti dal manuale, i nostri primi software. Altro che certi sedicenti "sofisticato videogioco", "applicazioni serie", "a cavallo tra l'ufficio e la casa"! Ed infatti, guarda caso, chi ha veramente imparato qualcosa era invariabilmente dotato del favoloso Sinclair Zx Spectrum! Perfino chi lo comprò molto tardi, attorno al 1988 (quando il declino degli "home computer" era in fase già avanzatissima), comprato esclusivamente "per giocare", si ritrovò ad utilizzare piacevolmente software più serio e addirittura linguaggi di programmazione (come l'amico - che qui non cito - che smanettò parecchio col Pascal).
Non è uno slogan dire che spremevamo la macchina fino all'impossibile, che la usavamo davvero anche per fare qualcosa di serio (oltre che per "imparare a programmare" un Basic degno di questo nome e diversi altri linguaggi), ed avevamo motivi seri, plausibili e ulteriormente documentabili di esserne fieri!

Qualche esempio che mi è stato recentemente segnalato:

Disclaimer: questa pagina contiene opinioni passeggere; mi riservo il diritto di cambiare idea senza preavviso.

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Web www.alfonsomartone.itb.it

I pochi fascicoli attualmente in mio possesso

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