continua (next page) Index of UNOFFICIAL Circumvesuviana Home Page main index No, no! Non resistevo più: dovevo assolutamente dedicare qualche pagina alle Frasi Famose! (ed infatti i miei cari amici dell'estremo nord Italia mi stanno ancora ringraziando). Il difficile è stato digitalizzare le frasi mantenendo il tono normale, serio, senza ridere.



Presentazione

La ricchezza e la varietà dei vernacoli del meridione d'Italia, ed in particolare della zona di Napoli e del golfo, meriterebbe invero ben altro spazio che queste poche (ma in compenso scarne) paginette che mi permetto di presentare quale erede di due dei filoni più significativi dei dialetti della zona.

Le espressioni dialettali qui presentate, di rado significativamente differenti da quelle in uso al tempo del Regno di Napoli, offrono un interessante campione della saggezza popolare e, contemporaneamente, il sapore delle più gustose espressioni del parlato della zona.

Ascoltare un dialetto napoletano "adattato" per farlo comprendere ai non napoletani (come quello "liscio" di Totò o di Eduardo De Filippo) è come sorbirsi un Italian coffee (o sedicente tale) quando si è in viaggio all'estero.

Sarà almeno altrettanto patetico il dialetto napoletano "civilizzato" (come quello dei cantanti napoletani emergenti di oggi, vagamente detti "neomelodici"), sempre in bilico tra l'italiano ed il dialetto.

The dialect of Naples and near areas has its own sounds and rhythms. The following pages illustrate (text, audio, translations) the common speaking of our lands. Follow the continua - next page buttons, or choose from the index above.

Viene qui dunque presentato un modesto florilegio di frasi famose, corredato di pronunce, testo, traduzioni letterali (che daranno un'idea dell'evoluzione grammaticale) e spiegazioni con analisi critica, che ben evidenziano la sinteticità e l'espressività tipica della parlata di questa zona.

Importante: so bene che esistono diversi altri modi (ed accezioni, toni, cadenze, traduzioni, etc) di pronunciare le stesse "frasi famose", ma l'antologia che presento qui è ricavata direttamente dal quotidiano di queste parti e non contiene nulla di costruito o adattato. Per cui non venite a suggerirmi correzioni, diverse traduzioni, ulteriori interpretazioni, etc!


Per scorrere in sequenza tutte le pagine, puoi cliccare sempre sul tasto continua - next page. Se invece hai già intenzione di leggere qualcosa in particolare, ecco l'indice delle pagine seguenti:

proverbi famosi - modi di dire - stravolgimento delle regole grammaticali - risposte sdegnose ed insofferenza - arti e mestieri - fraseggio della quotidianità - agricoltura e culinaria - salute ed anatomia - equivoci sui nomi e sui termini stranieri - apostrofare con delicatezza - i vari significati della lettera "o" - poesiola dedicata a Micheluozzo.


These pages contains information - unfortunately only of use to those who speak Italian - which should be of help in reading the phrases illustrated in the next few pages. In case of difficulty I suggest you listen to the audio version, which should give you at least some idea of what the local dialect really sounds like.

In common with any dialect the Neapolitan vernacular has its own distinct pronunciation and cadences which, in some cases, may even be impossible to understand if a "tutor" in not on hand with explanations - a problem especially true of the entire English language, which is none-phonetic. Fortunately the Neapolitan vernacular is phonetic and the text, audio files and translations contained in the following pages should help you to understand some of its peculiarities and also to appreciate the wealth of the common peoplès wisdom and irony it contains.

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Prima di cominciare è indispensabile dare qualche breve fondamentale indicazione su come leggere i testi delle pagine seguenti.

Alle vocali à è é ì ò ó ù, va aggiunta la vocale afona (per i linguisti, è lo "swa", per i russofili, somiglia un po' al "mjakki znak"), che viene qui rappresentata come un apostrofo (') cui si appoggia una consonante (per esempio tànt', composta da due sillabe: tan e t(e), con l'accento sulla prima sillaba), oppure come gruppi tra parentesi (per esempio àgl(ie), col gruppo ie letto come nei paesi di lingue slave) quando il suono è più complesso.

Da notare che le c e le g, seguite dalla vocale afona, si leggono dolci, come se fossero seguite da una e o una i (quindi agg' ha lo stesso suono di "aggiornare"). La c dura è trascritta, a seconda dell'enfasi, come k o come ch, mentre la g dura è trascritta come gh.

Meritano particolare attenzione le due possibili pronunce della o, aperta e chiusa, corrispondenti approssimativamente alla ò di electronics e alla ó di throw, pure presenti nella lingua italiana ma non in modo altrettanto marcato da meritare una distinzione di accenti acuto/grave come invece avviene per la lettera e.

Le vocali possono essere allungate (raddoppiate, etc) e l'accento spostato avanti (quando non ci sia addirittura un cambio di tono per passare da una vocale all'altra senza salti). Caso notevole: fùiìmmincénn' (se non è presente la sorpresa, è invero non necessario il raddoppio della i).

I gruppi sp, sb, sc e altri, vengono pressoché sempre letti con la s dolce (come spielen in tedesco), che in queste pagine viene indicata con "s" o con "sh". In altri dialetti meridionali (notevolmente quello di Isernia e dintorni) si usa la s (sh) dolce anche in gruppi che qui prendono comunque la s sibilante normale (come ad esempio il gruppo str del tedesco Strasse).

Infine, la z, dal suono prossimo al gruppo ts, che però ho preferito trascrivere sempre come z per evitare difficoltà nella lettura.

Nei testi che seguono, le trascrizioni degli accenti privilegiano la cadenza alla pronuncia della singola vocale, anche se vengono usati in numero massiccio per evitare situazioni dubbie (in ogni caso, rinvio ai file audio per la pronuncia esatta).



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