| This is "DOS", a 184-page german computer magazine of April 1988. Great! German computer people are always cool guys. |
È roba veramente ben fatta: i dettagli tecnici scendono fino all'inverosimile. Listati stracommentati, spiegazioni a non finire: si direbbe veramente una rivista per non esperti fatta da veri esperti. In Italia mi sembra di aver visto o riviste per veri "iniziati", o riviste talmente semplici da apparire banali.
Diagrammi di flusso, listati con checksum ogni riga, esempi a
raffica, commenti massicci... questi sì che son tedeschi!
(Basta con i complimenti, altrimenti mi danno la cittadinanza
onoraria e un abbonamento omaggio).
184 pagine, prezzo di copertina DM 6,50 (ouch!), perfettamente in linea con i prezzi dei computer e del software che trovo nelle pubblicità - prezzi decisamente più alti di quelli italiani in quello stesso 1988.
Qui a sinistra, il tipico esperto informatico tedesco.
Occhialetti da "strafighetto", giubbone di pelle con borchie,
tastiera super-avanzata (all'epoca infatti esistevano le
tastiere XT plebee da 80 tasti e le tastiere AT da 101 tasti),
modem acustico con accoppiatore a forma di cornetta telefonica
nell'altra mano, e riviste di informatica avanzata sparse in giro...!
L'articolo più potente in assoluto è quello per ottenere
16 colori per pixel su una scheda CGA, sfruttando un modo balzàno
dei registri della modalità testo. Mi "sparai le pose" con questa
novità per lungo tempo. Non capivo un tubo di tedesco (come oggi)
ma "16 Farben" e il listato di esempio li capivo benissimo. Ormai
le CGA erano in declino: le EGA erano già in giro da parecchio e
le VGA erano in arrivo...
(Ovviamente l'effetto neve delle vecchie CGA limitava drasticamente
l'uso di una utility del genere).
Articoli su come organizzare razionalmente le proprie directory.
Articoli su come sfruttare i programmi "a hotkey" come il SideKick
della Borland. Massicci articoli di programmazione in Forth e
Turbo Pascal. Listati in assembler per sfruttare meglio la stampante.
Articoli e listati in Basic, Assembler, C.
Insomma, è una rivista ben fatta, da far crepare d'invidia le
riviste nostrane che - salvo due o tre casi al massimo - proprio
non si salvavano. Una vera rivista da "era dei pionieri". Mi domando
se anche quella, nel giro di poco tempo, si sia svenduta al mercato,
come avveniva in Italia (per esempio, quando uscì il '486/25, tutte
le riviste di informatica italiane gridavano in coro che per un buon
server occorre un '386/33... era più che ovvio che lo dicevano solo
perché i rivenditori volevano togliersi dai piedi quei '386 divenuti
improvvisamente obsoleti, ma lo dicevano lo stesso!)
Pubblicità della Mannesmann Tally: "Sind Sie Tallyaner?" (fa il verso alla frase "lei è italiano?"). L'omino che si gusta la stampante risponde: "Leise Laser machen froh-Tallyssimo!".
Fotografia della stazione ferroviaria di Hackerbruecke e articoletto con gioco di parole "hacker-bruecke". Vignetta col gioco di parole "boot" (stivale). Articolone su come recuperare i dati in caso di crash dell'ardisco. Che spasso!
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