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Some notes about Moller's volantors, and a shot from Valle d'Aosta, where it could be very interesting to use!
Di macchine volanti ne ho viste e ne ho letto quasi fino alla nausea, ma su questa devo assolutamente scriverci qualche riga.

Dopo decenni di sperimentazioni più o meno casalinghe, l'americano Moller è arrivato a produrre una macchina volante (la Skycar M400X) che, ci scommetteva senza timori, sarebbe stata "certamente" omologata entro la fine del 2005. Come per tutto ciò che vola, le norme per l'omologazione sono severissime e le procedure sono lunghissime; verso metà degli anni novanta si prevedeva una sua omologazione entro il 2000, salvo poi rogne legali conclusesi nel 2003 con una multa di 50.000$ a Moller per aver dichiarato falsamente delle performance troppo elevate.

Questo volantor mi ha incuriosito perché utilizza la bellezza di otto motori rotativi Wankel (in ridondanza), leggerissimi rispetto agli equivalenti a pistoni (diciassette chilogrammi l'uno!).

La Skycar M400X è una macchina volante a quattro posti, poco più grande di una comune automobile,Moller nella Skycar M400 capace di decollare e atterrare verticalmente (VTOL: vertical take-off and landing) praticamente ovunque, e di volare a 600 km/h (la velocità "in quota" è praticamente il doppio della velocità ottenibile al livello del mare, a causa della differenza di pressione). Insomma, un velivolo di piccole dimensioni con le caratteristiche tipiche di un elicottero e di un velivolo ad ala fissa.

Agganciati al corpo della macchina ci sono quattro "ventoloni", debitamente ingabbiati, che possono ruotare trasversalmente e produrre spinta verso il basso, in diagonale, o in avanti. Ognuno di questi è spinto da due motori "Rotapower" a regime ridotto di modo che in caso di guasto improvviso di un motore, la potenza residua dell'altro sia sufficiente per completare il decollo o l'atterraggio (le fasi più delicate del volo) senza alcun inconveniente.

I motori Rotapower sono i classici motori rotativi "tipo Wankel", da 654cc l'uno, capaci di sviluppare non meno di ottanta cavalli ognuno. Vanno a benzina, e a brevissimo termine anche a gasolio per autotrazione e a gas naturale; è allo studio pure l'alcool, e più avanti perfino l'idrogeno (di solito sono i militari che fanno le richieste più strane).

La Skycar può portare quattro persone (340 kg di "carico pagante"; ci sono dei sensori di sovraccarico installati sul carrello che segnalano al pilota l'eventuale sovrappeso; anche negli elicotteri, specialmente per il decollo da alta quota, occorre talvolta alleggerirsi scaricando i pesi inutili e il carburante non indispensabile). La cabina è pressurizzata, per cui può volare anche assai sopra i canonici 3600 metri.

Alcune caratteristiche:

Lo scopo è evidentemente quello di produrre un'utilitaria a basso costo e basso consumo, capace di fare quel che per ora possono solo gli elicotteri più economici (che però costano ancora troppo!).

Infatti non ha bisogno di tutte le sciccherie degli eliporti, atterra e decolla e va in hovering su pressoché qualsiasi superficie. Per di più, una volta atterrata, può proseguire su strada (sul suo carrello a tre ruote) fino al prossimo benzinaio dove fare normalmente rifornimento. Dato che è piccola, si mette perfino nel garage di casa.

Il problema burocratico è la licenza richiesta per pilotarlo (che purtroppo è tuttora nella classe FAA "powered-lift normal aircraft"): grazie alla ricca strumentazione, si suppone che richieda più un "assistente" al volo che un "pilota", per cui presto potrebbe essere pilotabile con una licenza molto meno complessa da ottenere.

Ancora prima che venga omologata, già si vantano centinaia di ordini; ne verrebbero costruite nei primi tempi cinquecento pezzi all'anno, ed in pochi anni il prezzo finale dovrebbe scendere attorno ai cinquanta-sessantamila euro, cioè quanto un'auto di lusso.


Piccola considerazione aggiuntiva.

Moller è stato certamente uno di quelli che ha avuto il fegato di andare avanti con la ricerca per quarant'anni (non è un eufemismo), ma non è da considerare un "inventore". Velivoli volanti basati su questo stesso principio erano già stati progettati e realizzati nella Germania nazista: l'Omega Diskus, il Coanda, il Triebfluegel, i vari BMW Fluegelrad, etc, sui quali mi riprometto di scrivere al più presto qualche pagina.

Per ora mi limito solo ad osservare che i primi modelli delle macchine volanti di Moller somigliano in modo straordinario all'Omega Diskus progettato e realizzato dall'ingegnere tedesco Joseph Andreas Epp più di un quarto di secolo prima! Nel 1943 (!) fece il suo primo volo, di 24 minuti, dimostrando una velocità ascensionale di 12m/sec e una velocità operativa di 480 km/h; Epp si spinse ad affermare che entro 25 anni la tecnologia tedesca avrebbe permesso di andare sulla Luna (come tempi ci siamo: gli americani ci arrivarono nel 1969).

Epp lavorò poi con i sovietici, realizzando di nuovo il diskus (stavolta col nome di Pirna Disc) nel 1950.


Ulteriore considerazione...

C'è un altro matto che ha costruito a tempo di record un velivolo con doppio rotore (coassiale) e senza rotore di coda, classificabile come ultraleggero a motore, che può portare 180 chili di carico pagante e volare fino ad un paio d'ore con venti litri di benzina (velocità utili dall'hovering a 55 knots). I miei complimenti all'autore di AirScooter, ma personalmente continuo a preferire la soluzione di Moller sopra citata (anche se come già sapete il mio pallino inossidabile è negli elicotteri).


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