Visto che lo Spectrum viene ancora massicciamente
utilizzato nella pubblicistica anche non strettamente relata ai
computer, mi veniva da suggerire qualche "slogan" appropriato
(a distanza di quasi un quarto di secolo) ai cari beneamati
home computer coi quali cominciò qui in Italia quella che
io chiamo "l'epoca dei pionieri" (cioè l'alfabetizzazione
informatica di massa).
Ecco la lista degli slogan:
- Spectrum: "smanettoni all'opera:
progetti semplici, ma grandi risultati";
- C64: "0,98 MHz dovrebbero essere sufficienti a chiunque"
(attribuita a Bill Gates, alcuni dicono invece trattarsi di
Jack Tramiel)
- Vic20: "3,5K dovrebbero essere sufficienti a chiunque" (attribuita a Jack Tramiel, alcuni dicono invece trattarsi di Bill Gates)
- MSX1: "non è mai troppo tardi per dire: avremmo dovuto pensarci prima..."
- MSX2: "provaci ancora, Sam!"
- ZX80: "ho avuto un'idea..."
- ZX81: "...non farci caso, questa è la brutta copia..."
- Spectrum Plus: "capo!! ma perché si vende più questo che il QL ?"
- QL: "presto!! qualsiasi cosa, purché contenga un paio di microdrive!"
- Spectrum +3: "presto!! qualsiasi cosa, purché contenga un floppy da tre pollici!"
- Commodore Plus 4: "presto!! qualsiasi cosa, purché contenga quattro programmi!"
- Commodore 16: "...se sono stati così gonzi da comprare il Vic20, allora..."
- Commodore 128: "...se sono stati così gonzi da comprare il C64, allora..."
Spiegazioni:
- il Sinclair ZX Spectrum (sul mercato a partire dal 1982)
rappresenta in effetti la maturazione del progetto di un home
computer potente ed economico (per l'epoca e la fascia di prezzi)
e "completava" ciò che mancava allo ZX80 e allo ZX81 (usciti
rispettivamente nel 1980 e 1981);
- il Commodore 64 (uscito nel 1982) sembrava l'antitesi dello
Spectrum:
- lo Spectrum si basava su uno Zilog Z80 a 3,5 MHz (con
una gran quantità di registri e operazioni a 8 e 16 bit), mentre
il Commodore 64 aveva un processore MOS 6510 a 0,98 MHz (con soli
tre registri a 8 bit e un set di operazioni alquanto scarso);
è facilmente verificabile che lo Spectrum ha una
notevole capacità di calcolo rispetto al C64;
- lo Spectrum aveva il minimo indispensabile di hardware
(laddove il C64 aveva vari chip dedicati al suono e alla
grafica), ma la sua ragguardevole potenza di calcolo (rispetto
al C64) ha permesso di reggere e pressoché sempre vincere il
confronto col C64;
- lo Spectrum aveva una tastiera piccola, pensata per la
programmazione, con tutte le keyword già pronte (per esempio
premendo il tasto P usciva il comando PRINT ed il
cursore ritornava in modalità "testo normale"); il Commodore 64
aveva una tastiera molto "gonfia", peraltro alquanto bruttina,
con i caratteri grafici del modo testo disegnati sotto i
tasti (come se il C64 fosse stato inizialmente progettato per
funzionare senza modo grafico); del resto con lo Spectrum era
facile imparare la programmazione (in un Basic alquanto
flessibile e avanzato) mentre sul C64 la programmazione era
un mal di testa perpetuo (e almeno tre quarti di ogni listato
in Basic erano composti dai caratteri "sbarretta" e
"quadratino" e dalle mefitiche istruzioni POKE
seguìte da diabolici incomprensibili numeretti);
- lo Spectrum era pubblicizzato in funzione delle proprie
caratteristiche di programmazione e in funzione del confronto
col modello precedente (lo ZX81): una pubblicità onesta e
precisa; il Commodore 64 era invece pubblicizzato come il
"miglior" computer, il più "potente", il "produce effetti
tridimensionali", il "più venduto nel mondo"... slogan
pomposi e mezze verità che accalappiarono un
gran numero di persone non smaliziate;
- mi fermo qui, ma la lista continuerebbe ancora per
parecchio...
Jack Tramiel aveva fondato la Commodore, ma a fine 1984 ne
fu buttato fuori dal consiglio di amministrazione, e mise su
una nuova azienda lavorando poi con la concorrente Atari;
- l'allusione è alla quantità di memoria libera al
momento dell'accensione: il Commodore 64, vantato per
"sessantaquattro kappa RAM", mostrava la vergognosa
indicazione di 38911 bytes liberi per il Basic; il
Commodore Vic-20 (che aveva un risibile schermo di 23
righe da 22 caratteri ciascuna) mostrava invece
addirittura 3583 bytes liberi: tre kilobyte e mezzo!
Anche il Vic 20 aveva un'enorme tastierone in cui era
alloggiata la motherboard e la circuiteria aggiuntiva,
ma la scarsissima memoria lo rendeva pressoché
inutilizzabile; non a caso la pubblicità Commodore
cercava di spacciarlo per computer "giocoso" per
bambini (che in teoria dovrebbero essere di bocca buona);
l'incompatibilità abissale col Commodore 64 era un altro
tratto caratteristico (peraltro molto comune all'epoca
degli home computer); la citazione (attribuita a Bill
Gates) risalente al 1981 (cioè prima del lancio del
Vic-20) è "640k dovrebbero essere sufficienti a chiunque";
- con vergognoso ritardo alcuni produttori di computer
decisero che era ora di smettere di farsi stupidamente
concorrenza, e così concordarono una specifica comune
per un home computer basato sullo Z80 (come lo Spectrum)
ed equipaggiato con un po' di circuiteria "per giochi"
(supporto degli sprite, dei joystick, etc) e un Basic
decente. Il guaio è che i primi computer in standard
"MSX" arrivarono sul mercato quando era già troppo tardi,
e per giunta costavano troppo (il 25-50% in più di un
Commodore 64, cioè praticamente il doppio di uno Spectrum);
- qualche anno dopo venne fuori anche l'MSX2, standard
"aggiornato", anche questo supportato da diversi
produttori di home computer. La morale è sempre quella:
sbagliare è umano, ma perseverare nell'errore è davvero
diabolico... ;-)
- Fra parentesi occorre precisare che il Vic 20 era
"economico" perché basato su un malriuscito chipset
messo su dalla MOS per il mercato dei videogiochi: visto
che era invendibile, lo proposero a prezzo stracciato
alla Commodore, e nacque questo sballatissimo Vic-20...
- Sir Clive Sinclair aveva il pallino del computer
"economico" (e pertanto di veloce diffusione); nonostante
avesse previsto la massima economia per la progettazione,
tirò fuori nel 1980 lo ZX80 (con 4k ROM e 1k RAM) basato
però sul lussuoso processore Zilog Z80; il progetto andò
avanti e divenne un anno dopo ZX81 (ma nel frattempo già
molte cose bollivano in pentola);
- lo ZX81 era solo uno ZX80 migliorato da diversi punti
di vista; la versione economica (con 1k RAM come lo ZX80)
era lì solo per vantare un prezzo di lancio di 99 sterline
(nel 1981 era davvero una novità assoluta poter comprare
un computer con così poca spesa); ovviamente la versione
"ordinaria" era quello equipaggiato con 16k RAM;
paradossalmente, grazie al fatto che lo ZX81 aveva il
solo "modo testo" (con in più i caratteri grafici),
lo Spectrum 16k aveva per il Basic meno memoria utile
(circa 9k) rispetto allo ZX81 16k (circa 15k);
- lanciato lo Spectrum nel 1982, la serie "ZX" era
arrivata ormai alla maturità: il nuovo progetto fu
chiamato "QL" (cioè Quantum Leap, che significa
"un salto di qualità") e non usava più il processore
Zilog Z80A ma il Motorola MC68008 a 32 bit, capace di
usare fino a un megabyte di memoria; per guadagnare
sulla vendita di periferiche (i famigerati microdrive
e le loro famigerate cartucce) Sinclair commise l'errore
più grossolano che poteva commettere all'epoca: mancare
di equipaggiare il QL con un floppy drive... Questo
errore, più i bug della ROM e il rilascio travagliato,
furono causa dell'insuccesso del QL (addirittura il
prezzo di vendita fu dimezzato da un momento all'altro
per evitare il fallimento per eccesso di invenduto, e
ciò a pochi mesi dal lancio!);
- la Sinclair non affondò subito perché nel frattempo
lo Spectrum continuava a vendere; prima ricarrozzato con
una tastiera "Plus" (l'hardware era rimasto lo stesso,
e dunque la compatibilità era totale, e pertanto fu
accolto con gioia sul mercato), poi riprogettato con
128k RAM; la linea home computer della Sinclair fu
ceduta alla Amstrad ("AMSTrad" significa "Alan Michael
Sugar trading company") che tirò fuori prima uno
Spectrum 128k "+2" (questo "Plus 2" aveva un registratore
a cassette incorporato) e poi nel 1987 tirò fuori uno
Spectrum 128k "+3": il "Plus 3" aveva finalmente un
floppy drive a bordo, ma... tragedia e panico, orrore
e sdegno: non era il diffusissimo formato da "tre pollici
e mezzo" che ci ha accompagnato praticamente fino a pochi
anni fa, ma era il formato proprietario da tre pollici che
la Amstrad aveva progettato per guadagnare sulla pelle dei
propri stessi clienti!
- La Commodore aveva pensato bene di attaccare il QL
vendendo un computer che aveva in ROM quattro software
applicativi simili a quelli della Psion in dotazione al
QL. Il Sinclair QL infatti veniva venduto con quattro software
"da ufficio": un wordprocessor, uno spreadsheet, un generatore
di grafici e un database (molti anni prima che la Microsoft
tirasse fuori Office e Access); io ho usato massicciamente
tre di quei quattro, e dopo vent'anni posso dirvi che solo
con SQL ho trovato qualcosa in più di quell'Archive, solo
con LyX ho trovato qualcosa in più di quell'Abacus,
solo con Gnumeric ho trovato qualcosa in più di
quell'Easel... E la Commodore cosa fa? Tira fuori in fretta
e furia un computer che ha quei quattro programmi su ROM!!!
Infatti il wordprocessor era limitato a 99 righe di testo
(ah, ah! neanche due pagine in stampa!), il foglio
elettronico era limitato a 99 righe per 99 colonne, mentre
l'applicativo di archiviazione e quello dei grafici erano
ancora più penosi.
E poi, tragedia delle tragedie, era incompatibile col C64
e per di più essendo "serio" non aveva né gli sprites né
il suono "commodoriano" (infatti risultava piuttosto simile
al Vic 20); aveva sì un Basic più serio del C64 che
lasciava 59k liberi all'accensione, ma per il resto era
già dalla nascita destinato al fallimento...
- La tendenza ridicola della Commodore era di vendere dei
prodotti drammaticamente incompatibili tra loro e sempre
più lontani dalle evidentissime attese del mercato: chi
aveva un Vic 20 era già passato al C64, e non sarebbe
bastato un ridicolo Commodore 16 (una specie di Vic 20
migliorato e con 16k) ad attirarlo...
- Stesso discorso per il Commodore 128, che fu comprato
(poco) solo per essere usato come "compatibile C64" (avere
uno Z80 a bordo e la possibilità di installarci il sistema
operativo CP/M fu una cosa che probabilmente non è stata
mai considerata da nessun acquirente italiano).
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