Questa mia caotica pagina di appunti è dedicata a Flannery O'Connor,
la mia scrittrice preferita.
CLAMOROSO: ho letto "La saggezza nel sangue" (Wise Blood),
presto scriverò qualche altra nota. Raccomando CALDAMENTE di
leggere prima i suoi racconti e POI leggere questo romanzo!
Mary Flannery O'Connor (1925-1964) è annoverata tra i narratori
più importanti del Novecento americano. Per questo motivo, negli
ultimi anni, c'è un'abominevole valanga di scritti e un fiume di
inchiostro (in piena) che la riguarda - per lo più di studentelli
che devono presentare un lavoro scritto per superare qualche esame.
Un amico dalla Nuova Zelanda mi scriveva: "sono convinto che
un giorno lei sarà canonizzata e sarà una di quei santi
non proprio «sentimentale all'acqua di rose»".
Inutile precisare che io sono pienamente d'accordo.
Questa pagina, un umile ma poderoso omaggio alla mia vanità, riporta
alcune (SOLO alcune) delle cose che mi hanno colpito (non soltanto
diverse pregiate chicche della sua squisita e delicata sensibilità), e
che non sempre troveranno spazio nella miriade di essays spesso
non letti neppure dai prof che lo richiedono come «compito per lunedì
prossimo» (piccolo aneddoto: qualcuno ha registrato addirittura il
domain "flanneryoconner.com" (viva la grammatica!) e per $49.95
vende degli essay da cinque pagine, pronti da presentare al
professore. Sublime. Talvolta capita che qualche
studentello venga però ignominiosamente scoperto...)
Da cliccare, in giro, non c'è molto (ho ovviamente escluso librerie,
siti di essay e siti di tesine studentelli). Ho dovuto cliccare sodo per
trovare un paio di foto almeno decenti (quelle che vedete in questa pagina).
Ho trovato perfino un fan club su Yahoo sul quale mi sono
registrato, ma data la mia notoria selvaggia passione per queste cose,
penso che risponderò solo alle email (qualora arrivino).
Bibliografia in mio possesso, prossimamente arricchita da altri titoli
(ovvero quando le librerie di mia "fiducia" si decideranno a consegnarmi):
- "La schiena di Parker" (BUR Rizzoli), selezione di racconti
e lettere (con una potente introduzione del grande Davide Rondoni);
- "Tutti i racconti" (Tascabili Bompiani);
- "La saggezza nel sangue" (Garzanti, collana Elefanti), romanzo;
- "Sola a presidiare la fortezza" (Tascabili Einaudi), antologia
di lettere;
- "Nel territorio del diavolo" (Minimum Fax), articoli e
interventi.
In arrivo:
- "Il cielo è dei violenti" (Einaudi), romanzo;
Sul sito di Tempi ci sono numerosi articoli dedicati a lei.
Prima gustosissima potente citazione (E VAI!):
Tutti quelli che hanno letto La saggezza nel sangue mi credono una
zoticona nichilista, mentre in televisione vorrei dare l'impressione
di essere una zoticona tomista, ma vedrai che non mi verrà niente
di meglio da dire a Mr Harvey Breit che «Eh?» e «Ah boh». Mi sa
tanto che al rientro mi toccherà stare tre mesi giorno e notte nello
stazzo del pollame per neutralizzare gli influssi negativi.
[...]
Poi ho ricevuto un messaggio da due studenti di teologia di
Alexandria i quali dicevano che dopo aver letto La saggezza nel
sangue mi avevano eletta a la loro «pin-up girl»: a tutt'oggi
l'encomio più atroce.
[...]
Ho sempre davanti agli occhi l'immagine del mio cipiglio glaciale
trasmesso in tutta la nazione a milioni di bambini che attendono
impazienti l'arrivo di Batman.
(da una sua lettera del 18 maggio 1955)
Flannery O'Connor: "una delle tendenze della nostra epoca è
di usare la sofferenza dei bambini per screditare la bontà di
Dio, e una volta screditata la sua bontà, aver chiuso il conto
con lui."
Flannery O'Connor descrive il matrimonio di un conoscente:
Beh, era abbastanza matrimoniale come cosa, con le damigelle d'onore
in sei gusti diversi, e i bambini con le candele che gocciolavano cera,
e un cadaverico predicatore in pantaloni bianchi, giacca blu e cravatta
a strisce nere e gialle. E a mia madre sempre l'incidente più tragico:
qualcuno che mette una tazza umida di punch sulla sua Bibbia...
Flannery O'Connor parla del "lettore cattolico medio" (in "La Chiesa
e lo scrittore di narrativa", citato da "Nel territorio del diavolo"):
Se si arrivasse a snidare il lettore cattolico medio attraverso le
paludi di "lettere al direttore" e altri luoghi dove esce per un
attimo allo scoperto, ci si accorgerebbe che è più manicheo di
quanto la Chiesa non gli permetta. Separando quanto più è possibile
natura e grazia, ha ridotto la sua concezione del soprannaturale ad
un pio cliché e ormai è capace di riconoscere la natura della
letteratura in due sole forme: il sentimentale e l'osceno.
Sembrerebbe prediligere la prima, pur essendo una vera autorità
nella seconda, ma di solito la somiglianza tra le due gli sfugge.
Dimentica che la sentimentalità è un eccesso, una deformazione
del sentimento, più che altro nel senso di un'enfasi eccessiva
sull'innocenza, e che l'innocenza, qualora eccessivamente enfatizzata,
nella normale condizione umana tende - è legge di natura - a
trasformarsi nel suo contrario. Con la Caduta abbiamo perso
l'innocenza, e il nostro ritorno a quello stato avviene attraverso
la Redenzione determinata dalla morte di Cristo e dal nostro lento
parteciparvi. La sentimentalità, saltando a pié pari questo
processo nella sua realtà concreta, è un approdo prematuro
ad un illusorio stato di innocenza che evoca fortemente il suo
contrario. D'altro canto la pornografia è essenzialmente
sentimentale, poiché omette il legame tra il sesso e il
suo scopo nudo e crudo, disgiungendolo dal significato che
ha nella vita, tanto da farne semplicemente un'esperienza
fine a se stessa.
"I mortally and strongly defend the right of the artist to select a
negative aspect of the world to portray and as the world gets more
materialistic there will be more to select from. Of course you are
only enabled to see what is black by having light to see it by.
Furthermore the light you see by may be to altogether outside of
the work itself."
Traduco io, traduco io! Ecco cosa dice:
"Difenderò con la forza e fino alla morte il diritto di
un artista alla scelta di rappresentare un aspetto negativo del mondo,
e dato che il mondo sta diventando più materialista, la scelta sarà
molto più facile. Ovviamente per cogliere ciò che è nero hai bisogno
di una qualche luce per vederlo tale. Per di più, la luce che ti fa
vedere può essere contemporaneamente al di fuori dello stesso lavoro
[dell'artista]." (da una lettera dell'8 settembre 1956; citazione
ricevuta in inglese e al momento ancora non verificata alla lettera).
Polli, oche e pavoni sono la sua passione (E VAI!!!!).
A cinque anni insegna ad un pollo a camminare "in retromarcia" (POTENTE!)
Alleva quaglie, va a cavallo senza sella (PUTENTE!), crea gioielli di
masonite. Nel 1941 cuce dei vestiti per le sue galline, di una raffinatezza
tutta femminile. Per il colonnello Eggbert (un pollo Bantam grigio) cuce
un cappotto di piqué bianco, con collo in trine e due bottoni sul dorso
(ALÉ!). Sempre a sedici anni, porta a scuola il papero Herman
come modello per un disegno nell'ora di educazione artistica, e
successivamente anche il gallo Ailé Selassié per lo stesso motivo.
Sa suonare il clarinetto, la fisarmonica, e perfino la viola.
A vent'anni si diploma in inglese e scienze sociali; all'università
dirigeva il giornale studentesco, la rivista trimestrale e l'annuario
(mica briciole!).
Disegnava anche cartoons (che però il New Yorker non volle acquistare).
Nel 1946 alcuni suoi racconti le meritarono una borsa di studio con la
quale si iscrisse ad una Scuola per Scrittori. Nel 1947 vinceva un premio
di 750 dollari (aveva ventidue anni!). Nel 1953 scriveva seriamente:
"Ho intenzione di diventare l'Autorità Mondiale sui Pavoni, e spero che
una volta o l'altra mi offrano una cattedra alla Facoltà di Pollamologia".
Altre citazioni dalle sue lettere:
- Un paio di settimane fa sono stata a Nashville a trovare i Cheney
e ho conosciuto uno che mi guarda un po' e fa: «Quello sì che
era un libro profondo. A guardarla non si direbbe che l'ha scritto
lei». Facendo appello alla mia espressione più truce ho ringhiato: «E
invece sì».
- Che roba è, metodista adulterata o snobistico
militante? Anche noi qui abbiamo un istituto femminile ma per
fortuna a guastare l'atmosfera tutta pizzi e merletti ci sono un
riformatorio, un manicomio e una scuola militare.
- «La preghiera di ringraziamento prima dei pasti favorisce la
digestione»; a questo sta arrivando la religione in certi posti.
- La critica sul «New Yorker» non solo era completamente imbecille,
ma non era nemmeno firmata. Di fronte a un caso del genere ti rendi
davvero conto che a certi settori della popolazione hanno estirpato
il senso morale, come a certi polli estirpano le ali per ottenere
più carne bianca. Questa è una generazione di polli senza ali, e
credo che Nietzsche alludesse alla stessa cosa dicendo che Dio è morto.
- In assenza di tale fede oggi noi ci lasciamo guidare dalla tenerezza,
una tenerezza che, da tempo ormai recisa dalla persona di Cristo, è
tutta avvolta dalla teoria. Quando la tenerezza viene staccata dalla
sorgente della tenerezza, il suo esito logico è il terrore, finisce nei
lager e nei fumi delle camere a gas.
- La mia mente è di solito a riposo, ma la mia sensibilità lo è
raramente. La mediocrità compiaciuta è il Grande Peccato Cattolico. La
trovo in me e non la posso soffrire nondimeno.
I racconti della O'Connor erano in funzione di un pubblico protestante,
cioè probabilmente la platea più ostica (più avvezza e familiare a
sentimentalismi, fondamentalismi biblici, etc), ma penso seriamente
che li potrebbe apprezzare anche un ateo (così è stato; altrimenti
lei sarebbe stata relegata nella classe degli scrittori di "roba
edificatoria", cioè favolette per bimbi cretini; e invece è
unanimemente considerata una dei maggiori "novelist" americani!).
Ho riletto di recente alcuni suoi racconti e ancora non ci trovo
crepe. Mi sono invece accorto che alcune mie amiche somigliano
proprio parecchio alla protagonista de "Il racconto" (sia quando va a
fare compere sia quando si siede e pensa a quale racconto
scrivere!!!), di una tristezza autoalimentata e fondata solidamente
sui due pilastri della pigrizia e della fuga dalla realtà. Mi viene
quasi da architettare un complicatissimo piano per far loro leggere
"Il racconto", ma ancora non ho avuto abbastanza fortuna.
Nella O'Connor non c'è solo il momento in cui irrimediabilmente
vanno a cozzare contro la realtà, contro l'imprevisto: questo
sarebbe ancora poco. C'è anche quel pizzico di "sale" per cui
l'impatto è tutt'altro che sterile: i personaggi sono vivi,
comprendono, intuiscono che dietro c'è "qualcosa", c'è un
significato in tutte le cose. Quando O.E.Parker si mette a
piangere capiamo bene (non c'era scritto: lo capiamo) che
probabilmente non aveva mai pianto in vita sua, e intuiamo
anche che mentre piange lui stesso sembra rendersene conto.
La cosa colossale sta nel fatto che uno arriva all'impatto con
la realtà (e dunque, possibilmente, alla Grazia) proprio
attraverso il suo inseguire pensieri...!
Dicono di lei:
"I can think of no American writer who has made a more devastating
use of existentialist intuition. She does so of course, without
distributing manifestoes, and without leading a parade"
(Thomas Merton, in H.McClave (ed.), Women Writers of The Short Story,
Prentice-Hall, 1980)
(Penso che nessuno scrittore americano abbia fatto un uso più
devastante dell'intuizione esistenzialista. Lei ovviamente lo ha
fatto senza redigere nessun manifesto, e senza guidare nessuna parata).
Altre strapotenti citazioni dalle lettere di Flannery:
- Con un gran tremito della voce, ho detto: «Be', se è un simbolo,
che vada al diavolo». (I then said, in a very shaky voice, «Well,
if it's a symbol, to hell with it».)
- I am one of the laymen who resist the congregation yapping out the
Mass in English & my reason besides neurotic fear of change, anxiety,
and laziness is that I do not like the raw sound of the human voice
in unison unless it is under the discipline of music...
- Quando il protestante sente quella che secondo lui è la voce del
Signore, la segue infischiandosene di andare contro gli insegnamenti
della propria chiesa. Il cattolico invece è convinto che qualunque
voce non conforme agli insegnamenti della Chiesa venga dal diavolo.
[...] Una cosa buona del protestantesimo è che contiene sempre i
germi del suo contrario. Due gli sbocchi possibili: a un estremo il
cattolicesimo, all'altro l'incredulità.
- Ne parlai con un prete. La prima cosa che mi disse fu: «Mica devi
scrivere per le quindicenni». Ovvio che in molte teste di settantacinque
anni si cela il cervello di una quindicenne...
- Quando ti chiedono di rendere il cristianesimo allettante, ti stanno
chiedendo di descriverne l'essenza, non quello che vedi tu. Il
cristianesimo ideale non esiste, perché l'essere umano deforma
leggermente a propria immagine tutto quello che tocca, perfino la
verità cristiana. Lo fanno perfino i santi. Dev'essere per effetto
del peccato originale, e mi rendo conto che i cattolici spesso
agiscono come se questo dogma fosse sempre distorto e sempre
sintomo di calvinismo. Lo scrittore deve rendere la corruzione
plausibile prima di poter rendere significativa la grazia.
- Scrivo come scrivo perché sono (non sebbene sia) cattolica. È un
fatto, tanto vale dirlo a chiare lettere. Però sono una cattolica
singolarmente dotata di coscienza moderna, della specie che Jung
definisce astorica, solitaria e colpevole. Esserne dotati all'interno
della Chiesa significa portare un fardello, l'inevitabile fardello del
cattolico consapevole. Significa sentire la contemporaneità in misura
estrema. Penso che soltanto la Chiesa saprà rendere sopportabile il
terribile mondo al quale stiamo approdando; l'unica cosa a rendere
sopportabile la Chiesa è che in qualche modo è il corpo di Cristo e
che da esso traiamo nutrimento. Che sia necessario soffrire tanto a
causa quanto a favore della Chiesa sembra un dato di fatto, ma se si
crede nella divinità di Cristo, bisogna avere caro il mondo pur
dovendo lottare per sopportarlo. Il che forse spiega perché nei
racconti non c'è amarezza.
- Ne ho fin sopra i capelli di leggere recensioni che definiscono
Un brav'uomo [è difficile da trovare] brutale e sarcastico.
I racconti sono duri ma solo perché non c'è niente di più duro o
meno sentimentale del realismo cristiano. Ormai non si contano gli
informi animali che arrancano alla volta di Betlemme per venire alla
luce: io non ho fatto che rintracciare l'itinerario di alcuni, e
quando li descrivono come racconti dell'orrore, mi diverte sempre
vedere che il recensore coglie sempre l'orrore sbagliato.
- Stando a lei, all'Università del Kansas sono due le
parole bandite: «whiskey» e «religione».
- Non so se questo significa che Ronald Reagan interpreterà
Mr Shiftlet. L'idea mi sconcerta. Finirà sicuramente con Mr Shiftlet
e la figlia idiota che si allontanano su una Chrysler per vivere felici
e contenti. Intanto però, questo mi permetterà di comprare un
frigorifero nuovo a mia madre. Loro fanno un minestrone del mio
racconto e noi facciamo il ghiaccio nel frigo nuovo.
- Gli americani sembrano capaci soltanto di sfornare
opuscoletti da sagrestia (da evitare a tutti i costi) e di
installare sistemi di riscaldamento...
- Quando chiedono a uno scrittore di rendere il Cristianesimo gradevole,
gli chiedono di descrivere la sua essenza, non quanto vede. [...] I
migliori di loro pensano: rendi il Cristianesimo gradevole. E gli altri
pensano: rendilo gradevole così io non sembrerò un idiota se credo. Ma
in un'autentica cultura Cristiana di autentici credenti questo non sarebbe
mai emerso.
- Ha ragione, non sarò mai del tutto in grado di capire la mia opera
o le mie motivazioni. È innanzitutto un dono, che però ha preso una
certa piega perché ho abbracciato la Chiesa o perché la Chiesa mi ha
insegnato certe cose, non per una percezione o un amore personale nei
confronti di Dio. Lei che non mi conosce potrebbe pensare una cosa del
genere; da parte mia sarebbe un'eresia. Non sono una mistica e non vivo
da santa. Non che possa vantare peccati interessanti o piacevoli (ho un
forte senso del diavolo), ma so tutto sul vasto assortimento dell'Eden:
superbia, gola, invidia e accidia, e, ciò che è più importante, le mie
virtù sono pavide quanto i miei vizi. Ritengo che in certi casi il
peccato avvicini maggiormente a Dio, ma non il peccato abituale e non del
genere insignificante che impedisce ogni più piccolo bene. È facile
acquisire una conoscenza adeguata del diavolo: basta resistergli.
Fatto sta che l'individuo all'interno della Chiesa è, per quanto
indegno, parte del Corpo di Cristo, nonché partecipe della Redenzione.
Per capirlo la Chiesa non ti fornisce un prospetto informativo. È
questione di fede e la Chiesa non può costringere nessuno a crederci.
Quando mi chiedo come faccia a sapere che credo, non trovo nessuna
risposta soddisfacente, nessuna certezza, nessun sentimento. Posso
soltanto dire con Pietro: Signore io credo, aiuta la mia incredulità.
E tutto ciò che posso dire sul mio amore per Dio è: Dio aiutami nella
mia mancanza d'amore. Non mi fido delle formule pie, soprattutto quando
escono dalla mia bocca. Cerco strenuamente di non farmi contagiare dal
linguaggio pio del fedele, solo che salta sempre fuori quando meno te
l'aspetti. La liturgia, a differenza del linguaggio pio del fedele, è
di una mirabile asciuttezza.
Ancora citazioni dalle lettere:
- Da domenica notte sono sola a presidiare la fortezza...
- Se la Chiesa non è un'istituzione divina, allora finirà
col diventare uno dei tanti Circoli dell'Alce...
- Fatto sta che da quando è uscita la recensione sul «Time» la mia
posta trabocca di tentativi di salvarmi dalla Chiesa [...] e ho
ricevuto un messaggio anonimo dove una mano tremante denunciava come
fasulla la mia religione. Si direbbe che un libro come il mio attiri
tutti gli svitati.
- È un piacere sapere che mi consideri una buona protestante. Questo
sì che è un complimento. Tutti i buoni cattolici sono dotati delle
migliori qualità protestanti; in aggiunta a un'altra caterva; io, la
mia caterva aggiuntiva cerco di tenerla ben nascosta: non vorrei che
urtasse la tua delicata sensibilità.
- Ma io sono una tomista di terzo grado e vivo circondata da distinguo.
(Tomista di terzo grado è chi non legge né il latino né san Tommaso
ma li fa suoi per osmosi).
- Niente è meglio della macchina da scrivere elettrica quando hai del
lavoro da smaltire. (da una lettera del 21 dicembre 1962!)
- Nel testo pubblicato hanno sostituito la parola razziale della
domanda con sociale e così il senso va a farsi benedire. Certo
che questi dei giornali non li batte nessuno. Mai vista nel mondo
moderno una simile manica di ipocriti in combutta: tante anime belle
sempre lì col cuore in mano...
- Perciò non saprei cosa dire della Summa [Theologica], se
non che la leggo per una ventina di minuti tutte le sere prima di andare
a letto. Se nel frattempo dovesse entrare mia madre dicendo: «Spegni la
luce. È tardi», per tutta risposta io, il dito sollevato e
un'espressione solare serena serafica, direi: «Al contrario,
io ribatto che essendo la luce eterna e illimitata, non si può
spegnere. Chiudi gli occhi», o qualcosa del genere. In ogni caso,
sento di poter garantire personalmente che san Tommaso amava Dio,
perché io manco morta posso fare a meno di amare san Tommaso.
- La Chiesa è fondata su Pietro che rinnegò Cristo tre volte e che
non poté camminare sull'acqua in virtù di se stesso. Tu stai attendendo
che il suo successore cammini sull'acqua. L'intera natura umana resiste con
tenacia alla grazia perché la grazia provoca in noi un cambiamento e il
cambiamento è doloroso. I preti vi resistono quanto gli altri. Ottenere
che la Chiesa sia quel che vuoi tu richiede la continua miracolistica
interferenza di Dio negli affari umani, mentre quel che ci viene concesso
è che la nostra dignità, in misura minore o maggiore, si accresca con
le grazie che ci vengono attraverso la fede e i sacramenti, e che lavorano
attraverso la natura umana. Dio ha scelto di operare in questo modo. Possiamo
non capire queste cose, ma non possiamo rifiutarle senza rifiutare la vita.
La natura umana è così imperfetta che può resistere a ogni quantità di
Grazia e il più delle volte lo fa. La Chiesa fa bene a tenere la Grazia con
sé; tu invece chiedi che mostri un profitto. Quando la Chiesa mostra un
profitto, sei in presenza di un santo, non necessariamente un santo
canonizzato.
Terminologia O'Connoriana.
- interleckchuls: dispregiativo di intellectuals. Notevolissimo.
- bidness: sinonimo di business, ma con la radice bid, offerta
d'appalto, o all'asta. Da "Brava gente di campagna".
- greyflying: "volar grigio", di oggetti che a causa del movimento
appaiono leggermente confusi (effetto "foto mossa"). Da "Il treno".
- psychosomatic: la O'Connor considera particolarmente odiose
le malattie psicosomatiche (da "The Enduring Chill").
- jackleg: per similitudine a jackass (somaro, deficiente totale),
intende una persona senza talenti e senza scrupoli. Da "La vita che
salvi può essere la tua".
- nickelodeon: un juke-box (da nickel, monetina, e odeon).
Forse in "Un buon uomo è difficile da trovare".
- berth: compartimento cuccette de "Il treno". Chissà perché...
- shoat: maialino. Da "Il fiume".
- wood-shaving curls: trecce da taglialegna (stiamo parlando di
acconciature femminili). Da "Il gorilla".
- gunnysack: borsa per effetti personali (letteralmente, "fondina").
Da "Il pelapatate".
Altri dettagli che mi hanno colpito:
- L'assenza di fronzoli (ora capisco perché a furia di scrivere di lei
continuano a non capir niente).
- I nomi. Hazel, Hulga, Enoch, Obadiah, Buford...
- I nomi dei luoghi geografici.
- Il "debole" per i personaggi anormali da parte dello scrittore:
"...sebbene nel Sud [Georgia] la presenza di Cristo sia tutt'altro
che centrale, di sicuro è ossessionante".
- La descrizione della "religione «fai da te»... una religione che io,
come cattolica, trovo dolorosa, toccante e arcignamente comica. È piena
di una fierezza inconsapevole che lascia la gente in balia di ogni sorta
di prediche ridicolmente religiose".
Alcuni racconti sicuramente interessanti - in ordine sparso:
- Il pelapatate.
- Il profugo.
- Il fiume.
- Un buon uomo è difficile da trovare. (grande!)
- Un tempio dello Spirito Santo.
- Il tacchino.
- Rivelazione.
- Il racconto.
- Il geranio.
Citazione, citazione! Dalla sua conferenza "Natura e scopo della narrativa":
Arte è una parola davanti alla quale la gente batte subito in ritirata,
perché troppo altisonante. Ma io, per arte, intendo semplicemente scrivere
qualcosa che sia dotato in sé di valore e di efficacia. Base dell'arte è
la verità, nella sostanza come nella forma. Chi nella propria opera
persegue l'arte, persegue la verità, in senso immaginativo, né più né
meno. San Tommaso ha detto che l'artista si cura della bontà di quel che
crea...
Chi è senza speranza non solo non scrive romanzi ma, quel che più
conta, non ne legge.
Non ferma a lungo lo sguardo su nulla, perché
gliene manca il coraggio. Il miglior modo per piombare nella disperazione
è rifiutare ogni tipo di esperienza, e il romanzo è senz'altro un modo
di fare esperienza.
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